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Ceuta, Madrid apre un’inchiesta su gruppi criminali dietro la crisi dei migranti

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Rabat, a processo 25 persone che sarebbero implicate nell’organizzazione dei viaggi irregolari. La Spagna attacca Roma dopo la sospensione di Schengen da parte di Roma: “Governo non all’altezza, siete inondati dai migranti”. Tajani: dal 2023 da noi gli irregolari calati del 60%. Oggi la riunione Ue
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CEUTA – Ci sono stati governi non all’altezza. Quello italiano è uno di questi», nel giorno in cui a Bruxelles arriva la notifica della chiusura di Schengen da parte dell’Italia nei confronti della Spagna, il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha parlato ieri per la prima volta dalla crisi di Ceuta in un’intervista a Tve. Analizzando le reazioni europee all’ingresso di massa di migranti dal Marocco del 30 luglio scorso, il capo della diplomazia di Madrid ha attaccato il governo di Giorgia Meloni ricordando che la Spagna è il Paese dell’Unione europea che registra il minor numero di ingressi irregolari, a differenza dell’Italia che ha il dato più alto.

Albares ha ricordato che l’Italia ha attraversato momenti in cui «è stata assolutamente inondata di migranti irregolari e ha vissuto crisi ripetute sull’isola di Lampedusa che non è stata in grado di risolvere» e che la Spagna «è stata sempre solidale, politicamente e nei fatti. La stessa cosa che ora esigiamo dagli europ…

CEUTA – Ci sono stati governi non all’altezza. Quello italiano è uno di questi», nel giorno in cui a Bruxelles arriva la notifica della chiusura di Schengen da parte dell’Italia nei confronti della Spagna, il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha parlato ieri per la prima volta dalla crisi di Ceuta in un’intervista a Tve. Analizzando le reazioni europee all’ingresso di massa di migranti dal Marocco del 30 luglio scorso, il capo della diplomazia di Madrid ha attaccato il governo di Giorgia Meloni ricordando che la Spagna è il Paese dell’Unione europea che registra il minor numero di ingressi irregolari, a differenza dell’Italia che ha il dato più alto.

Albares ha ricordato che l’Italia ha attraversato momenti in cui «è stata assolutamente inondata di migranti irregolari e ha vissuto crisi ripetute sull’isola di Lampedusa che non è stata in grado di risolvere» e che la Spagna «è stata sempre solidale, politicamente e nei fatti. La stessa cosa che ora esigiamo dagli europei».

La reazione italiana è arrivata su X attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Ad Albares non rispondo io, ma i numeri. Dal 2023 i migranti irregolari in Italia sono diminuiti del 60% su base annua. Da gennaio a luglio 2026 gli sbarchi sono scesi dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2023». E ha rilanciato: «Tra i migranti arrivati a Ceuta ce ne sono oltre 5000 provenienti dall’area subsahariana, che non possono essere rimpatriati o rimandati in Marocco. Che fine faranno?».

Le parole di Albares sono arrivate alla vigilia della riunione straordinaria dei ministri degli Interni Ue che si terrà oggi a Bruxelles dove, secondo fonti degli Interni spagnoli, il responsabile Fernando Grande-Marlaska sosterrà la politica migratoria responsabile di Madrid e solidale rispetto agli altri Paesi Ue, ricordando i dati sugli arrivi irregolari in Spagna: un calo generale di oltre il 42% nel 2025 mentre fino al 16 luglio di quest’anno la diminuzione si è avvicinata al 25%.

Pure Donald Trump è tornato ad attaccare la gestione Ue dei migranti: «In Europa dovete fermare l’immigrazione illegale. Conosco il Vecchio Continente meglio dei suoi leader. Due cose stanno uccidendo l’Europa: l’immigrazione e l’energia».

Ceuta non agita solo il dibattito internazionale: la stampa spagnola ricostruisce forti tensioni dentro la Moncloa, in particolare tra Interni e Difesa con la ministra di quest’ultimo dicastero, Margarita Robles, che si è discostata dalla linea diplomatica del governo Sánchez sui rapporti con il Marocco chiedendo «la massima fermezza a Rabat» perché «non è accettabile che si usino dei minori, mandandoli incontro alla morte». Secondo il media marocchino SawT MartiL, Rabat avrebbe risposto mandando a processo 25 persone che sarebbero implicate nell’organizzazione dei viaggi irregolari verso Ceuta. La Procura di Madrid ha aperto un’inchiesta preliminare per accertare se c’è stata «un’azione coordinata e diretta» da parte di gruppi criminali mentre il governo nega che il Centro nazionale di intelligence abbia trasmesso prima del 30 luglio un rapporto sull’entità della crisi.

A Ceuta il clima resta teso: ieri il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, ha parlato di 3-5mila migranti ancora presenti sul territorio mentre i minori non accompagnati censiti all’interno dei centri accoglienza sarebbero 862, senza considerare quelli che attendono di essere accolti e quelli che non si rivolgono ai centri. Sui minori, Cadena Ser ha testimoniato tentativi di rimpatri forzati da parte dell’esercito spagnolo contrari alla normativa nazionale che per loro prevede l’obbligo di accoglienza. Mentre, anche per i migranti maggiorenni ancora a Ceuta, sono in corso retate nei quartieri periferici, come Principe, e nelle montagne dove si starebbero ancora nascondendo in tanti.

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