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Berlino, furgone sulla folla al Pride. Morta una donna, 29 feriti

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Il mezzo è entrato in un parco travolgendo diverse persone e schiantandosi contro un albero. Il guidatore poi sarebbe sceso dal van e con un coltello in pugno avrebbe colpito altre persone
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BERLINO – Sulle prime è arrivato uno strano flash d’agenzia: il Pride di Berlino, uno dei più grandi d’Europa, interrotto prematuramente intorno alle dieci di ieri sera per “una situazione difficile”, come annunciato dagli organizzatori durante uno show dedicato a Michael Jackson. Poi il caos: la scritta “evacuazione” sui grandi schermi alla Porta di Brandeburgo, l’esortazione degli organizzatori su Instagram ad abbandonare “con calma e ordinatamente” il Tiergarten, “possibilmente in direzione della stazione centrale”, e l’enorme folla che si allontana dal grande parco in cui si era snodato il corteo allegro e pacifico in difesa dei diritti lgbtq+.

Una fuga al buio, senza capire molto, senza sapere nulla di quella improvvisa evacuazione, di quello spettacolo interrotto a metà e senza un motivo chiaro. Infine, la conferma dei timori peggiori, i primi lanci dei quotidiani locali come il Tagesspiegel: intorno alle dieci c’è stato un attacco, un camioncino bianco si è scagliato a tutta ve…

BERLINO – Sulle prime è arrivato uno strano flash d’agenzia: il Pride di Berlino, uno dei più grandi d’Europa, interrotto prematuramente intorno alle dieci di ieri sera per “una situazione difficile”, come annunciato dagli organizzatori durante uno show dedicato a Michael Jackson. Poi il caos: la scritta “evacuazione” sui grandi schermi alla Porta di Brandeburgo, l’esortazione degli organizzatori su Instagram ad abbandonare “con calma e ordinatamente” il Tiergarten, “possibilmente in direzione della stazione centrale”, e l’enorme folla che si allontana dal grande parco in cui si era snodato il corteo allegro e pacifico in difesa dei diritti lgbtq+.

Una fuga al buio, senza capire molto, senza sapere nulla di quella improvvisa evacuazione, di quello spettacolo interrotto a metà e senza un motivo chiaro. Infine, la conferma dei timori peggiori, i primi lanci dei quotidiani locali come il Tagesspiegel: intorno alle dieci c’è stato un attacco, un camioncino bianco si è scagliato a tutta velocità sulla folla all’altezza di Lennéstrasse, causando una vittima – una donna e ventinove feriti alcuni dei quali in condizioni molto gravi.

Oltre quaranta pompieri e numerose ambulanze hanno prestato i primi soccorsi ai feriti e hanno transennato l’area dell’attacco, il parco è stato via via blindato. E secondo testimoni citati dal quotidiano Bild, l’attentatore avrebbe abbandonato il van dopo aver falciato la folla ed essersi schiantato contro un albero. Secondo diverse testimonianze, avrebbe avuto con sé anche un’arma da taglio con la quale avrebbe tirato fendenti a destra e manca, ferendo altre persone prima di fuggire a piedi. Le prime parole del sindaco di Berlino Kai Wegner: "U attacco alla nostra società libera e aperta al mondo". È intervenuto anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz: "Lavoreremo con particolare determinazione per indagare a fondo su questo atto abominevole e garantire che venga punito", ha detto nella notte.

Le indagini e il sospettato

Abdul B. di 21 anni, cittadino tedesco di origine libanese, nato a Berlino nel 2005 era noto alle autorità per essere legato ad “ambienti islamisti”. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa tedesca Dpa, l’uomo sarebbe stato rilasciato dal riformatorio nel maggio 2026. La polizia per individuarlo nell’enorme parco che si estende per chilometri a ovest della Porta di Brandeburgo ha utilizzato anche droni e un elicottero. Ma ci sono versioni contrastanti sulla presenza di un singolo o più aggressori. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto un uomo vestito di nero con un machete. L'area intorno al luogo del crimine è stata ampiamente isolata e il parco Tiergarten è stato perlustrato con telecamere termiche. Non è ancora chiaro se l’attentatore fosse effettivamente alla guida del veicolo: ma secondo la Welt il furgone era noleggiato a nome di Abdul Ballout.

Poco dopo l’una di notte la polizia avrebbe fatto irruzione in un appartamento del quartiere di Schoeneberg, non lontano dal Pride considerata la residenza di Abdul Ballout: viveva lì con la madre e i fratelli. Un vicino ha raccontato alla Welt che il ventunenne si sarebbe vantato da mesi di preparare un attacco terroristico e avrebbe espresso insoddisfazione per la sua situazione in Germania.

Centinaia di migliaia di persone hanno sfilato ieri per le strade della capitale in occasione del Pride: una grande festa interrotta solo dalle proteste violente di alcuni estremisti di destra che hanno costretto la polizia a un arresto.

Ma Berlino era già stata funestata in un’altra occasione da un feroce attacco con un camion: il 23 dicembre del 2016 un terrorista islamico, Anis Amri, investì con un tir a velocità folle il mercatino di Natale di Breitscheidplatz, nel quartiere berlinese di Charlottenburg. Tra le dodici vittime c’era anche un’italiana, Fabrizia di Lorenzo.

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