NEW YORK – Sotto la cupola del Campidoglio, il feretro del senatore Lindsey Graham ha riunito per qualche ora un Paese che da anni sembra incapace di riconoscersi. Repubblicani e democratici hanno sfilato davanti alla bara, nelle ore in cui a Washington il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato ricevuto prima alla Casa Bianca - in un incontro che ha definito «buono» e in cui, ha aggiunto, ha discusso di «licenze per la produzione di intercettori Patriot e di diplomazia» - e poi dal Congresso. È stata una rara sospensione della guerra civile politica di Washington, che in onore del senatore della South Carolina, morto a 71 anni la sera dell’11 luglio, dopo essere tornato da un viaggio a Kiev per incontrare Zelensky, ha rilanciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Il disegno di legge è stato chiamato Lindsey O. Graham Sanctioning Russia Act 2026 ed è un atto bipartisan che ha raccolto già sessanta firmatari al Senato, una maggioranza sufficiente a superare ogni ten…
NEW YORK – Sotto la cupola del Campidoglio, il feretro del senatore Lindsey Graham ha riunito per qualche ora un Paese che da anni sembra incapace di riconoscersi. Repubblicani e democratici hanno sfilato davanti alla bara, nelle ore in cui a Washington il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato ricevuto prima alla Casa Bianca - in un incontro che ha definito «buono» e in cui, ha aggiunto, ha discusso di «licenze per la produzione di intercettori Patriot e di diplomazia» - e poi dal Congresso. È stata una rara sospensione della guerra civile politica di Washington, che in onore del senatore della South Carolina, morto a 71 anni la sera dell’11 luglio, dopo essere tornato da un viaggio a Kiev per incontrare Zelensky, ha rilanciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Il disegno di legge è stato chiamato Lindsey O. Graham Sanctioning Russia Act 2026 ed è un atto bipartisan che ha raccolto già sessanta firmatari al Senato, una maggioranza sufficiente a superare ogni tentativo di ostruzionismo parlamentare, anche se la battaglia vera sarà alla Camera, a settembre.
«Fino all’ultimo giorno della sua vita Lindsey è rimasto concentrato sull’approvazione delle sanzioni alla Russia», ha detto Darline Graham, che ha preso il posto del fratello al Senato su indicazione di Donald Trump. «L’Ucraina si trova davanti a un momento decisivo e dobbiamo rispondere con una legge sulle sanzioni all’altezza della situazione», ha commentato il senatore democratico del Connecticut Richard Blumenthal. «È arrivato il momento di aumentare la pressione su Mosca», ha aggiunto il repubblicano del North Carolina Ted Budd.
Il disegno di legge prevede sanzioni contro la Russia e contro individui ed entità che sostengono la guerra russa in Ucraina. Le misure previste colpiranno funzionari del Cremlino, oligarchi e le loro famiglie, banche e istituzioni russe, stranieri vicini a Vladimir Putin e la “flotta ombra” utilizzata per esportare petrolio eludendo le sanzioni. Il disegno di legge autorizza inoltre il presidente degli Stati Uniti a imporre dazi fino al 100% sulle importazioni provenienti da Paesi che acquistano la maggior parte del petrolio e del gas russo. L’ultima versione del testo limita i dazi ai cinque maggiori importatori di petrolio greggio e gas, tra cui Cina e India, e include una “clausola di esenzione” che consente al presidente di sospendere sanzioni e dazi comunicando al Congresso che la decisione è nell’“interesse degli Stati Uniti”.
Proprio questo potere discrezionale ha suscitato inquietudini a Capitol Hill: secondo l’opposizione, Trump potrebbe scegliere di colpire altri Paesi, inclusi alcuni dell’Ue, tenendosi la facoltà di revocare le sanzioni. Il deputato democratico Gregory Meeks ha parlato di “cavallo di Troia” che darebbe a Trump mano libera sui dazi, dopo lo stop della Corte Suprema. Non a caso, dopo averlo tenuto bloccato per un anno, il tycoon ha dato via libera al disegno di legge, chiedendo l’aggiunta di sanzioni all’Iran.
Intanto da Mosca, prima del tributo di Washington a Graham, Putin ha dichiarato di non temere nessuna misura punitiva. Il presidente russo ha detto che le sanzioni «non hanno raggiunto i loro obiettivi». «L’Occidente ha messo in moto a pieno regime la macchina russofoba, stabilendo un record mondiale per il numero delle sanzioni e la loro futilità». Il capo del Cremlino ha riconosciuto che il suo Paese sta attraversando un «periodo difficile» ma ha anche accusato i Paesi occidentali di voler paralizzare l’economia russa. «Non essendo riusciti a sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, adesso ricorrono a metodi apertamente terroristici. Ma nessuno spezzerà il popolo russo».