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Trump verso l’escalation con l’Iran, invia truppe di terra. Missili Houthi sulle navi

(reuters)

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Il capo della Casa Bianca: “Sono pronto a ordinare l’offensiva più dura sull’Iran” Il Congresso cerca di fermarlo. I ribelli yemeniti all’attacco delle petroliere nel Mar Rosso
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NEW YORK – Trump minaccia un attacco contro l’Iran più duro di tutti quelli lanciati finora, mentre gli Houthi iniziano a colpire le petroliere nel Mar Rosso. Anche se il prezzo del greggio si impenna oltre i 100 dollari al barile, i protagonisti della guerra sembrano determinati a correre verso l’escalation. A meno che non sia tutta una messinscena, per spingere l’avversario ad accettare le proprie condizioni di pace.

La milizia dello Yemen alleata di Teheran ha confermato di aver «condotto un’operazione militare mirata contro due petroliere saudite che violavano il blocco» di Bab el Mandeb, la Encelia e la Layla. Così ha reso quasi superfluo il messaggio social con cui il capo della Casa Bianca aveva avvertito: «Durante il nostro conflitto con l’Iran, gli Houthi si sono comportati in modo responsab…

NEW YORK – Trump minaccia un attacco contro l’Iran più duro di tutti quelli lanciati finora, mentre gli Houthi iniziano a colpire le petroliere nel Mar Rosso. Anche se il prezzo del greggio si impenna oltre i 100 dollari al barile, i protagonisti della guerra sembrano determinati a correre verso l’escalation. A meno che non sia tutta una messinscena, per spingere l’avversario ad accettare le proprie condizioni di pace.

La milizia dello Yemen alleata di Teheran ha confermato di aver «condotto un’operazione militare mirata contro due petroliere saudite che violavano il blocco» di Bab el Mandeb, la Encelia e la Layla. Così ha reso quasi superfluo il messaggio social con cui il capo della Casa Bianca aveva avvertito: «Durante il nostro conflitto con l’Iran, gli Houthi si sono comportati in modo responsabile. Purtroppo ora hanno ripreso a sparare, contro due navi saudite la scorsa notte. Vi prego di considerare questo post come un monito: se dovessero ripetere questo gesto, gli Usa riterranno l’Iran responsabile e gli infliggeranno pesanti sanzioni militari».

Poco dopo, parlando con Axios, Trump ha minacciato operazioni «più grandi di quelle condotte durante l’Operazione Epic Fury. Sto valutando un attacco massiccio. Più grande che mai. Sono vicino a prendere una decisione». Israele «si unirebbe in due minuti se glielo chiedessi, ma non abbiamo bisogno di nessuno». Due giorni fa aveva avvertito che colpirà anche le infrastrutture civili, come ponti e centrali elettriche, e il Pentagono sta trasferendo rinforzi che potrebbero anche condurre interventi a terra. Il sospetto di Washington è che la Russia stia fornendo informazioni agli ayatollah sugli obiettivi da colpire, altrimenti non si spiegano gli attacchi contro basi della Cia. Già il segretario di Stato Rubio, parlando dalla riunione Asean, aveva avvertito che l’Iran pagherà «un prezzo sempre più alto» finché non accetterà un accordo. Teheran «chiede ogni giorno di farlo, ma poi cerca di violarlo o cambiarne i termini».

La Camera americana, temendo l’escalation, ha approvato una nuova risoluzione che condanna la guerra in Iran con 214 voti a favore e 208 contrari. È uno schiaffo politico a Trump, che però aveva già ignorato iniziative simili, anche se la sua popolarità nei sondaggi è scesa al 30%, secondo American Research, e così rischia la batosta alle midterm di novembre. L’unica marcia indietro l’ha fatta sull’Arabia, dicendo che il via libera allo sviluppo del nucleare civile sarà vincolato all’adesione agli Accordi di Abramo e quindi al riconoscimento di Israele. Autorevoli fonti dell’Onu però considerano la concessione a Riad come una deterrenza, perché in realtà gli Usa temono di non riuscire mai a contenere davvero Teheran.

Il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf ha risposto così: «Volevano punire l’Iran. Hanno finito per punire sé stessi con il prezzo del petrolio a tre cifre. Strategia da 10 e lode». I pasdaran minacciano ora di attaccare la base britannica di Fairford, da cui sono decollati i bombardieri B-1 per colpire l’Iran, mentre il ministro degli Esteri Araghchi accusa gli Usa di avere «un approccio egemonico. Finché non comprenderanno che non esiste altra strada se non quella del rispetto del popolo iraniano e dei suoi interessi, questo approccio non sarà efficace».

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