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Il cardinale peruviano amico del Papa: “Tendenza globale verso lo scioglimento della democrazia”

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Carlos Castillo celebra messa per l’anniversario dell’indipendenza del Paese andino dove Prevost ha vissuto 20 anni e potrebbe tornare in visita già a novembre. La nuova presidente è figlia di Fujimori. In America Latina “impulsi colonialisti e autoritari”
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E’ in atto nel mondo “una tendenza globale verso lo scioglimento della democrazia e il favoreggiamento della dittatura”: lo ha denunciato il cardinale peruviano Carlos Castillo, arcivescovo di Lima, uomo molto vicino a papa Leone XIV, il quale nel corso della sua vita ha vissuto venti anni nel paese andino, prima come missionario e poi come vescovo. Il porporato ha celebrato una messa per il 205esimo anniversario dell’indipendenza peruviana con un’omelia molto politica dalla quale traspare, pur senza riferimenti espliciti, la denuncia tanto della aggressiva politica estera di Donald Trump quanto della virata autoritaria di diversi paesi dell’America Latina.

Ancora Fujimori

In Perù, dove papa Leone potrebbe tornare in visita già a novembre, le elezioni presidenziali sono state da poco vinte da Keiko Fujimori, figlia dell’ex presidente e dittatore Alberto Fujimori, che ha accusato i politici al potere prima di lei di averle consegnato lo Stato “in condizioni catastrofiche” a causa, in p…

E’ in atto nel mondo “una tendenza globale verso lo scioglimento della democrazia e il favoreggiamento della dittatura”: lo ha denunciato il cardinale peruviano Carlos Castillo, arcivescovo di Lima, uomo molto vicino a papa Leone XIV, il quale nel corso della sua vita ha vissuto venti anni nel paese andino, prima come missionario e poi come vescovo. Il porporato ha celebrato una messa per il 205esimo anniversario dell’indipendenza peruviana con un’omelia molto politica dalla quale traspare, pur senza riferimenti espliciti, la denuncia tanto della aggressiva politica estera di Donald Trump quanto della virata autoritaria di diversi paesi dell’America Latina.

Ancora Fujimori

In Perù, dove papa Leone potrebbe tornare in visita già a novembre, le elezioni presidenziali sono state da poco vinte da Keiko Fujimori, figlia dell’ex presidente e dittatore Alberto Fujimori, che ha accusato i politici al potere prima di lei di averle consegnato lo Stato “in condizioni catastrofiche” a causa, in particolare, di “progetti di costruzione bloccati”. E il cardinale Castillo le ha fatto eco affermando che “oggi, come è stato giustamente detto negli ultimi giorni, ci troviamo in una situazione “catastrofica”; non tanto per gli indicatori economici, quanto perché la dignità umana è in grave pericolo. Una tragedia umana e sociale”, ha sottolineato il porporato, “in cui diversi gruppi di interesse cercano di anteporre la propria ambizione di arricchimento illecito e potere assoluto, al punto che le dittature sono già instaurate e si stanno diffondendo subdolamente”.

L’assurda promozione delle guerre

“Queste catastrofiche tenebre”, ha proseguito Castillo, “si sono generate in modi diversi: dalle fondamenta della società fino alle più alte sfere del potere, e si sono infiltrate nelle istituzioni, persino nella Chiesa. Operano anche dai cosiddetti Paesi ‘sviluppati’, che, attraverso un sistema di controllo totale basato sulla tecnologia, stanno devastando i nostri fratelli e sorelle in varie parti del mondo. Una tendenza globale verso lo scioglimento della democrazia e il favoreggiamento della dittatura incombe sul mondo, e la ‘bacchetta magica’ per scatenarla continua ad essere l'assurda promozione delle guerre, dietro le quali si celano l'abbandono, l'emarginazione e la condanna alla miseria, alla fame e alla povertà della maggioranza della popolazione mondiale, considerata ‘in eccesso’, nonché la scomparsa e la morte di ampi segmenti della popolazione, e l'invasione e la divisione dei loro territori, con la conseguente distruzione di sovranità conquistate con il martirio dei nostri popoli. Individui e gruppi arroganti, con immense ricchezze e potere”, ha detto l’arcivescovo primate del Perù, “cercano di spartirsi il mondo come bottino, ridisegnando la mappa del mondo”.

Impulsi colonialisti e autoritari

Quanto all’America Latina, “gli impulsi colonialisti e autoritari”, ha detto l’arcivescovo di Lima, “rischiano di riportarci a un passato che contraddice le prime due parole del nostro inno: ‘Siamo liberi’, e l'aspirazione alla nostra responsabilità: ‘Che possiamo esserlo sempre’”. Il cardinale Castillo si è rivolto così ai fedeli: “Fratelli e sorelle, in questo momento buio ed estremo per il mondo, per la nostra America e per il nostro popolo peruviano, abbandoniamo la meschinità di pensare solo ai nostri sviluppi individuali e a quelli del gruppo a cui apparteniamo, per ricercare il bene comune di tutti”.

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