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Meredith O’Rourke, “la principessa delle tenebre” che raccoglie i soldi per Trump

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Il presidente americano la chiama così perché la considera una macchina da guerra con i donatori. Lui fornisce nomi e cifre da chiedere, lei fa il resto: così SoftBank ha donato 50 milioni di dollari per la biblioteca presidenziale, Apple 25 milioni per la sala da ballo della Casa Bianca
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NEW YORK – Quasi ogni sera, dalla Casa Bianca, Donald Trump prende il telefono e chiama Meredith O’Rourke. Non è una giornalista o una combattente ideologica del movimento Maga, ma la donna che alimenta il motore. Mentre altri costruiscono slogan, lei coltiva relazioni con amministratori delegati, manager di hedge fund e miliardari, trasformando il sostegno economico in potere politico. O’Rourke è una delle più fidate assistenti di Trump, quella con il compito a cui il presidente degli Stati Uniti tiene di più: raccogliere fondi.

Il tycoon, secondo il Wall Street Journal, la chiama per sapere chi ha pagato, chi non ha ancora pagato e soprattutto quanto denaro può ancora arrivare. Si fa indicare l’elenco delle aziende e dei donatori che hanno già staccato gli assegni e quelli che ancora devono farlo. Ma spesso è lo stesso Trump ad alzare l’asticella: se O’Rourke gli dice di voler chiedere cinque milioni, lui le ordina di puntare a cinquanta. E a vedere dai risultati, il binomio funzion…

NEW YORK – Quasi ogni sera, dalla Casa Bianca, Donald Trump prende il telefono e chiama Meredith O’Rourke. Non è una giornalista o una combattente ideologica del movimento Maga, ma la donna che alimenta il motore. Mentre altri costruiscono slogan, lei coltiva relazioni con amministratori delegati, manager di hedge fund e miliardari, trasformando il sostegno economico in potere politico. O’Rourke è una delle più fidate assistenti di Trump, quella con il compito a cui il presidente degli Stati Uniti tiene di più: raccogliere fondi.

Il tycoon, secondo il Wall Street Journal, la chiama per sapere chi ha pagato, chi non ha ancora pagato e soprattutto quanto denaro può ancora arrivare. Si fa indicare l’elenco delle aziende e dei donatori che hanno già staccato gli assegni e quelli che ancora devono farlo. Ma spesso è lo stesso Trump ad alzare l’asticella: se O’Rourke gli dice di voler chiedere cinque milioni, lui le ordina di puntare a cinquanta. E a vedere dai risultati, il binomio funziona. Mentre i democratici, pur avanti nei sondaggi, sono in rosso, la campagna trumpiana e del partito può contare su oltre 400 milioni di dollari da spendere. O’Rourke ha raccolto per il secondo mandato 800 milioni. Soldi che, considerato come il sistema politico americano è impostato, possono risultare decisivi per arrivare agli elettori in un Paese così vasto come l’America.

"Questo è molto importante per il presidente. Mi ha chiesto di chiamarla e di chiederle questa donazione”, sarebbe il messaggio che O’Rourke porta ai dirigenti d'azienda. In alcune telefonate avrebbe definito Trump “the boss”, il capo. “Il capo vuole questi soldi”, è la frase di rito. Cinquantaquattro anni, casa a Tallahassee, in Florida, laurea in Scienze politiche, O’Rourke è sposata e ha due figli. Ha fondato una società di consulenza per raccolta fondi in politica, lavorato per campagne repubblicane a livello nazionale e in Florida. E’ entrata nel cerchio magico di Trump nel 2016 e da allora non è più uscita. Trump la chiama la "principessa delle tenebre”, non per ostilità ma perché la considera una macchina da guerra con i donatori, una “killer” nelle trattative.

SoftBank avrebbe versato 50 milioni di dollari per la futura biblioteca presidenziale di Trump. Apple ha con 25 milioni al progetto della nuova sala da ballo della Casa Bianca; Microsoft donato 10 milioni e Amazon 5 milioni. Anche Meta ha partecipato alla raccolta, versando 10 milioni di dollari a un comitato politico vicino a Trump, oltre ad alcuni milioni per la “ballroom” e altri 22 per la biblioteca.

Anche Chevron, una delle più grandi compagnie petrolifere americane, è stata invitata a versare 50 milioni. Soldi che potrebbero finanziare anche altri progetti per celebrare il presidente. Durante una cena con i finanziatori della sala da ballo, Trump avrebbe confessato: “Ci resteranno dei soldi, e li useremo per qualcosa di diverso, magari per l’arco o per qualcos’altro che verrà”.

Secondo alcuni storici della Casa Bianca, il livello di coinvolgimento personale di Trump nella raccolta fondi non ha precedenti. E non ha limiti: donatori messi in contatto con lui dopo aver versato milioni si aspettavano un ringraziamento personale. Invece, in alcuni casi, Trump avrebbe approfittato della conversazione per chiedere altri soldi. Secondo il Wsj, O’Rourke ha chiesto a un top manager un assegno da un milione per un’entità legata a Trump appena pochi giorni dopo che lo stesso dirigente aveva partecipato a una cena di ringraziamento per una precedente donazione multimilionaria.

Timothy Mellon, il miliardario erede della famiglia bancaria Mellon e uno dei maggiori sostenitori finanziari del movimento Maga con oltre 100 milioni di dollari, durante una cena ufficiale alla Casa Bianca aveva alzato il calice e invitato gli ospiti a celebrare "il più grande presidente della mia vita”. Dove non arrivano gli amici, arriva lei, O’Rourke: si dice che la "principessa delle tenebre”, per mantenere il contatto continuo con i finanziatori, invece di prendere un volo tra Palm Beach e il nordovest della Florida, dove torna nei weekend, preferisca guidare per sei ore. Il motivo? In questo modo può passare tutto il tempo al telefono con i donatori.

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