LONDRA – “Tassateci di più, siamo ricchi e possiamo permettercelo”. A parlare sono personalità come l'ex calciatore Gary Lineker, il musicista Brian Eno e altri 118 milionari che hanno scritto una lettera aperta al nuovo primo ministro britannico, Andy Burnham, chiedendo una patrimoniale annuale: “Non stiamo parlando di aumentare le tasse per chi si alza ogni giorno e va a lavorare per guadagnarsi da vivere, ma per i più ricchi in assoluto, il cui reddito deriva dalla ricchezza che possiedono”.
Il gruppo dei 120 milionari generosi britannici si chiama “Patriotic Millionaires” e la loro lettera sostiene che una simile misura contribuirebbe a creare una società più equa, innescando una “redistribuzione della ricchezza e del potere dai super-ri…
LONDRA – “Tassateci di più, siamo ricchi e possiamo permettercelo”. A parlare sono personalità come l'ex calciatore Gary Lineker, il musicista Brian Eno e altri 118 milionari che hanno scritto una lettera aperta al nuovo primo ministro britannico, Andy Burnham, chiedendo una patrimoniale annuale: “Non stiamo parlando di aumentare le tasse per chi si alza ogni giorno e va a lavorare per guadagnarsi da vivere, ma per i più ricchi in assoluto, il cui reddito deriva dalla ricchezza che possiedono”.
Il gruppo dei 120 milionari generosi britannici si chiama “Patriotic Millionaires” e la loro lettera sostiene che una simile misura contribuirebbe a creare una società più equa, innescando una “redistribuzione della ricchezza e del potere dai super-ricchi verso il resto della società”. Tra i firmatari ci sono anche Richard Curtis, sceneggiatore del celebre film Notting Hill, Ian Gregg, ex ceo della catena Greggs e figlio del fondatore dell'azienda, la scrittrice scozzese di romanzi gialli Val McDermid e l'ex trader finanziario divenuto attivista per l'uguaglianza Gary Stevenson.
I Patriotic Millionaires sostengono l'introduzione di un'imposta del 2% sui patrimoni superiori ai 10 milioni di sterline. Una misura che, secondo il gruppo, potrebbe generare 24 miliardi di sterline all'anno per le casse dello Stato, ovvero oltre 28 miliardi di euro. L'organizzazione sostiene inoltre che una riforma della tassazione sui “capital gains tax”potrebbe garantire ulteriori 12 miliardi di sterline di entrate annuali. “I milionari sono patrioti”, si legge nella lettera, “amiamo questo Paese e vogliamo che abbia successo. Ma il successo richiede investimenti e una delle principali fonti di capitale ancora inutilizzato si trova proprio nelle nostre mani, sotto forma di ricchezza non tassata”.
Come ricorda la Bbc e pure la leader tory Kemi Badenoch, tuttavia, i residenti britannici possono già donare volontariamente denaro o titoli al Tesoro attraverso un apposito sistema di donazioni. Ma Lineker, con un patrimonio di circa 30 milioni di sterline (oltre 35 milioni di euro), e gli altri chiedono che questo provvedimento diventi istituzionale. Eno ha dichiarato a Bbc Radio Lincolnshire che “il sistema fiscale britannico è molto generoso con i ricchi. Se sei ricco, paghi pochissime tasse perché assumi un gruppo di commercialisti molto abili che in qualche modo riescono a evitarti il peso fiscale”.
Ciò può accadere per esempio attraverso la costituzione di varie società che cancellano l’obbligo delle tasse individuali. Mentre per quanto riguarda le imposte sulle persone fisiche nel Regno Unito, si pagano le tasse sul reddito solo sulla parte che supera la “Personal Allowance” (franchigia personale), pari a 12.570 sterline. In Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, il reddito imponibile è tassato al 20% da 12.571 a 50.270 sterline all’anno, al 40% sulla quota compresa tra 50.271 e 125.140 sterline e 45% sulla quota eccedente 125.140 sterline. Questa ultima aliquota, fino a un decennio fa, era fissata al 50%, ma il governo di David Cameron l’ha abbassata di 5 punti.
Pochi giorni prima di diventare primo ministro, Burnham, interrogato da proprio da Gary Lineker nel suo podcast, non ha escluso la possibilità di introdurre una tassa patrimoniale: “Potrebbe essere necessario chiedere un piccolo contributo fiscale in più”, e ha accennato anche a una possibile imposta contro Amazon e altri giganti. All'inizio di questa settimana, alcuni accademici hanno sostenuto che un'imposta del 2% sui nuclei familiari con patrimoni superiori ai 100 milioni di sterline consentirebbe di raccogliere 10 miliardi di sterline all'anno, interessando meno di mille delle famiglie più ricche del Regno Unito.
Il problema, e il rischio, è che i paperoni residenti oltremanica, che pagano le tasse nel Regno, possano spaventarsi e abbandonare il Paese, lasciando un buco di diverse decine di miliardi nelle casse dello Stato britannico, come per esempio sta già avvenendo con la fuga di molti ricchi in Italia e soprattutto a Milano, grazie all’introduzione del regime di flat tax. Ma Brian Eno ha respinto l'idea che un aumento delle tasse provocherebbe un esodo di massa dei milionari dal Regno Unito: “È una storia che i ricchi raccontano da sempre per evitare di pagare di più, ma in realtà le persone non se ne vanno in massa. Naturalmente qualcuno partirà ma lo stesso non accade nemmeno in altri Paesi con una tassazione elevata, come quelli scandinavi”.