Schianto a 8.700 km orari sulla Luna: il detrito di un razzo SpaceX impatta dopo un anno e mezzo
di Massimo BasileNEW YORK - Lo spazio è sempre più affollato di detriti, e uno di questi è fuori controllo. Ma non ci saranno rischi per la Terra. Lo stadio superiore di un razzo SpaceX, in viaggio da oltre un anno e mezzo, ha fatto rotta di collisione con la Luna. Il segmento, lungo 12 metri e con una massa di 4500 chilogrammi, che il 15 gennaio 2025 aveva lanciato due lander lunari privati. I dati definitivi sull’impatto devono ancora essere trasmessi.
Il lampo prodotto dalla collisione, della durata inferiore a un secondo, è stato probabilmente troppo debole per essere visto dalla Terra ma il materiale espulso si estenderà per molti chilometri e sarà visibile con i telescopi spaziali. L’impatto può arrivare a scavare un cratere di 27 metri di diametro e 5 metri di profondità, e solleverà una nube di polvere e detriti che gli scienziati, ma anche gli appassionati di astronomia, non vedono l’ora di poter osservare grazie alla tecnologia. Dalla Terra la traiettoria dell’oggetto è sembrata provenire da ovest e colpire il lato visibile della Luna vicino a quella nascosta.
Lo schianto è avvenuto a una velocità di circa 8.700 chilometri orari, pari a sette volte la velocità del suono, nella zona del cratere Einstein, nel lembo occidentale. Le aree del mondo da cui era possibile assistere all’impatto sono gli Stati Uniti orientali, il Canada e gran parte del Sud America. Quello che resta di una parte del razzo Falcon 9 sarà il secondo destinato a schiantarsi sulla Luna in modo non intenzionale. Nel 2022 un segmento del razzo cinese Long March 3C scavò una coppia di crateri sul lato nascosto del satellite.
Durante il programma Apollo, la Nasa, invece, fece schiantare sulla Luna sezioni di razzi e moduli lunari per effettuare misurazioni sismiche. Nel 2009 provocò volutamente l'impatto della sonda LCross e del suo stadio superiore per cercare ghiaccio nei pressi del polo sud lunare. Le immagini raccolte prima e dopo l’impatto di oggi serviranno a capire quanto possano essere pericolosi i detriti spaziali per le future basi lunari e per gli astronauti del programma Artemis.
Con la Luna destinata a diventare una nuova meta dell'esplorazione spaziale, gli scienziati sottolineano l'importanza di migliorare il monitoraggio dei detriti e la gestione del traffico spaziale prima dell'arrivo di numerosi robot e astronauti.
Stati Uniti e Cina si stanno sfidando su chi per primo riuscirà a riportare esseri umani sulla Luna. Le aziende spaziali di Elon Musk, SpaceX, e di Jeff Bezos, Blue Origin, sono in competizione per fornire il veicolo di atterraggio che trasporterà gli astronauti della missione Artemis IV, eredi dei dodici astronauti del programma Apollo che camminarono sulla superficie lunare.
«Questo impatto non rappresenterà un problema», ha confermato l'astrofisico in pensione Jonathan McDowell. «Ma in un futuro in cui esisteranno basi permanenti sulla Luna, collisioni simili potrebbero diventare un rischio. Dobbiamo evitare di lasciare gli stadi dei razzi in orbite caotiche di questo tipo».