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Guerra in Iran, le news del 2 agosto. Araghchi: “Negoziati con Oman su Hormuz nelle fasi finali”. Trump ritira attacco

Guerra in Iran, le news del 2 agosto. Araghchi: “Negoziati con Oman su Hormuz nelle fasi finali”. Trump ritira attacco
Il passo indietro del presidente Usa: “L’hanno chiesto l’Iran e gli altri Paesi del Medio Oriente”. Aveva sentito bin Salman
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L’annuncio di Trump che accantona per il momento l’idea di lanciare un nuovo attacco contro l’Iran. “Siamo pronti a intervenire, ma ci è stato chiesto dall'Iran e da altri Paesi del Medio Oriente di sospendere qualsiasi attacco a patto che si arrivi rapidamente a un accordo. Ho accettato per il bene del mondo”. Axios ha riferito di una telefonata tra il presidente Usa e bin Salman, contrario all’offensiva.

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Pezeshkian: “Costringiamo il nemico a rimanere fedele a ciò che ha firmato”

“L'accordo che è stato firmato è il risultato della saggezza collettiva dei membri del nostro partito, e tutti i membri sono in sintonia con esso. Credo che questo accordo sarà il fulcro delle nostre relazioni esterne nel futuro. Dobbiamo sforzarci di costringere il nemico a rimanere fedele a ciò che ha firmato. La sicurezza del nostro Paese, della regione e dei nostri alleati sarà rafforzata da questo accordo". Lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.

Teheran: “Hormuz non tornerà mai alla situazione prebellica”

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz "non tornerà mai alla situazione prebellica". Lo scrive la tv di Stato iraniana su X.
Al Jazeera riporta poi che, secondo il portavoce, i colloqui in corso tra Iran e Oman sullo Stretto non hanno nulla a che vedere con la sua apertura o chiusura. "La Repubblica Islamica dell'Iran agisce in base agli interessi e alle preoccupazioni del Paese e non cambierà la sua decisione sotto l'influenza di minacce e intimidazioni da parte di altri", ha aggiunto Baghaei.

Le forze israeliane hanno dato fuoco ad alcune case nel Libano meridionale

Secondo l'agenzia di stampa nazionale libanese (Nna), le forze israeliane hanno incendiato delle case nella zona di al-Mashaa, situata tra le città di al-Mansouri e Majdal Zoun, nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale. Lo riporta Al Jazeera. Gli attacchi israeliani sono proseguiti anche oggi: la Nna ha riferito in precedenza che cinque soldati dell'esercito libanese hanno riportato ferite lievi durante un attacco a Bint Jbeil, nel governatorato di Nabatieh, nel Libano meridionale.

Wsj, l'Iran valuta attacchi preventivi anche in assenza di un'offensiva Usa

I funzionari iraniani sono consapevoli della "vulnerabilità politica" del presidente Donald Trump e intendono sfruttarla, se necessario, in vista del voto di midterm di novembre. Lo riferisce il Wall Street Journal che, in base a quanto affermato da un diplomatico di Teheran, aggiunge che "qualora la diplomazia dovesse fallire, l'Irgc sta valutando attacchi preventivi anche in assenza di un'offensiva americana", ha affermato il diplomatico.

Araghchi: “I colloqui con l'Oman su Hormuz sono nelle fasi finali”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i negoziati con l'Oman sullo Stretto di Hormuz sono nelle fasi finali. Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna.

Pasdaran: “I tentativi per disarmare Hamas sono già falliti”

Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (Irgc) ha dichiarato oggi che i tentativi di disarmare Hamas sono già falliti, in una dichiarazione rilasciata in occasione del secondo anniversario dell'assassinio dell'ex capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh, a Teheran, per mano di Israele. Lo riporta Iran International.
"La vittoria finale della Palestina" è più vicina di quanto "i nemici immaginino", si legge nella dichiarazione, che descrive l'uccisione di Haniyeh, avvenuta mentre partecipava come ospite ufficiale alla cerimonia di insediamento del presidente Masoud Pezeshkian, come "una flagrante violazione dei principi e delle norme del diritto internazionale" e della sovranità e integrità territoriale dell'Iran.

Wafa, sale a 14 il numero di palestinesi uccisi oggi dai raid dell’Idf

L'agenzia stampa palestinese Wafa riferisce che due palestinesi, tra cui un bambino, sono stati uccisi in seguito a un raid israeliano nel quartiere di al-Rimal a Gaza City. Secondo fonti mediche di Gaza citate dall'agenzia, 14 palestinesi, tra cui quattro bambini, sono stati uccisi negli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza dalla notte di domenica.

Media, Israele avrebbe saputo dell’annullamento dell’attacco Usa dal post Trump

Secondo quanto riportato da Channel 12 i funzionari israeliani hanno appreso che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva deciso di annullare l'importante attacco pianificato contro l'Iran tramite un suo post su Truth. Secondo quanto riportato dalla testata israeliana, anche il Comando Centrale delle forze armate statunitensi non era stato informato in anticipo.

Israele colpirebbe l'Iran "indipendentemente da qualsiasi impegno esterno" in caso di riarmo

Israele colpirebbe l'Iran "indipendentemente da qualsiasi impegno esterno", se osservasse un riarmo del paese. A dichiararlo è stato Eli Cohen, ministro dell'Energia israeliano, dopo l'annuncio di Trump sulla sospensione degli attacchi. La stretta collaborazione in materia di sicurezza e intelligence tra Israele e gli Stati Uniti rimane "su tutto ciò che accade" in Medio Oriente, ha assicurato. Tuttavia, ha proseguito Cohen, citato da SkyNews, "con o senza un accordo, e indipendentemente da qualsiasi impegno esterno, se l'Iran tentasse di riavviare il suo programma nucleare o di potenziare la sua industria missilistica balistica, noi saremo presenti. Interverremo e colpiremo."

Media, Israele chiede libertà continuare raid a Gaza

Nonostante la tregua annunciata dal presidente americano Donald Trump, Israele non sembra intenzionato a fermare i raid a Gaza. A quanto rivelato dal quotidiano israeliano Haaretz, il governo di Bejamin Netanyahu ha comunicato al Board of Peace che vuole mantenere il diritto di colpire anche nelle aree che dovrebbero passare sotto il controllo della forza internazionale di stabilizzazione. Non solo. Israele ha anche chiarito che si oppone al coinvolgimento di Qatar e Turchia nella verifica delle fasi della tabella di marcia per Gaza su cui si sta lavorando. E chiesto che le armi di Hamas siano distrutte una volta confiscate.

Jihad islamica palestinese accetta piano disarmo di Gaza

Fonti arabe riferiscono al quotidiano saudita Al-Arabiya che il gruppo terroristico palestinese Jihad islamica ha accettato il piano di disarmo di Gaza del Consiglio per la Pace. La scorsa settimana Hamas ha dato ufficialmente il suo assenso al piano. La Jihad islamica, legata all'Iran e da esso finanziata, è più piccola e meno potente di Hamas, ma rimane comunque un attore importante nella Striscia. Il piano prevede che i gruppi terroristici depongano le armi e che Israele si ritiri dalla Striscia, consentendo a un nascente governo tecnocratico di assumere il monopolio degli armamenti e del potere amministrativo.

Media: “Teheran non ha chiesto a Trump lo stop dei raid”

Funzionari militari iraniani hanno smentito le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui l'Iran avrebbe chiesto agli Stati Uniti di fermare gli attacchi, come riportato domenica dall'agenzia di stampa Mehr, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. E' quanto riporta il Jerusalem Post. I funzionari hanno definito le dichiarazioni di Trump un disperato tentativo di ricattare i governanti degli stati del Golfo e di metterli sotto pressione con minacce. Le forze iraniane sono al massimo livello di prontezza e preparate a qualsiasi evenienza, ha riferito Mehr citando funzionari.

Media Teheran, nessun accordo su riapertura Hormuz

Non c'è nessun accordo tra Iran e Stati Uniti sulla riapertura dello stretto di Hormuz, Ad assicurarlo è stata l'agenzia iraniana Fars, citando una fonte vicina ai negoziati. "Non esiste alcun accordo riguardo alla riapertura dello Stretto di Hormuz e le notizie pubblicate in merito sono false", ha scritto. "Fino a quando continueranno le azioni ostili degli Stati Uniti, lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso e il passaggio delle imbarcazioni sarà possibile soltanto attraverso la rotta annunciata e con l'autorizzazione della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc)", ha chiarito una fonte militare.

Smotrich: “Coloni violenti solo frangia. Conquistare Gaza”

I coloni violenti sono solo una frangia minoritario e comunque i violenti sono ovunque. A sostenerlo è stato il ministro israeliano delle Finanze, Bezalel Smotrich, in un'intervista televisiva. "La violenza dei coloni è ai margini dei margini dei margini", ha detto, "ogni società ha frange violente: Tel Aviv, New York, San Francisco". Il ministro ha poi ribadito che punta alla colonizzazione di tutta la striscia di Gaza. "Voglio che Israele la conquisti tutta e stabilisca un regime militare. Poi, dovremmo ri-colonizzarla con ebrei".

Media, intesa su rotte diverse per entrata/uscita da Hormuz

Si basa su una salomonica divisione delle rotte l'accordo su Hormuz che l'Iran avrebbe accettato e che ha contribuito a far desistere il presidente americano Donald Trump da un nuovo attacco. Lo ha riferito l'emittente israeliana Canale 12. L'intesa, sempre secondo la tv, prevede che le navi in entrata nel Golfo Persico passino per la rotta iraniana, mentre quelle in uscita passino nelle acque territoriali dell'Oman. La proposta è stata accettata dal ministro degli Esteri, Abbas Aracgchi, ma continuano i negoziati con i mediatori del Qatar per garantire che anche i Pasdaran la sostengano, visto che è la Marina dei Guardiani della rivoluzione a controllare lo Stretto.

Media, 9 i palestinesi uccisi nei raid israeliani a Gaza, anche tre bambini

Sale a 9 il numeno dei palestinesi uccisi negli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza tra stanotte e l'alba. Lo riferiscono fonti degli ospedali di Gaza ad Al Jazeera. Tra le vittime anche tre bambini. I raid hanno colpito Gaza City, Deir el-Balah e Khan Younis, affermano le fonti.

Ministro Difesa iraniano: “Da Usa guerra psicologica ma noi siamo pronti”

Le fughe in avanti e le marce indietro degli Stati Uniti fanno parte di una strategia, ma l'Iran è pronto a ogni evenienza. Ad assicurarlo è stato il ministro della Difesa iraniano ad interim, Seyyed Majid Ibn Al-Reza. "Le recenti dichiarazioni del nemico, sebbene vengano formulate nel contesto di operazioni psicologiche e di una guerra di calcoli, dal nostro punto di vista mostrano che ogni minaccia è reale e degna di considerazione", ha scritto su X. "Non saremo colti di sorpresa nè rimarremo passivi; al contrario, assumiamo la minaccia come base per aumentare il nostro livello di preparazione, rafforzare la deterrenza e accrescere la nostra potenza", ha avvertito.

MbS a Trump: “Dialogo per ridurre tensioni. Serve tregua”

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha sentito al telefono il presidente americano Donald Trump e ha sottolineato la necessità di perseguire con l'Iran la via delle trattative. A riferirlo è stata l'agenzia ufficiale saudita Sp. "Sua altezza reale ha sottolineato la necessità di far prevalere il linguaggio del dialogo per ridurre l'escalation e l'importanza di compiere tutti gli sforzi possibili per realizzare una tregua", si legge. Una pausa delle ostilità, si sottolinea, avrebbe lo scopo di "preparare la strada a soluzioni diplomatiche che conseguano risultati positivi per preservare la sicurezza e la stabilità della regione e impedire il trascinamento verso un conflitto più ampio, le cui ripercussioni colpirebbero la sicurezza e la stabilità regionali e internazionali".

Teheran: “Lo stop di Trump dopo l’accordo sulla riapertura di Hormuz”

Il presidente americano, Donald Trump, ha fermato i previsti bombardamenti dopo che l'Iran ha accettato una proposta per la riapertura dello stretto di Hormuz. A riferirlo è stata l'emittente israeliana N12. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accettato il compromesso formulato dai mediatori qatarioti e dagli Usa, ha spiegato citando due diplomatici. Anche per questo, si assicura, Trump ha deciso di cancellare la nuova offensiva.

L’Idf: “Ucciso miliziano nel commando del 7 Ottobre”

L’esercito israeliano ha comunicato di avere ucciso un altro dei miliziani responsabili della strage del 7 Ottobre 2023. Si tratterebbe di Salem Jamal Abd al-Rahman Abu Labad, “comandante di una cellula Nukhba di Hamas.Il terrorista si era infiltrato nel Kibbutz Nir Oz durante il massacro del 7 ottobre". Venerdì era stato ucciso “il terrorista Muhammad Abd al-Nasser Muhammad Khatib, comandante del battaglione Maghazi di Hamas – si legge in una nota –. I terroristi operavano nell'ambito dell'ala militare di Hamas e hanno tentato di portare avanti attacchi terroristici contro l'Idf”.

Trump: “Ritiro l'attacco sull'Iran su richiesta di Teheran e di altri Paesi, ma subito un accordo”

Il presidente americano Donald Trump ha detto di aver "accettato di ritirare l'attacco" sull'Iran su richiesta di Teheran "e di altri Paesi del Medio Oriente" a patto che si arrivi "a un rapido accordo" sulla "totale apertura dello Stretto di Hormuz e sulla fine della minaccia nucleare da parte dell'Iran".

"Gli Stati Uniti - scrive Trump su Truth - sono pronti a intervenire contro la Repubblica Islamica dell'Iran con livelli di terrore, forza e potenza militare mai visti dalla Seconda Guerra mondiale. Nonostante ciò, ci è stato chiesto dall'Iran e da altri Paesi del Medio Oriente di sospendere qualsiasi attacco nei perimetri di un accordo che è stato raggiungo. Questo includerebbe la completa, totale e immediata apertura dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare dell'Iran. In base a questa richiesta, ho accettato, per il bene del futuro del mondo e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, di annullare l'attacco, a patto che si arrivi rapidamente a un accordo. Lo Stato di Israele si unisce a me in questo impegno. Mettetevi al lavoro, tutti, e portate a termine l'operazione".

Colloqui del Qatar con l'Iran, l'Oman e gli Usa su Hormuz

I mediatori del Qatar hanno avuto colloqui separati con il ministro degli esteri dell'Iran Abbas Araghchi, funzionari dell'Oman e l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff nel tentativo di trovare un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali nelle trattative sono stati compiuti dei progressi ma non è chiaro se siano sufficienti a disinnescare la crisi.

Axios: “Mohammed bin Salman ha espresso a Trump le sue preoccupazioni”

Il principe alla corona saudita Mohammed bin Salman ha sentito telefonicamente Donald Trump e gli ah espresso i suoi timori sui nuovi massicci attacchi all'Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali Mbs avrebbe chiesto chiarimenti sul raid. Un'altra fonte ha riferito che il principe alla corona da esortato Trump a una de-escalation e non lanciare l'attacco.

Araghchi: no a iniziative avventuristiche da parte degli Usa

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha messo "in guardia contro qualsiasi iniziativa avventuristica da parte dell'esercito statunitense" e ha ribadito "la piena disponibilità della Repubblica Islamica dell'Iran a difendere la propria sovranità nazionale, integrità territoriale e sicurezza del Paese, sottolineando la determinazione a rispondere con fermezza a qualsiasi aggressione". Si legge sul suo canale Telegram, dove si riferisce del colloquio avuto con il capo dell'esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, e con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan.

Media: Israele innalza livello di allerta per la difesa

Israele ha innalzato il livello di allerta per la difesa, ma non ci sono modifiche alle linee guida del Comando del Fronte interno e non ci sono notizie che indichino una decisione da parte di Donald Trump riguardanti un attacco contro infrastrutture e impianti energetici dell'Iran. Lo riporta Ynet.

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