Nuovi raid Usa sull’Iran. Trump valuta opzioni di attacco per le prossime due settimane
dalla nostra inviata Anna LombardiNEW YORK – «Li colpiremo duramente, è il nostro turno»: dopo il lancio degli ultimi missili iraniani su postazioni americane in Giordania, tutti intercettati, il presidente Donald Trump ha annunciato così, quasi fosse una partita a bocce, la dura risposta statunitense all’Iran, colpito per la prima volta da sabato: quando i bombardamenti erano stati sospesi dopo due settimane di incursioni, sperando in una nuova tregua che invece non è durata nemmeno 48 ore. Sulla repubblica islamica si è dunque riversata un’«ondata massiccia di attacchi completati con successo» per dirla con le parole dell’ammiraglio Brad Cooper, capo del Centcom, il comando centrale americano: «Abbiamo centrato decine di obiettivi legati ai pasdaran comprese postazioni di lancio e avamposti sulla costa, per ridurre ulteriormente le minacce poste da Teheran e dai suoi gruppi affiliati alle forze americane, al traffico marittimo e ai paesi vicini del Golfo».
A essere colpite sono state diverse città nella provinc…
NEW YORK – «Li colpiremo duramente, è il nostro turno»: dopo il lancio degli ultimi missili iraniani su postazioni americane in Giordania, tutti intercettati, il presidente Donald Trump ha annunciato così, quasi fosse una partita a bocce, la dura risposta statunitense all’Iran, colpito per la prima volta da sabato: quando i bombardamenti erano stati sospesi dopo due settimane di incursioni, sperando in una nuova tregua che invece non è durata nemmeno 48 ore. Sulla repubblica islamica si è dunque riversata un’«ondata massiccia di attacchi completati con successo» per dirla con le parole dell’ammiraglio Brad Cooper, capo del Centcom, il comando centrale americano: «Abbiamo centrato decine di obiettivi legati ai pasdaran comprese postazioni di lancio e avamposti sulla costa, per ridurre ulteriormente le minacce poste da Teheran e dai suoi gruppi affiliati alle forze americane, al traffico marittimo e ai paesi vicini del Golfo».
A essere colpite sono state diverse città nella provincia sud-occidentale del Khuzestan, affacciata sul Golfo Persico, che ospita numerose raffinerie: Abadan, Shadegan, Arvandkenar e Ahvaz. Insieme a obiettivi sull'isola di Qeshm. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Irna ci sarebbero pure vittime civili. «Finiremo l’Iran molto presto», ha aggiunto il presidente americano. Notando allo stesso tempo che «ad attaccarci è una fazione diversa da quella con cui parliamo». Insomma, i negoziati possono andare avanti.
Ma intanto, dicono fonti della Casa Bianca, Donald Trump è «esasperato, non pensava fosse così difficile far accettare agli iraniani un accordo». E in una recente riunione nello Studio Ovale è perfino sbottato contro i suoi stretti consiglieri, divisi sul come procedere. Secondo un funzionario, pianificare è difficile perché l’ultima parola spetta sempre al presidente che cambia idea spesso. E all'interno dell'amministrazione non ci si è ancora messi d’accordo sul quale sia l'obiettivo ultimo della guerra. Così si prepara alla ripresa delle ostilità: ma come non è chiaro.
Il Wall Street Journal svela che la settimana scorsa l’ammiraglio Cooper ha presentato a Trump un piano che prevede dai 10 ai14 giorni di attacchi intensi all'Iran, per ridurne le capacità missilistiche rinforzate durante la lunga tregua dei mesi scorsi. Ma per ora Trump preferisce ancora i raid mirati rispetto alla campagna intensa proposta dal Centcom e sostenuta pure dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ieri ha detto: «Siamo allineati, ma decide lui: ha il pieno controllo della guerra». Intanto, il blocco americano di Hormuz resta: «Abbiamo deviato 24 navi commerciali» e i militari Usa smentiscono pure le affermazioni dei pasdaran su certi obiettivi centrati: «Nessun aereo militare americano è stato distrutto o danneggiato nei recenti attacchi iraniani. Tutti i missili e i droni sono stati intercettati o non hanno raggiunto i target. Oltre 20 navi da guerra, centinaia di aerei e migliaia di militari restano vigili e continuano ad attuare il blocco». E ora, sotto, a chi tocca.