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Ceuta, assalto di migranti a nuoto: 18 morti. Madrid manda i soldati

Emergenza nell’enclave spagnola in Marocco, ci sono anche molti bambini: “Reazione di Rabat alla visita di Sánchez ad Algeri”
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TUNISI – Sulla spiaggia di Ceuta, l’enclave spagnola sulla costa mediterranea del Marocco, restano cumuli di ciambelle di plastica, pinne e alcune mute da sub. Le hanno abbandonate lì le centinaia di migranti clandestini (perlopiù adolescenti marocchini) arrivati ieri in poche ore a nuoto su questo territorio europeo. Nei giorni precedenti ne erano sbarcati già fra i 1.500 e i 2mila, secondo le autorità spagnole. Ora vagano tutti per le strade di Ceuta, una situazione sempre più difficile da gestire.

Spagna, emergenza migranti nell'enclave di Ceuta: 1500 arrivati a nuoto dal Marocco

«Nei centri di accoglienza non c’è più posto per nessuno», ha ricordato Juan Vivas, presidente di questa città autonoma, che ha 85mila abitanti. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha promesso «tutte le risorse necessarie», per «assicurare una risposta immediata a questa situazione». Ieri, in s…

TUNISI – Sulla spiaggia di Ceuta, l’enclave spagnola sulla costa mediterranea del Marocco, restano cumuli di ciambelle di plastica, pinne e alcune mute da sub. Le hanno abbandonate lì le centinaia di migranti clandestini (perlopiù adolescenti marocchini) arrivati ieri in poche ore a nuoto su questo territorio europeo. Nei giorni precedenti ne erano sbarcati già fra i 1.500 e i 2mila, secondo le autorità spagnole. Ora vagano tutti per le strade di Ceuta, una situazione sempre più difficile da gestire.

Spagna, emergenza migranti nell'enclave di Ceuta: 1500 arrivati a nuoto dal Marocco

«Nei centri di accoglienza non c’è più posto per nessuno», ha ricordato Juan Vivas, presidente di questa città autonoma, che ha 85mila abitanti. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha promesso «tutte le risorse necessarie», per «assicurare una risposta immediata a questa situazione». Ieri, in serata, il governo ha annunciato l’arrivo di soldati sul posto. E oggi a Ceuta si precipita lo stesso Sánchez, accompagnato dal ministro degli Interni, Fernando Grande-Marlaska, che continua a credere nella «cooperazione esemplare» con il Marocco.

Ma è stata una tragedia. Le autorità spagnole hanno recuperato in mare altri due corpi senza vita di migranti che tentavano di raggiungere a nuoto Ceuta. Con le ultime vittime, secondo i media spagnolo sono 18 le persone annegate nelle ultime 24 ore durante la traversata a nuoto dalle coste marocchine. Mentre centinaia di persone in queste ore tentanto di entrare via terra, accalcate lungo la barriera di separazione della scogliera del Tarajal. Potrebbero essere oltre 10mila i migranti entrati nell’enclave spagnola negli ultimi giorni.

Ceuta, tra i migranti arrivati a nuoto anche una famiglia con cinque bambini

A Ceuta una crisi simile si era scatenata nel maggio 2021, quando, in due giorni, oltre 10mila persone avevano attraversato questa frontiera tra Spagna e Marocco. Allora era in corso una crisi diplomatica tra i due Paesi, dopo che Madrid aveva accolto sul suo territorio, perché vi fosse curato, Brahim Ghali, leader del Polisario, il Fronte dei sahrawi, che combatte per l’indipendenza del Sahara Occidentale, occupato dal Marocco. Gli sbarchi dei migranti a Ceuta erano stati resi possibile dalla sospensione dei controlli sul lato marocchino, una sorta di “ripicca”. Ma già dalla fine del 2022 Madrid si era riavvicinata a Rabat, appoggiando il suo piano di autonomia per il Sahara Occidentale. Questo aveva “sanato” pure la situazione dei flussi migratori. In tutto il 2025 solo sei clandestini erano riusciti a raggiungere Ceuta e nessuno dall’inizio di quest’anno fino allo scorso 15 luglio. Se gli arrivi sono ripresi è perché, alla faccia della “cooperazione esemplare” con il Marocco, messa in avanti dal governo, negli ultimi giorni i controlli sul lato marocchino sarebbero stati allentati, come indicato da diversi media spagnoli. Ma perché? Lo scorso 20 luglio Sánchez si era recato in visita ad Algeri, rivale di Rabat e da sempre al fianco del Polisario. Per Rabat, una provocazione? Madrid smentisce questa possibilità.

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