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Il governo di Ceuta in allerta per una nuova convocazione a ingressi di massa per il 15 agosto

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Il portavoce della città autonoma a Repubblica: “Anche se sono solo rumors abbiamo segnalato alle autorità competenti i numerosi gruppi Facebook, Instagram e WhatsApp che invitano a un nuovo salto”. Altre possibili date per attraversamenti a nuoto organizzati della frontiera tra Marocco e Spagna vengono indicate sui social tra l’8 e il 17 agosto
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“Anche se sono solo rumors, abbiamo constatato che si sta organizzando attraverso i social un nuovo possibile ‘salto’ per il 15 agosto”, spiega così a Repubblica il portavoce della città autonoma di Ceuta, Alejandro Ramírez, la comparsa negli ultimi giorni di numerosi account social marocchini che invitano le persone che vogliono lasciare il Marocco ad attraversare in massa le frontiere , sia Ceuta che Melilla, il prossimo 15 agosto.

La convocazione viene diffusa da account marocchini apparsi su Facebook, Instagram, TikTok, WhatsApp nelle ultime ore e che velocemente cambiano nome o vengono cancellati. I loro nomi ruotano intorno alla galassia haraga, ovvero il termine in dialetto marocchino per indicare i giovani che distruggono i loro documenti e provano a entrare illegalmente in Europa. Alcuni hanno fino a 400mila follower. E d’altronde, molte delle persone entrate in Spagna lo scorso 30 luglio hanno raccontato di es…

“Anche se sono solo rumors, abbiamo constatato che si sta organizzando attraverso i social un nuovo possibile ‘salto’ per il 15 agosto”, spiega così a Repubblica il portavoce della città autonoma di Ceuta, Alejandro Ramírez, la comparsa negli ultimi giorni di numerosi account social marocchini che invitano le persone che vogliono lasciare il Marocco ad attraversare in massa le frontiere , sia Ceuta che Melilla, il prossimo 15 agosto.

La convocazione viene diffusa da account marocchini apparsi su Facebook, Instagram, TikTok, WhatsApp nelle ultime ore e che velocemente cambiano nome o vengono cancellati. I loro nomi ruotano intorno alla galassia haraga, ovvero il termine in dialetto marocchino per indicare i giovani che distruggono i loro documenti e provano a entrare illegalmente in Europa. Alcuni hanno fino a 400mila follower. E d’altronde, molte delle persone entrate in Spagna lo scorso 30 luglio hanno raccontato di essersi mosse verso la frontiera dopo aver visto sui social che non c’erano controlli.

“Noi, come Governo della città di Ceuta, abbiamo segnalato la presenza degli account a Las Fuerzas y Cuerpos de Seguridad del Estado, ovvero alle polizia nazionale e alla Guardia Civil, affinché siano in allerta se qualcosa di simile può verificarsi di nuovo. Speriamo di no, ovviamente, ma la situazione a Ceuta continua a essere ancora molto complicata, migliaia di persone entrate illegalmente continuano a vagare nei quartieri e nelle strade della città e noi continuiamo a fare appello al governo centrale affinché ci venga in soccorso con mezzi e persone per mettere la città in sicurezza”, aggiunge Ramírez.

In molte delle convocazioni social il punto di riferimento per far partire la valanga viene indicato a Fnideq, località marocchina a 7 chilometri dalla Spagna, ma circolano anche convocazioni che hanno come punto di partenza paesi vicini al confine con Melilla. In alcune pagine, molte delle quali riportano la bandiera spagnola e quella europea, si lascia intendere che l’invasione potrebbe avvenire anche qualche giorno prima, ovvero l’8 agosto, o dopo, il 17, e sono tantissimi gli utenti minorenni che finiscono per cadere nella rete.

La fondazione anti fake news spagnola Maldita.es ha pubblicato un approfondimento, dopo aver analizzato quattro gruppi WhatsApp, dieci su Facebook e identificato più di cinquanta gruppi su Instagram, arrivando a spiegare come si costruisce l’iter che poi dovrebbe portare ad attraversare la frontiera: la convocazione viene pubblicata su Facebook, poi annunciata su Instagram e infine si invitano gli utenti a spostarsi su WhatsApp per organizzare l’aspetto logistico. Gli account servono anche per raccogliere consigli pratici, come portarsi dietro l’acqua o dove comprare tute da sub economiche, ma anche mappe e tecniche di sopravvivenza nella traversata.

"Ci sono giovani che vogliono attraversare, altri che sono delinquenti che offrono servizi a pagamento come il trasporto verso le frontiere. In generale non si può sapere con esattezza chi sta dietro a questi account senza un esame dettagliato dei gruppi dove si muovono”, spiega Marcelino Madrigal, esperto di Reti e sicurezza spagnolo.

Intanto il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha fornito a margine del consiglio Ue nuovi dati sugli arrivi dello scorso 30 luglio: "Dall’inizio della crisi a Ceuta sono entrati illegalmente 72mila migranti. Di questi 70mila hanno fatto rientro in Marocco". Il nuovo bilancio di Madrid sui morti parla di 75 persone che hanno perso la vita nella traversata, mentre per la Città autonoma di Ceuta sono 88. Almeno 44 sarebbero le persone disperse, quasi tutti giovani o minori, che famiglie marocchine cercano pubblicando sui social le loro fotografie e per loro la Guardia Civil ha aperto un ufficio apposito – al confine di Tarajal – dove depositare la denuncia di scomparsa.

L’amministrazione della Città autonoma ha innalzato il numero dei minori non accompagnati seguiti nei centri ad almeno mille, ma ne restano centinaia fuori, e per l’assistenza a questi giovani migranti il ministero della Gioventù e dell'Infanzia, guidato da Sira Rego, ha annunciato di aver stanziato un fondo straordinario di 25 milioni di euro che si aggiungono ai 5,5 milioni già assegnati nel corso della Conferenza sull'infanzia dello scorso luglio.

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