ROMA – È sera quando il governo italiano fa sapere che valuta di «chiudere lo spazio Schengen con la Spagna», come risposta all’arrivo di circa duemila migranti dal Marocco all’exclave di Ceuta. È una mossa di politica estera, tanto che Giorgia Meloni si premura di sentire informalmente la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, per avvisarla, mentre Madrid s’indigna («posizione demagogica») e convoca il nostro ambasciatore. Ma con questa iniziativa la premier sa (e spera) di avere qualche impatto anche sulle beghe domestiche, la concorrenza a destra di Roberto Vannacci, che la incalza ogni giorno proprio sulle falle nella gestione della sicurezza e dell’immigrazione in particolare. Non a caso, a sera, il post Facebook della premier si conclude così: «Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini e garantire rimpatri è la linea di questo governo».
ROMA – È sera quando il governo italiano fa sapere che valuta di «chiudere lo spazio Schengen con la Spagna», come risposta all’arrivo di circa duemila migranti dal Marocco all’exclave di Ceuta. È una mossa di politica estera, tanto che Giorgia Meloni si premura di sentire informalmente la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, per avvisarla, mentre Madrid s’indigna («posizione demagogica») e convoca il nostro ambasciatore. Ma con questa iniziativa la premier sa (e spera) di avere qualche impatto anche sulle beghe domestiche, la concorrenza a destra di Roberto Vannacci, che la incalza ogni giorno proprio sulle falle nella gestione della sicurezza e dell’immigrazione in particolare. Non a caso, a sera, il post Facebook della premier si conclude così: «Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini e garantire rimpatri è la linea di questo governo».
L’operazione viene studiata per tutto il giorno a Palazzo Chigi. Una girandola di riunioni con i sottosegretari Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano. Viene coinvolto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Poi sarà informato il capo degli Esteri, Antonio Tajani. Alcune fonti di FdI sostengono che la premier si sia raccordata con il suo «amico Santi», cioè Santiago Abascal che con l’estrema destra di Vox cavalca il malcontento. Ma dal governo non confermano.
Meloni nel post parla di «immagini impressionanti», che dimostrerebbero come «l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenti una minaccia per la sicurezza europea». E l’Italia «non resterà a guardare, siamo pronti a intervenire».
La grancassa del centrodestra al governo suona fino a notte. Interviene il vicepremier leghista, Matteo Salvini. Nel mirino c’è sempre Sánchez, con una card che lo dipinge come «presidente eletto del Marocco». «L’idolo della sinistra ci regala uno sguardo sul futuro che ci aspetta in caso di vittoria della sinistra alle prossime elezioni». Pure Tajani si fa sentire, condividendo la mossa: «Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia sbagliata». Proprio su questa operazione, Meloni si era scornata con Sanchez nel corso dell’ultimo consiglio europeo, spalleggiata dalla leader danese (socialista) Mette Frederiksen. Entrambe avevano avvertito il premier di Madrid: «Le ricadute di questa maxi-regolarizzazione arriveranno in tutta Europa».
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La chiusura dello spazio Schengen è più facile da annunciare che da mettere in pratica. Perché una mossa drastica potrebbe avere impatti anche sulle decine di migliaia di italiani in vacanza in Spagna, se si sono messi in viaggio sprovvisti di passaporto. Ecco perché a sera dal Viminale parlano di controlli «a campione», non su tutti i passeggeri. E resta l’incognita dei migranti che si metteranno in viaggio via terra, passando dalla Francia. Al ministero dell’Interno confidano nella vigilanza delle forze dell’ordine transalpine, che hanno già serrato i controlli per la gestione del G7.