Zelensky non placa la piazza, a Kiev continuano le proteste: “Fedorov torni alla Difesa”
di Paolo BreraIl licenziamento del comandante in capo delle Forze armate ucraine, il generale Syrsky, non è bastato a fermare le proteste che da sette giorni si ripetono a Kiev e nelle altre città. La crisi politica aperta con il siluramento del ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, è tutt’altro che chiusa: le manifestazioni a Kiev sono proseguite anche ieri, e da domani la “protesta dei cartoni” diventerà permanente «fino a quando Fedorov sarà riportato al ministero della Difesa», spiega a Repubblica l’organizzatore e voce del movimento dei cartoni, l’ex medico e veterano Dmytro Koziatynskyi: «Il presidente ha ascoltato la voce della società e non aveva altra scelta. La prima nostra richiesta è stata soddisfatta con la dimissione di Syrsky». Ora però tocca alla seconda, il ritorno di Fedorov: «Se non verrà soddisfatta entro venerdì — dice Koziatynskyi — inizieremo una protesta a tempo indeterminato».
Per tentare di placare le acque rassicurando contemporaneamente i militari, il presidente …
Il licenziamento del comandante in capo delle Forze armate ucraine, il generale Syrsky, non è bastato a fermare le proteste che da sette giorni si ripetono a Kiev e nelle altre città. La crisi politica aperta con il siluramento del ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, è tutt’altro che chiusa: le manifestazioni a Kiev sono proseguite anche ieri, e da domani la “protesta dei cartoni” diventerà permanente «fino a quando Fedorov sarà riportato al ministero della Difesa», spiega a Repubblica l’organizzatore e voce del movimento dei cartoni, l’ex medico e veterano Dmytro Koziatynskyi: «Il presidente ha ascoltato la voce della società e non aveva altra scelta. La prima nostra richiesta è stata soddisfatta con la dimissione di Syrsky». Ora però tocca alla seconda, il ritorno di Fedorov: «Se non verrà soddisfatta entro venerdì — dice Koziatynskyi — inizieremo una protesta a tempo indeterminato».
Per tentare di placare le acque rassicurando contemporaneamente i militari, il presidente ha offerto a Fedorov un «incarico di leadership nel settore tecnologico», ma l’ex ministro non ha detto sì. Il braccio di ferro continua e la posizione del presidente si fa sempre più difficile. Un nuovo sondaggio pubblicato ieri da Rating Group certifica la scalata di consensi dell’ex ministro cacciato da Zelensky: in una settimana ha raddoppiato il livello di fiducia passando dal 35% al 65%, mentre la quota di chi dichiara di non fidarsi di lui è appena dell’11%. Al primo posto c’è il generale Zaluzhny, anche lui deposto da Zelensky mentre cresceva la sua popolarità, con il 70% di fiducia e il 20% di sfiducia. Il presidente è ben distante da entrambi: è al quarto posto — superato anche da Budanov — con il 59% di fiducia ma soprattutto con un elevato 39% di ucraini che dicono di non fidarsi di lui.
«Se il braccio di ferro tra Zelensky e Fedorov non si risolverà — ci dice il presidente dell’Istituto di Politica di Kiev, Ruslan Bortnik — Fedorov potrebbe costruire una carriera politica autonoma, e questo sarebbe molto pericoloso per Zelensky: può creare una propria forza politica in Parlamento o competere per la presidenza». Secondo Bortnik, Zelensky sta cercando di consolidare il nuovo equilibrio ai vertici dello Stato con la nomina di Drapatyi alla guida delle Forze armate e la scelta di un nuovo ministro della Difesa, ma potrebbe essere costretto a fare ulteriori concessioni a Fedorov.
Mentre cerca di ricompattare il fronte interno, il presidente deve gestire anche una complessa partita diplomatica. Ieri ha sentito Steve Witkoff e Jared Kushner, inviati del presidente Trump: «Abbiamo discusso di come riattivare la diplomazia e avvicinare una pace dignitosa». Per Kiev, mantenere un contatto diretto con Washington è essenziale soprattutto perché gli Stati Uniti continuano a parlare anche con Mosca. A Manila, a margine della ministeriale dell’Asean, è previsto un incontro tra il segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri russo Lavrov, con la prospettiva di un possibile rilancio dei negoziati. E per provare ad arrivarci da un punto di forza, Kiev continua gli attacchi in profondità in Russia, una strategia in linea con lo stile bellico del nuovo capo delle forze armate: ieri i droni ucraini hanno nuovamente colpito altri depositi di Wildberries, la Amazon russa dell’e-commerce, nelle regioni di Krasnodar e Stavropol, provocando incendi, danni e vittime. Secondo Kiev, sono utilizzati per la logistica militare.