Nuove sanzioni Ue a Mosca, niente visti ai soldati russi: “Il pacchetto più grande”
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES – Alla fine l’Ue riesce ad approvare il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. L’ultimo ostacolo, la richiesta greca di eliminare il divieto di trasportare via mare il gas liquido russo, è stato superato ieri con un compromesso raggiunto nel corso della riunione del Coreper, il Comitato che riunisce i 27 Rappresentanti permanenti.
Del resto un nuovo rinvio sarebbe stata sconfitta per tutti. Anche perché ieri scadeva una delle misure principali per tenere sotto controllo i costi dell’energia, ossia il “tetto” al prezzo del petrolio russo (44 dollari al barile) che con l’accordo di ieri è stato prorogato di un anno. Ad Atene, importante hub navale per trasporto del Gln, è stato concesso di continuare a rispettare tutti i contratti siglati prima del febbraio 2022 e di trasportare il gas verso Paesi terzi. Il governo ellenico ha insistito sottolineando che in caso contrario la misura avrebbe favorito le società di navigazione cinesi.
Il nuovo pacchetto è il più…
BRUXELLES – Alla fine l’Ue riesce ad approvare il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. L’ultimo ostacolo, la richiesta greca di eliminare il divieto di trasportare via mare il gas liquido russo, è stato superato ieri con un compromesso raggiunto nel corso della riunione del Coreper, il Comitato che riunisce i 27 Rappresentanti permanenti.
Del resto un nuovo rinvio sarebbe stata sconfitta per tutti. Anche perché ieri scadeva una delle misure principali per tenere sotto controllo i costi dell’energia, ossia il “tetto” al prezzo del petrolio russo (44 dollari al barile) che con l’accordo di ieri è stato prorogato di un anno. Ad Atene, importante hub navale per trasporto del Gln, è stato concesso di continuare a rispettare tutti i contratti siglati prima del febbraio 2022 e di trasportare il gas verso Paesi terzi. Il governo ellenico ha insistito sottolineando che in caso contrario la misura avrebbe favorito le società di navigazione cinesi.
Il nuovo pacchetto è il più grande mai approvato fino ad ora e contiene il numero più elevato di sanzioni individuali. Include inoltre ampie restrizioni rispetto al settore finanziario russo e alle criptovalute. Si anticipano le misure necessarie per limitare i visti agli ex combattenti russi anche se l’Italia con la Francia ha spinto per ridimensionare l’impatto della sanzione ai soli militari russi effettivamente impegnati nella guerra all’Ucraina. Sono previste nuove restrizioni all’industria militare del Cremlino. E vengono colpite 218 entità e una quarantina di navi della “flotta ombra”.
Al di là dell’intento unitario, volto a sanzionare finanza, energia, criptovalute e la flotta ombra della Russia e quindi la macchina bellica del Cremlino, le proposte iniziali della Commissione hanno subito diversi ritocchi al “ribasso”. È stato eliminato ad esempio, su pressing tedesco e portoghese, il divieto di importare pesce dalla Russia (in particolare il merluzzo) e sono state cancellate le sanzioni al patriarca ortodosso Kirill.
La presidente dell’esecutivo europeo, Ursula von der Leyen, ha salutato con soddisfazione l’intesa: «Per la prima volta prendiamo di mira le navi che assistono la flotta ombra della Russia e compiamo un passo importante verso il divieto formale di ingresso nell’Ue per i combattenti russi». Soddisfatto anche il presidente del Consiglio europeo, António Costa, e l’Alta rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas: «Stiamo colpendo Putin dove fa più male: tagliando i flussi finanziari di cui dipende per sostenere la sua guerra».
L’obiettivo dell’Unione europea, è aiutare l’Ucraina e difendere i propri confini. Per la stessa Nato, ha osservato Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare dell’Alleanza, esistono «due minacce principali: la Russia nell’area convenzionale e i gruppi terroristici nell’area non convenzionale».