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Parigi espelle la star pro-Putin Xenia Fedorova: “Minaccia all’ordine pubblico”

(afp)

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L’opinionista Xenia Fedorova era diventata un volto noto dei media della destra, dove amplificava la propaganda del regime
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PARIGI – Accusata dal governo francese di fare da megafono alle campagne di disinformazione pilotate dalle autorità di Mosca, la giornalista russa Xenia Fedorova si è vista notificare un decreto di espulsione. Secondo il ministero dell’Interno, la presenza di Fedorova sul territorio francese rappresenta una minaccia «particolarmente grave e attuale» per l’ordine pubblico. Ex responsabile di Rt France, canale ufficiale russo vietato nell’Ue dopo l’invasione dell’Ucraina, Fedorova è diventata opinionista nelle testate del gruppo Bolloré, ospite in varie trasmissioni di CNews e Europe 1, firmando anche una rubrica sul settimanale JDNews.

Il decreto di espulsione sostiene che il suo comportamento «porta pregiudizio agli interessi fondamentali dello Stato». La cronista, prosegue il decreto, diffondendo le sue narrazioni agirebbe come «un appoggio per le campagne di disinformazione pilotate dalle autorità russe» con l’obiettivo di «destabilizzare l’ordine pubblico» e «manipolare l’opin…

PARIGI – Accusata dal governo francese di fare da megafono alle campagne di disinformazione pilotate dalle autorità di Mosca, la giornalista russa Xenia Fedorova si è vista notificare un decreto di espulsione. Secondo il ministero dell’Interno, la presenza di Fedorova sul territorio francese rappresenta una minaccia «particolarmente grave e attuale» per l’ordine pubblico. Ex responsabile di Rt France, canale ufficiale russo vietato nell’Ue dopo l’invasione dell’Ucraina, Fedorova è diventata opinionista nelle testate del gruppo Bolloré, ospite in varie trasmissioni di CNews e Europe 1, firmando anche una rubrica sul settimanale JDNews.

Il decreto di espulsione sostiene che il suo comportamento «porta pregiudizio agli interessi fondamentali dello Stato». La cronista, prosegue il decreto, diffondendo le sue narrazioni agirebbe come «un appoggio per le campagne di disinformazione pilotate dalle autorità russe» con l’obiettivo di «destabilizzare l’ordine pubblico» e «manipolare l’opinione pubblica».

Nei suoi vari interventi, Fedorova ha sostenuto che è stato l’Occidente a decidere di «prolungare» il conflitto in Ucraina, mentre l’Europa sarebbe tentata di «andare in guerra contro la Russia». Alcune sue dichiarazioni su CNews hanno motivato ricorsi davanti all’autorità francese di regolazione dei media in Francia, tuttora pendenti.

Dopo la notifica del provvedimento, Fedorova è stata assegnata a residenza, con l’obbligo di presentarsi ogni giorno in commissariato. Il suo avvocato, Emmanuel Piwnica, ha già annunciato ricorso. In una nota, le società che hanno fatto lavorare Fedorova in questi mesi denunciano un «oltraggio particolarmente grave alla libertà di espressione». Il manager di Canal+, Maxime Saada, aveva già respinto l’idea che Fedorova potesse essere definita «agente russa». «Giornalista sì, agente no», aveva spiegato durante l’assemblea generale del gruppo.

Il caso era esploso a maggio, dopo la rivelazione del rinnovo del titolo di soggiorno alla giornalista per dieci anni nel momento in cui un’inchiesta di Le Monde rivelava una sua influenza crescente nell’universo mediatico di Bolloré. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez aveva allora assicurato che non c’era stato alcun intervento politico nel rinnovo del permesso. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot aveva però definito Fedorova una «propagandista patentata» del Cremlino, definizione poi ripresa anche da Emmanuel Macron. Diversi eurodeputati del gruppo centrista Renew hanno chiesto all’Ue di valutare sanzioni contro la giornalista. «La decisione delle autorità francesi di disporre l’espulsione di Fedorova è un segnale importante», commenta ora Sandro Gozi, eurodeputato di Renew. «Chi ha ricoperto un ruolo centrale negli apparati mediatici del Cremlino – aggiunge – non può essere trattato come un semplice osservatore del dibattito pubblico».

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