Scheppele: “Così funziona il metodo Trump, che sta deteriorando la democrazia negli Stati Unti”.
di Fabio Tonacci“La democrazia negli Stati Uniti si sta deteriorando così rapidamente che è difficile persino tenere il conto: ogni giorno accade qualcosa che contribuisce alla regressione. Trump aveva già messo in discussione il sistema giuridico nel primo mandato. Biden ha tentato di recuperare parte del terreno perduto, poi Trump è tornato. È un esempio di quanto siano fragili le inversioni di rotta”. Kim Lane Scheppele è costituzionalista all’Università di Princeton, titolare della cattedra Rockefeller di Sociologia e Affari Internazionali.
Qual è il metodo Trump?
“Agisce su due binari contemporaneamente. Il primo è quello, molto visibile, dell’arbitrio e dell’illegalità: le retate dell’Ice, le guerre avviate senza l’approvazione del Congresso, l’uso apertamente coercitivo del potere. …
“La democrazia negli Stati Uniti si sta deteriorando così rapidamente che è difficile persino tenere il conto: ogni giorno accade qualcosa che contribuisce alla regressione. Trump aveva già messo in discussione il sistema giuridico nel primo mandato. Biden ha tentato di recuperare parte del terreno perduto, poi Trump è tornato. È un esempio di quanto siano fragili le inversioni di rotta”. Kim Lane Scheppele è costituzionalista all’Università di Princeton, titolare della cattedra Rockefeller di Sociologia e Affari Internazionali.
Qual è il metodo Trump?
“Agisce su due binari contemporaneamente. Il primo è quello, molto visibile, dell’arbitrio e dell’illegalità: le retate dell’Ice, le guerre avviate senza l’approvazione del Congresso, l’uso apertamente coercitivo del potere. È il terreno sul quale si concentra l’attenzione della stampa. Sotto la superficie, però, i suoi uomini stanno facendo qualcosa di più tecnico e duraturo. Trump emana ordini esecutivi che violano le leggi esistenti e la Costituzione, contando sul fatto che vengano impugnati e arrivino alla Corte Suprema, che spesso gli dà ragione. A quel punto la violazione diventa diritto e l’intero governo federale può applicarlo. L’arbitrio distrae, invece il legalismo autocratico consolida il potere”.
Che effetto stanno avendo le guerre in Ucraina e in Medio Oriente sulle democrazie?
“Tutte le guerre accrescono i poteri degli esecutivi. Se durano a lungo, un presidente può ritrovarsi con poteri quasi illimitati. In Ucraina si comprende perché non sia facile votare: molti cittadini sono sfollati o al fronte. Tuttavia il governo è oltre il mandato ordinario e i controlli su Zelensky sono deboli. Possiamo confidare che voglia ripristinare una democrazia robusta appena possibile, ma oggi cammina su una corda tesa senza rete di sicurezza”.
Il problema è la normalizzazione dell’emergenza, in altre parole.
“Le leggi antiterrorismo in America nate dopo l’Undici Settembre hanno creato apparati di sorveglianza e protocolli di sicurezza che restano in vigore ancora oggi e possono essere rivolti contro soggetti del tutto estranei alla minaccia originaria. Una misura eccezionale sopravvive alla guerra e viene impiegata per altri fini politici”.
Quale pericolo imminente vede per le democrazie?
“Il segnale che precede quasi ovunque il decadimento democratico è il collasso del sistema dei partiti. I partiti di centrosinistra e centrodestra stanno perdendo elettori ovunque, al loro posto crescono formazioni ai margini o movimenti raccolti intorno a un leader carismatico, senza la struttura e la disciplina di un vero partito”.
Perché accade?
“I governi nazionali non riescono più a risolvere da soli problemi economici e sociali sovranazionali. Arrivano al potere e sembrano incapaci di agire. Prima crollano i partiti di centro, poi può crollare la democrazia. Quando non si può più cambiare il governo attraverso elezioni libere, si apre la strada a mezzi violenti, colpi di Stato e rovesciamenti. L’essenza della democrazia è conservare elezioni corrette e la disponibilità dei governanti a riconoscerne il risultato, anche quando perdono”.
Quanto pesa la Russia in questa crisi globale?
“Mosca cerca di influenzare le elezioni dei Paesi che considera importanti, compresi gli Stati Uniti. Usa campagne di disinformazione sui social per aggravare divisioni che esistono già. In Romania, le accuse di interferenza russa hanno portato la Corte costituzionale ad annullare il voto, in Moldavia Mosca è stata accusata di tentare di condizionarlo. Non tutte le operazioni producono effetti così gravi, ma in alcuni casi la Russia riesce a promuovere candidati attraverso campagne che sembrano nazionali e invece vengono dall’esterno. Il suo obiettivo è destabilizzare le democrazie vicine e, in particolare, quelle della Nato”.
Quale segnale da tenere d’occhio per capire se la democrazia Usa si sta deteriorando ulteriormente?
“Le elezioni di novembre. I sondaggi indicano che, in elezioni libere e corrette, il partito di Trump potrebbe perdere il controllo del Congresso. La prova per gli Stati Uniti e per il mondo sarà questa: si arriverà a un voto davvero libero, nel quale il potere in carica possa perdere e accettare la sconfitta?”.