Spagna ancora in fiamme: allerta per la nuova ondata di calore. Sánchez: “Ore difficili”
di Benedetta PerilliNon si placa il fronte del fuoco che da giorni tiene la Spagna in stato di emergenza: i due incendi, quello di Ávila e della regione di Madrid che si sono uniti in quello che il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha definito “l’incendio più aggressivo della storia della Spagna”, non sono ancora stati estinti e fino a oggi hanno bruciato un’area complessiva di circa 75mila ettari costringendo oltre 90mila persone a essere evacuate o confinate.
L'altro focolaio attivo in questo momento si trova nella Vall d'Uixò, a Castellón, nella regione di Valencia, dove le fiamme hanno bruciato circa 7.200 ettari, la maggior parte nel cuore verde della Sierra de Espadán, e 16.000 persone sono state evacuate. Qui è arrivato il premier spagnolo Pedro Sánchez che ha parlato di “ore difficili e complesse”, legate soprattutto all’arrivo di una nuova ondata di calore fino a domenica che potrebbe comp…
Non si placa il fronte del fuoco che da giorni tiene la Spagna in stato di emergenza: i due incendi, quello di Ávila e della regione di Madrid che si sono uniti in quello che il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha definito “l’incendio più aggressivo della storia della Spagna”, non sono ancora stati estinti e fino a oggi hanno bruciato un’area complessiva di circa 75mila ettari costringendo oltre 90mila persone a essere evacuate o confinate.
L'altro focolaio attivo in questo momento si trova nella Vall d'Uixò, a Castellón, nella regione di Valencia, dove le fiamme hanno bruciato circa 7.200 ettari, la maggior parte nel cuore verde della Sierra de Espadán, e 16.000 persone sono state evacuate. Qui è arrivato il premier spagnolo Pedro Sánchez che ha parlato di “ore difficili e complesse”, legate soprattutto all’arrivo di una nuova ondata di calore fino a domenica che potrebbe complicare le operazioni dei Vigili del fuoco, e ha invitato la popolazione a rispettare le regole sulla prevenzione. "Ad oggi da inizio anno sono stati bruciati oltre 170mila ettari, una decina di grandi incendi si stanno propagando in tutto il Paese. Davanti all'aumento delle temperature e alla nuova ondata di caldo anticipata dall'Aemet, l'Agenzia statale di meteorologia spagnola, chiedo ai cittadini la massima cautela", ha detto Sánchez.
A complicare le operazioni di spegnimento dei roghi nelle ultime ore sono state anche le forti raffiche di vento che hanno colpito le aree interessate. “Si tratta di una situazione infernale”, ha commentato la presidente della Comunidad de Madrid, Isabel Díaz Ayuso.
Intanto in mattinata Sánchez, presentando la Rete di rifugi climatici a Madrid, era tornato sul tema ambientale: "Quello che stiamo vivendo non è una successione di episodi isolati ma è l'espressione più dolorosa di un'emergenza climatica che rende gli incendi di sesta generazione più voraci, le ondate di caldo più frequenti e il nostro territorio più vulnerabile", "questa non è più l'eccezione ma è ormai la regola".
Sull’argomento è intervenuta anche la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Teresa Ribera, in un'intervista rilasciata a El País: "L'Europa non è preparata alle conseguenze dei cambiamenti climatici che stiamo già osservando”. Per poi aggiungere: “La Commissione dovrà approvare in ottobre una strategia e una comunicazione in materia di adattamento ai cambiamenti climatici: la prima cosa da evitare è il negazionismo criminale da parte di determinate forze politiche a livello europeo che pensano che nascondendo il problema o negandolo si risolverà o scomparirà”.