I morti, i feriti. Le urla e le lacrime, e poi subito lo sconforto, le polemiche. Tre missili Iskander russi hanno attaccato questa mattina alle 11.30 ora locale il poligono di tiro all'aperto della Civil Safety Academy nei pressi di un’area residenziale a Kapitanivka, nella regione di Kiev: è il distretto sciagurato di Bucha. Era in corso una fiera di armi e droni. Sul ciglio della strada ci sono le Mercedes nere coperte di terra. Uno dei missili è stato intercettato, gli altri due hanno provocato una strage. Almeno dieci persone hanno perso la vita, e i feriti superano il centinaio. Il consigliere presidenziale Serhiy “Flash” Beskrestnov ha scritto su Facebook che c’era anche il suo gruppo al momento dell’attacco, ma nessuno dei suoi collaboratori è rimasto ferito.
L’eco delle sirene delle ambulanze non si era ancora spento quando i dettagli sull’organizzazione dell’evento hanno cominciato a far infuriare gli ucraini: l’annuncio della fiera dimostrativa delle armi era stato dif…
I morti, i feriti. Le urla e le lacrime, e poi subito lo sconforto, le polemiche. Tre missili Iskander russi hanno attaccato questa mattina alle 11.30 ora locale il poligono di tiro all'aperto della Civil Safety Academy nei pressi di un’area residenziale a Kapitanivka, nella regione di Kiev: è il distretto sciagurato di Bucha. Era in corso una fiera di armi e droni. Sul ciglio della strada ci sono le Mercedes nere coperte di terra. Uno dei missili è stato intercettato, gli altri due hanno provocato una strage. Almeno dieci persone hanno perso la vita, e i feriti superano il centinaio. Il consigliere presidenziale Serhiy “Flash” Beskrestnov ha scritto su Facebook che c’era anche il suo gruppo al momento dell’attacco, ma nessuno dei suoi collaboratori è rimasto ferito.
L’eco delle sirene delle ambulanze non si era ancora spento quando i dettagli sull’organizzazione dell’evento hanno cominciato a far infuriare gli ucraini: l’annuncio della fiera dimostrativa delle armi era stato diffuso su internet, e in rete erano volati gli inviti e si erano raccolte le conferme di partecipazione: non era stato indicato il luogo, ma evidentemente la notizia è arrivata al comando russo che ha ordinato l’attacco. Nulla di nuovo sotto il sole: dal 2023 la Russia ha colpito ripetutamente poligoni, centri di addestramento e raduni di militari ucraini lontani dal fronte, e ogni volta ne è esplosa una polemica interna sulle lacune della sicurezza. tutto inutile, a quanto pare.
L'episodio più grave portò alle dimissioni, poi respinte da Zelensky, del generale Mykhailo Drapatyi, che il presidente ha appena nominato a capo delle Forze armate al posto del generale Syrsky. Il precedente più inquietante avvenne non molto lontano da Kapitanivka: il 19 agosto 2023 i russi colpirono una mostra di droni e tecnologie militari organizzata nel centro di Chernihiv, in un evento che era stato promosso pubblicamente come se si fosse trattato della fiera del mobile in tempo di pace. Un missile russo provocò 7 morti e oltre 150 feriti. Le polemiche sull’opportunità di organizzare manifestazioni di questo tipo in tempo di guerra, con presenza mista di civili e militari, durarono giorni.
Ma la strage più grave, anche per le sue conseguenze, fu quella che portò alle dimissioni di Drapatyi: il primo giugno 2025 i russi colpirono un poligono nella regione di Dnipropetrovsk, non lontano da Dnipro e a un centinaio di chilometri dal fronte. Alla luce del sole, confidando nella distanza per addestrare le truppe senza misure di sicurezza specifiche, allarmi e rifugi in caso di attacchi con missili balistici. Il bilancio ufficiale parlava inizialmente di 12 militari uccisi, ma furono probabilmente molti di più in base alle testimonianze drammatiche che arrivavano.
Lo shock fu enorme. Poche ore dopo il bombardamento, l’allora comandante delle Forze terrestri, Mykhailo Drapatyi, annunciò le dimissioni dicendo di sentirsi personalmente responsabile per non essere riuscito a imporre il rispetto delle sue stesse direttive; quelle che aveva diramato proprio per evitare le stragi continue durante cerimonie e premiazioni, fiere e addestramenti. “La responsabilità principale ricade sempre sul comando”, scrisse rassegnando le dimissioni. Quel gesto insolito, lasciare l’incarico senza alcuna colpa diretta, gli attira ancora oggi la stima e la simpatia degli ucraini: due giorni dopo il presidente Zelensky lo incontrò e le respinse, affidandogli un nuovo incarico in una carriera che in pochi mesi lo porterà a essere prima comandante delle Forze congiunte e infine, da pochi giorni, comandante in capo delle Forze armate.
Ma la storia si ripete. È nuovamente da una strage per leggerezza organizzativa che il suo mandato riparte. Da una carneficina evitabile, e dalle polemiche per i soliti errori: la concentrazione di centinaia di addetti del settore militare nello stesso luogo, raggiungibile dai missili balistici russi e vicino alle case, dando addirittura pubblicità all’evento. Una manna, per i servizi russi. Non a caso la Procura ucraina ha aperto due filoni d’inchiesta distinti: indaga i russi per crimine di guerra, ma anche gli ucraini per negligenze nell’organizzazione.
Il Consiglio ucraino dei produttori di armi, che ha confermato come il bersaglio fosse il luogo in cui si trovavano rappresentanti dell’industria della Difesa, in una nota ufficiale di cordoglio per le vittime precisa di non esserne l’organizzatore, e prova a dribblare le accuse sottolineando che la posizione esatta della manifestazione non era stata resa pubblica, e di aver invitato a non diffondere foto, video o informazioni sulla geolocalizzazione. Il portavoce dell’Aeronautica, invece, ricorda che le Forze armate ucraine scoraggiano da tempo lo svolgimento di grandi eventi pubblici. Il sito colpito, precisa, non era un campo di addestramento militare ma un complesso sportivo privato.
Mentre Kiev discuteva errori e responsabilità, la Russia raddoppiava colpendo duramente Sloviansk, nel fronte del Donbass. Una bomba ha ucciso sei civili e ha distrutto il Consolato onorario della Lettonia. Riga ha convocato l’ambasciatore russo a Bruxelles. Zelensky ha discusso con Drapatyi quale sarà la risposta di Kiev ai due attacchi; ma ha avvertito gli ucraini che un’altra ondata è in arrivo: «Sappiamo dai servizi e dai partner che i russi hanno preparato missili per un nuovo massiccio attacco previsto entro 48 ore».
E la guerra ha sconfinato anche in Romania: un F-16 ha abbattuto per la prima volta un drone nello spazio aereo europeo nuovamente violato, e sono in corso indagini per verificare se fosse russo o ucraino. Accanto alla squadriglia di F-16 romeni si erano levati in volo anche due Eurofighter italiani.