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India, gli “scarafaggi” aumentano, Modi promette: “Stop corruzione”

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Cresce il movimento dei giovani della Gen Z che si batte contro l’accesso pilotato alle università e la crisi del lavoro
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I rider arrivano di continuo a Jantar Mantar, nel cuore di Nuova Delhi, con sacchetti pieni di samosa, hamburger e bottiglie d’acqua. I volontari li sistemano insieme agli altri rifornimenti donati e li distribuiscono ai manifestanti. Il governo indiano voleva schiacciarli, ma ha finito per moltiplicarli. La repressione ha alimentato il supporto della popolazione civile e dell’opposizione per questi giovani della Gen Z che il governo ha definito “scarafaggi”, dando vita a un movimento che sta diventando una delle più grandi sfide al governo del primo ministro Narendra Modi degli ultimi anni. A nulla è servita una prima, parziale, apertura arrivata oggi da Modi che, dopo settimane di protesta, ha promesso procedure prioritarie per punire chi è coinvolto nella fuga dei test di ammissione all’università. “Noi da qui non ce ne andiamo”, dicono gli scarafaggi.

(afp)

Nonostante i violenti scontri con la pol…

I rider arrivano di continuo a Jantar Mantar, nel cuore di Nuova Delhi, con sacchetti pieni di samosa, hamburger e bottiglie d’acqua. I volontari li sistemano insieme agli altri rifornimenti donati e li distribuiscono ai manifestanti. Il governo indiano voleva schiacciarli, ma ha finito per moltiplicarli. La repressione ha alimentato il supporto della popolazione civile e dell’opposizione per questi giovani della Gen Z che il governo ha definito “scarafaggi”, dando vita a un movimento che sta diventando una delle più grandi sfide al governo del primo ministro Narendra Modi degli ultimi anni. A nulla è servita una prima, parziale, apertura arrivata oggi da Modi che, dopo settimane di protesta, ha promesso procedure prioritarie per punire chi è coinvolto nella fuga dei test di ammissione all’università. “Noi da qui non ce ne andiamo”, dicono gli scarafaggi.

(afp)

Nonostante i violenti scontri con la polizia della scorsa notte, i manifestanti del Cockroach Janta Party (Cjp), il “Partito Popolare degli Scarafaggi”, sono tornati nella piazza diventata ormai base della loro protesta sfidando i blocchi stradali. Studenti, genitori, agricoltori, cittadini provenienti da diverse regioni dell’India si sono uniti alle mobilitazioni nell’ultimo mese. La rabbia legata alla fuga di domande e tentativi di frode negli esami di accesso all’università di maggio si è presto trasformata in una protesta più ampia contro il sistema educativo indiano e le scarse possibilità lavorative. I manifestanti chiedono le dimissioni del ministro dell'Istruzione Dharmendra Pradhan, riforme del sistema d'esame e un risarcimento per le famiglie degli studenti che si sono suicidati in seguito ai leak delle prove.

(reuters)

I giovani indiani, che rappresentano circa un quarto della popolazione, si trovano a fare i conti con una crescente disoccupazione: milioni di persone entrano in un mercato del lavoro che fatica a creare un numero sufficiente di posti di lavoro sicuri e ben retribuiti. Nonostante anni di rapida crescita economica, molti giovani affermano che le loro prospettive non sono migliorate. A raccogliere le voci del dissenso questo partito satirico, il cui nome richiama il Bharatiya Janata Party (Bjp) di Modi, nato dopo che il il presidente della Corte suprema indiana, Surya Kant, aveva paragonato i giovani disoccupati che si avvicinano all’attivismo a degli scarafaggi. Da meme sui social è diventato un movimento capace di mettere in crisi il governo, raccogliendo il supporto dei leader dell’opposizione, come Rahul Gandhi, che lunedì si sono uniti alle proteste chiedendo le dimissioni di Modi "per aver distrutto il futuro della gioventù indiana".

Di fronte alla crescente pressione, il premier indiano ha annunciato l'istituzione di tribunali prioritari per gestire i casi relativi alla divulgazione delle prove d'esame. I tribunali a procedura accelerata sono tribunali speciali creati per velocizzare i procedimenti nel sistema giudiziario indiano, notoriamente lento.

“Una pezza che non assicura responsabilità. Non ci sono state condanne in tutti questi anni, quindi questa misura è inutile”, ha commentato il portavoce del Cjp Saurav Das, assicurando che non porranno fine alle manifestazioni finché il ministro dell'Istruzione non si dimetterà. "Niente è più importante del benessere e del futuro dei nostri giovani!", ha scritto Modi su X. Rimanendo fedele allo stile ironico del movimento, il suo fondatore, Abhijeet Dipke, ha pubblicato un meme di Pradhan con la didascalia: "Ciao, mi chiamo Niente".

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