Lipsia, tre droni vicino all’aeroporto: uno era esplosivo. Berlino: “Attacco ibrido”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Tre droni sono tornati a terrorizzare i cieli tedeschi. Martedì sera, poco prima di mezzanotte, la polizia ha rinvenuto un quadricottero in un campo antistante l’aeroporto di Lipsia, accanto alle piste degli aerei cargo. E a un’analisi più approfondita ha rilevato degli esplosivi e una miccia difettosa nel velivolo. Secondo vari media tedeschi si tratterebbe di un ordigno artigianale, assemblato con benzina e fertilizzanti. Successivamente il drone è stato fatto brillare da un robot-artificiere. Il quadricottero era stato scoperto da un dipendente dell’aeroporto. "Siamo di fronte a un fatto molto serio rilevante per la sicurezza", e di fronte "allo scenario di un attacco ibrido", ha detto il ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt. "Abbiamo già fatto esperienza di avvistamenti di droni, ma che un drone armato di esplosivo arrivi in uno scalo è un nuovo scenario di minaccia", ha aggiunto, sottolineando che si tratta di un "nuovo livello" di minaccia.
Un dettaglio inq…
BERLINO – Tre droni sono tornati a terrorizzare i cieli tedeschi. Martedì sera, poco prima di mezzanotte, la polizia ha rinvenuto un quadricottero in un campo antistante l’aeroporto di Lipsia, accanto alle piste degli aerei cargo. E a un’analisi più approfondita ha rilevato degli esplosivi e una miccia difettosa nel velivolo. Secondo vari media tedeschi si tratterebbe di un ordigno artigianale, assemblato con benzina e fertilizzanti. Successivamente il drone è stato fatto brillare da un robot-artificiere. Il quadricottero era stato scoperto da un dipendente dell’aeroporto. "Siamo di fronte a un fatto molto serio rilevante per la sicurezza", e di fronte "allo scenario di un attacco ibrido", ha detto il ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt. "Abbiamo già fatto esperienza di avvistamenti di droni, ma che un drone armato di esplosivo arrivi in uno scalo è un nuovo scenario di minaccia", ha aggiunto, sottolineando che si tratta di un "nuovo livello" di minaccia.
Un dettaglio inquietante è che il drone si trovava nelle vicinanze di quattro aerei della Antonov Airlines, compagnia di cargo che garantisce da tempo trasporti anche per la Nato. Secondo indiscrezioni, alle indagini starebbero partecipando anche inquirenti della stessa Nato. Un portavoce dell’Alleanza atlantica si è limitato tuttavia a dire che «abbiamo preso atto dell’incidente su cui le autorità tedesche stanno indagando».
Quando martedì sera è scattato l’allarme-drone, alle 23.40, l’aeroporto di Lipsia è stato chiuso. Quasi contemporaneamente, la polizia ha intercettato un secondo drone che era in volo sull’area. Un aereo commerciale che proveniva da Mallorca è stato dirottato su Norimberga. Ma nel frattempo un cargo del colosso della logistica Dhl è stato fatto partire, e a sei chilometri dalla città sassone si è scontrato con un oggetto sconosciuto, riportando danni al muso. L’aereo è atterrato senza ulteriori intoppi a Hannover. Ma le autorità della Bassa Sassonia non escludono che l’oggetto misterioso della collisione in volo sia stato un altro drone. E che si tratti di un’azione di sabotaggio.
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Sull’episodio di Lipsia indagano intanto il Centro antiterrorismo della Sassonia e la procura di Dresda. Il pilota del drone “armato” con l’esplosivo non è stato ancora individuato.
Due anni fa, nel luglio del 2024, un incidente simile si era verificato proprio a Lipsia, dove un pacchetto andò in fiamme poco prima di essere caricato su un aereo merci diretto a Londra. Se fosse esploso a bordo, lo avrebbe fatto precipitare. Nei giorni successivi episodi simili si ripeterono in Polonia e a Birmingham.
Le indagini, un anno dopo, portarono le autorità lituane a sgominare una banda che aveva pianificato attacchi incendiari in diversi paesi europei su incarico dei servizi segreti militari russi. Quindici persone di nazionalità russa, lituana, lettone, estone e ucraina vennero indagate per aver costruito ordigni artigianali nascosti in pacchetti postali e spediti attraverso Dhl e altri servizi di postacelere in diversi Paesi europei e nel Regno Unito. Si trattava ancora di una fase sperimentale: il vero obiettivo sarebbe stato, secondo la procura generale lituana, far esplodere un pacco-bomba su un aereo verso gli Stati Uniti.
Ma nel frattempo due pacchi erano stati spediti nel Regno Unito e altri due in Polonia. Uno di essi era quello andato in fiamme all’aeroporto di Lipsia, mentre un altro era scoppiato su in camion mentre attraversava la Polonia e il quarto non era esploso a causa di un difetto nella miccia.