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Guerra in Iran, le news del 7 agosto. Fonti Usa: “A breve accordo Iran-Oman su pedaggi a Hormuz”

Guerra in Iran, le news del 7 agosto. Fonti Usa: “A breve accordo Iran-Oman su pedaggi a Hormuz”
Trump: “Teheran vuole l’accordo”. Raid Houthi in Arabia Saudita. Media, Khamenei in condizioni critiche, potrebbe essere in punto di morte
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“Teheran vuole l’accordo e non essere bombardato” ha detto Donald Trump, che ritiene che la guerra finirà "piuttosto presto". Attualmente, l'Iran è in trattative con l'Oman su un accordo per formalizzare una rotta attraverso lo Stretto di Hormuz accettabile per entrambe le parti, incrementando così il transito di navi commerciali. A Gedda firmato un accordo sulla difesa da Arabia Saudita, Turchia e Pakistan. La prima reazione di Teheran: “Non basterà a garantirvi la sicurezza”

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Fonti Usa: “Prevediamo accordo con Oman su Hormuz a breve”

Un alto funzionario americano ha dichiarato a Reuters che Iran e Oman stanno procedendo verso un accordo sulla riscossione dei pedaggi nello Stretto di Hormuz, aggiungendo che "ci aspettiamo un accordo a breve". Allo stesso tempo, il funzionario ha affermato che "una volta raggiunto un accordo che permetta agli scambi commerciali di proseguire senza problemi, gli Stati Uniti revocheranno il blocco dei porti iraniani".

Usa sanziona piattaforma di criptovalute di Dubai per complicità con pasdaran

Gli Stati Uniti hanno sanzionato una piattaforma di scambio di criptovalute non autorizzata e operante in diversi Stati, accusandolo di aver lavorato milioni di dollari in criptovalute per il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano e per altri gruppi legati allo Stato iraniano. La designazione arriva dopo un'inchiesta di Reuters pubblicata il 31 luglio, che aveva identificato l'exchange con sede a Dubai, Shelbit, come il fulcro di un sistema iraniano da 4 miliardi di dollari per eludere le sanzioni. L'inchiesta aveva scoperto che Shelbit ha trasferito criptovalute per conto della banca centrale iraniana, di una delle più grandi reti illegali di gioco d'azzardo online al mondo e verso indirizzi che il governo israeliano aveva collegato all'Irgc. Il dipartimento del Tesoro statunitense ha inoltre sanzionato Siavash Kayvanpour, l'iraniano espatriato che ha fondato Shelbit e una rete di altre società, accusandolo di aver fornito sostegno materiale alle Guardie della Rivoluzione e a Nobitex, il più grande exchange di criptovalute iraniano.

Araghchi esorta i musulmani: “Unitevi contro gli stranieri malintenzionati”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un post su X ha affermato che l'esercito iraniano ha dimostrato la sua capacità di affrontare "l'esercito più costoso del mondo" e ha invitato i musulmani a "restare uniti" contro gli "stranieri malintenzionati".
"Le potenti forze armate iraniane hanno dimostrato la loro prontezza, capacità e forza di fronte all'esercito più costoso del mondo - ha affermato Araghchi -. Quando i musulmani restano uniti, possiamo affrontare a testa alta ogni sfida proveniente da estranei malintenzionati. È tempo di contare solo su noi stessi e di abbracciare la vera fratellanza"

Media, diversi palestinesi feriti in un attacco dei coloni in Cisgiordania

Diversi palestinesi sono rimasti feriti, uno da schegge di proiettile, dopo che coloni israeliani, accompagnati da soldati, hanno fatto irruzione nel villaggio di Beit Furik, nella Cisgiordania occupata. Lo scrive al Jazeera, citando l'agenzia di stampa palestinese Wafa secondo la quale i coloni hanno distrutto una telecamera di sorveglianza e attaccato delle case, mentre le forze israeliane hanno aggredito diversi residenti e picchiato e arrestato un palestinese. Le forze israeliane - prosegue l'emittente satellitare - hanno impedito a un'ambulanza di raggiungere i feriti. Wafa riferisce inoltre che i coloni hanno lanciato un attacco al villaggio di Khirbet al-Himma, costringendo alcuni residenti ad abbandonare le proprie case.

Axios, mediatori Teheran attendono via libera Consiglio Supremo su accordo

Un diplomatico di uno dei paesi mediatori ha riferito ad Axios che il team negoziale iraniano è in attesa dell'approvazione definitiva del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano in merito all'accordo con l'Oman e gli Stati Uniti. "Ci aspettiamo questa approvazione a breve", ha affermato il diplomatico.

Senato Usa approva nuove sanzioni alla Russia e all'Iran

Il Senato ha approvato a larghissima maggioranza un provvedimento per imporre nuove sanzioni a Russia e Iran dopo un iter travagliato durato mesi.
La spinta decisiva è arrivata in seguito alla morte del senatore repubblicano Lindsey Graham. La legge di 61 pagine ribattezzata 'Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act' mira a sanzionare i maggiori acquirenti di petrolio e gas russi. Prevede inoltre ulteriori sanzioni a carico di leader, familiari e oligarchi russi. A seguito di una richiesta dell'ultimo minuto di Donald Trump, il provvedimento estende le sanzioni anche ai settori degli armamenti e dell'energia dell'Iran.

Sharif: “Accordo con Riad e Ankara è scudo di pace per le generazioni a venire”

Il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif si è detto "onorato" di aver firmato un accordo di difesa congiunta alla Mecca insieme al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e al presidente turco Recep Tayyip Erdogan. In un post su X, Sharif ha definito l'accordo uno scudo di pace per le generazioni a venire e ha ringraziato il capo dell'esercito pachistano Asim Munir per aver contribuito a raggiungere il patto. Lo scrive Al Jazeera.

Pezeshkian: “A Washington stessa mentalità che causò Hiroshima e Nagasaki”

“In questo anniversario dei bombardamenti atomici statunitensi su Hiroshima e Nagasaki - tra i più grandi crimini contro l'umanità - coloro che rifiutano quell'orrore devono condannare anche la stessa mentalità a Washington che oggi minaccia di annientare nazioni e distruggere infrastrutture civili. Mai più". Lo ha scritto su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian.

Teheran, la sicurezza del Golfo dovrebbe esser gestita solo dai Paesi della regione

La sicurezza del Golfo e del Medio Oriente dev'essere gestita dai Paesi della regione, senza "interferenze straniere", e le condizioni sembrano essere mature per una ripresa dei colloqui sulla sicurezza con gli Stati del Golfo. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, citato dall'agenzia ufficiale iraniana Irna.

"Le questioni relative alla sicurezza regionale devono essere gestite esclusivamente dai Paesi della regione, senza alcuna interferenza straniera", ha affermato Gharibabadi, riferendo inoltre che Teheran ha documentato presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite attacchi partiti dal territorio di alcuni Paesi vicini, compreso un numero limitato di episodi definiti "attacchi diretti". Secondo Gharibabadi, i Paesi della regione avrebbero ormai compreso che "qualsiasi ulteriore escalation o un prolungamento dell'azione militare minaccerebbe la loro stessa sicurezza".

Bessent: “Oggi o domani accordo apertura Hormuz”

"Potremmo assistere oggi o domani a un accordo che prevedrà l'apertura dello Stretto di Hormuz per un periodo compreso tra 30 e 60 giorni, con conseguente calo dei prezzi dell'energia". Lo afferma il Segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent. Per Bessent "stiamo strangolando economicamente l'Iran, che ha un'inflazione del 150-180% e non riesce a pagare gli stipendi dell'esercito. Lo Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quello che era, perchè gli iraniani lo hanno usato, o hanno cercato di usarlo, come punto strategico di strozzatura" dell'economia.

Riad: “Accordo con Ankara e Islamabad non mira a creare un asse religioso”

"L'accordo non rappresenta alcuna intenzione di costruire un asse militare o un blocco settario-religioso" e "non è legato ad ambizioni nucleari o a una corsa agli armamenti, ma piuttosto alla costruzione di capacità sostenibili e autosufficienti".
Lo scrive su X il viceministro saudita per la diplomazia pubblica, Rayed Krimly, in merito all'accordo di difesa tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia. Lo riporta Al Jazeera. Ha aggiunto che l'accordo non minaccia le "relazioni strategiche dell'Arabia Saudita a livello del Golfo, arabo e internazionale", non sostituisce alcun accordo internazionale esistente né minaccia la sicurezza di altri Paesi

Erdogan: “Patto della Mecca non è contro alcun Paese, aperto anche ad altri”

L'accordo sulla Difesa tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan siglato oggi alla Mecca "non prende di mira alcun Paese ed è aperto alla partecipazione di Paesi fratelli che mirano alla pace, alla prosperità e alla stabilità della nostra regione". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, come riferisce Anadolu. "Questo accordo, basato sulla deterrenza collettiva, contribuirà alla cooperazione in materia di sicurezza e difesa, ai progetti congiunti nell'industria della difesa e alla lotta al terrorismo", ha detto il leader turco che oggi ha firmato alla Mecca l'accordo, insieme al principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, e al premier pachistano, Shehbaz Sharif.
"La Turchia continuerà a perseguire la sua posizione di principio per la risoluzione dei conflitti e delle crisi attraverso il dialogo e la diplomazia, nel rispetto del diritto internazionale", ha detto il leader turco.

Teheran a Riad: “L’accordo non garantirà sicurezza. Riformate le vostre politiche così non dovrete mendicare”

In un primo commento all'accordo di difesa comune tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan, Ebrahim Rezaei, membro della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento iraniano (Majles), ha dichiarato che l'affidamento ad accordi esterni "non costituirà una valvola di sicurezza per Riad". Rezaei ha aggiunto, riportano i media di Teheran, che "i sauditi devono capire che un accordo sulla carta con Turchia e Pakistan non garantirà loro la sicurezza, proprio come non l'hanno fornita gli anni di ospitalità unilaterale agli americani". Rivolgendosi direttamente ai sauditi, ha proseguito: "Riformate le vostre politiche, così non sarete costretti a mendicare la sicurezza dagli altri".

Raid Houthi su Marib, due civili morti e quattordici feriti

È di almeno due civili morti e 14 feriti il bilancio dei bombardamenti dei ribelli Houthi contro i quartieri residenziali e i campi profughi nella città yemenita sotto controllo governativo di Marib. Ad annunciarlo è stato il ministro della Salute yemenita, Qasim Buhaibeh su X.

Capo Shin Bet: “Per Hamas la roadmap a Gaza è una vittoria”

Il direttore dello Shin Bet, David Zini, ha messo in guardia i ministri del gabinetto politico e di sicurezza contro la roadmap presentata dal Board of Peace su Gaza, affermando che per Hamas questa viene considerata una vittoria politica. "Hamas definisce la firma della roadmap un '7 ottobre diplomatico'", ha affermato Zini, secondo quanto riportato da fonti presenti a Yedioth Ahronoth. Quanto all'accordo sul disarmo, "si tratta di un vero e proprio inganno ai nostri danni. L'obiettivo di Hamas è guadagnare tempo, pensando che non li attaccheremo fino a dopo le elezioni", ha dichiarato il capo dello Shin Bet.

Accordo Arabia Saudita – Turchia – Pakistan: “L’aggressione contro uno è contro tuti”

L'accordo di difesa firmato a Gedda da Pakistan, Turchia e Arabia Saudita "mira a rafforzare la deterrenza collettiva contro qualsiasi atto di aggressione e stabilisce che ogni attacco armato contro uno dei tre Stati sarà considerato un attacco contro tutti". Lo ha reso noto il ministero degli Esteri pakistano, dopo la firma del patto da parte dei leader dei tre Paesi.

Firmato patto sulla difesa tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan

Un accordo sulla difesa tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan è stato firmato a Gedda dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, e il premier pachistano, Shabbaz Sharif. Lo riporta la tv di Stato turca Trt.

Fonte vicina a esercito Riad, 'la coalizione non starà a guardare i raid Houthi'

Una fonte vicina all'esercito saudita ha dichiarato che la coalizione a guida saudita che sostiene il governo yemenita dal 2015 non "rimarrà a guardare" mentre i ribelli Houthi intensificano i loro attacchi contro le truppe yemenite. "La coalizione non cerca un'escalation, ma non permetteremo che l'attuale equilibrio di potere sul campo venga modificato", ha aggiunto la fonte, parlando a condizione di anonimato.

Trump: “L’Iran vuole l’accordo e non essere bombardato”

L'Iran cerca un'intesa con gli Stati Uniti. A ribadirlo è stato il presidente americano Donald Trump, intervistato da Punchbowl News. "Vogliono un accordo. ovvio, non vogliono essere bombardati", ha detto.

Erdogan a Gedda per trilaterale con Arabia Saudita e Pakistan

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è arrivato nella città saudita di Gedda. A darne notizia sono i media sauditi. La visita sarà occasione di un vertice delle tre grandi potenze a maggioranza sunnita della regione, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan, rappresentato quest'ultimo dal premier Mohammed Shehbaz Sharif. Al centro dell'incontro la crisi iraniana con le minacce delle milizie sciite in Yemen e Iraq contro Riad e la firma di un accordo di difesa.

Media, difesa aerea yemenita abbatte diversi droni Houthi su Marib

La difesa aerea yemenita ha abbattuto alcuni droni Houthi su Marib, nello Yemen centrale: lo riporta Al Jazeera citando la TV di Stato.

Media: Khamenei in condizioni critiche, potrebbe essere in punto di morte

La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei non ha mai incontrato alcun membro del governo iraniano dagli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele che hanno ucciso suo padre e predecessore, Ali Khamenei. Lo hanno riferito a IranWire, un sito web vicino all'opposizione, due fonti anonime vicine all'amministrazione del presidente Masoud Pezeshkian, secondo cui "nelle più alte sfere del regime circolano voci secondo cui si troverebbe in condizioni estremamente critiche e potrebbe morire da un momento all'altro". Una delle fonti avrebbe dichiarato: "Non ci sorprenderemmo se presto venissimo a conoscenza della notizia del suo martirio". Da quando è diventato Guida Suprema, Mojtaba Khamenei non ha fatto alcuna apparizione pubblica e non sono state trasmesse registrazioni di suoi discorsi, ma solo dichiarazioni scritte a lui attribuite dai media statali. Secondo alcune fonti, sarebbe rimasto ferito e forse sfigurato durante l'attentato in cui perse la vita suo padre, e da allora si è nascosto, comunicando con altri alti funzionari del regime attraverso una lenta rete di intermediari per evitare di essere preso di mira. Lo stesso Pezeshkian ha dichiarato in un'intervista trasmessa mercoledì dalla televisione di Stato che al momento l'interazione con Khamenei è "molto difficile".

Media: “Idf feriscono palestinese di 80 anni, è cittadino americano”

Secondo quanto riportato dai media palestinesi, Khamis Jabara, un palestinese di 80 anni, sarebbe rimasto ferito ieri dopo essere stato presumibilmente picchiato da soldati delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) nel villaggio di Turmus Ayya, in Cisgiordania. Lo scrive il Times of Israel, secondo cui in un video che circola sui social si afferma che l'uomo sarebbe cittadino statunitense.

Calciatrici iraniane ottengono cittadinanza australiana: “Orgogliose”

Due calciatrici della nazionale dell'Iran, in Australia dove hanno giocato nella Asian Cup in marzo, si sono dette orgogliose di aver ottenuto la cittadinanza australiana, dopo essere state chiamate traditrici in patria per aver rifiutato di cantare l'inno nazionale prima di una partita.
Fatemeh Pasandideh e Atefeh Ramezanisadeh sono parte di un gruppo di sette della delegazione iraniana che hanno chiesto la protezione dell'Australia dopo la protesta durante la Asian Cup femminile di calcio in marzo.

Al-Jazeera: “Almeno 51 palestinesi feriti da raid israeliano in Cisgiordania”

Un raid israeliano "su vasta scala" nel campo profughi di Qalandiya, nella Cisgiordania, ha ferito almeno 51 palestinesi, secondo quanto riferito dal Governatorato di Gerusalemme ad Al Jazeera. Ieri le forze israeliane hanno demolito negozi vicino al checkpoint di Qalandiya, prima di imporre il coprifuoco nella vicina città di Kafr Aqab e di bloccare le strade che collegano la zona a Gerusalemme. La Mezzaluna Rossa Palestinese ha dichiarato che 35 persone sono state ricoverate in ospedale a seguito di gravi percosse e altre sei sono state medicate sul posto. Una persona è stata colpita da un proiettile di acciaio rivestito di gomma. Altre sei hanno subito danni da gas lacrimogeni

Parlamento di Teheran discute legge per rafforzare controllo Hormuz

l Parlamento di Teheran ha avviato la discussione di una bozza di legge volta a rafforzare il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars.
In base alla proposta di legge, ai paesi ostili, come gli Stati Uniti e Israele, sarà vietato il transito attraverso lo stretto. Il disegno di legge prevede sanzioni per coloro che violeranno tale divieto. Iran e Oman intanto sono giunti alla fase finale della stesura di un accordo temporaneo per regolamentare il passaggio delle navi commerciali nello Stretto di Hormuz, mentre resta in vigore il blocco navale statunitense dei porti meridionali dell'Iran

Media: “Telefonata Bin Salman-Macron su Medio Oriente e Mar Rosso”

Secondo l'agenzia di stampa saudita Spa, citata da Al-Jazeera, il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman ha discusso telefonicamente con il presidente francese Emmanuel Macron della situazione in Medio Oriente e della libertà di navigazione nel Mar Rosso. L'agenzia ha inoltre riferito che i due leader hanno parlato di sforzi congiunti per rafforzare la stabilità nella regione e garantire la sicurezza in seguito agli attacchi contro obiettivi sauditi da parte del gruppo Houthi yemenita, legato all'Iran.

Wsj: “Trump ordina indagine su fuga notizie scorte munizioni sotto pressione”

Donald Trump ha ordinato nuove indagini sulle rivelazioni relative alle scorte di munizioni sotto pressione del Pentagono, intensificando gli sforzi contro la fuga di notizie compromettenti sulla guerra con l'Iran.
Il tycoon, scrive il Wall Street Journal, ha avanzato la richiesta dopo settimane di titoli di giornale sui livelli di munizioni scesi a livelli preoccupanti, secondo funzionari dell'amministrazione, malgrado le rassicurazioni dell'amministrazione sul fatto che gli Usa abbiano ciò che serve per combattere Teheran e potenze mondiali come Russia e Cina.La frustrazione di The Donald per la guerra è cresciuta a causa delle poche opzioni valide per costringere Teheran a smantellare il suo programma nucleare o, più in generale, a porre fine al conflitto.

Fonti saudite: “Oggi firma patto di mutua difesa con Turchia e Pakistan”

L'Arabia Saudita, il Pakistan e la Turchia firmeranno oggi a Gedda un accordo di mutua difesa: lo hanno detto all'Afp fonti vicine all'esercito e al governo dell'Arabia Saudita. Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif si incontreranno nella città saudita per un vertice tra i tre paesi musulmani sunniti. "La questione è in discussione da molto tempo, ma i recenti sviluppi nella regione hanno accelerato il ritmo", ha detto all'Afp una fonte vicina all'esercito, che ha voluto rimanere anonima.

Il capo della Casa Bianca: “Io coinvolto nei negoziati, lo Stretto potrebbe riaprire presto”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che lo Stretto di Hormuz, arteria marittima cruciale bloccata da Teheran dall'inizio della guerra contro l'Iran, potrebbe riaprire "presto". Inoltre ha aggiunto che le discussioni sulla questione stanno procedendo "molto bene" e ha aggiunto: "Sono coinvolto nei negoziati". "Potrebbe accadere presto", ha detto riguardo alla riapertura dello Stretto.

Trump: “Abbiamo quantità illimitate di munizioni”

Donald Trump assicura che gli Stati Uniti non hanno alcun problema riguardo alla disponibilità di missili e munizioni, come invece riferito da diversi media Usa. Il presidente ha lamentato che gli YUsa, in questi anni, hanno fornito "una quantità enorme di materiale all'Ucraina". E tuttavia, ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, "abbiamo certi tipi di munizioni molto potenti di cui disponiamo in quantità illimitate, o quasi. Per altre tipologie la disponibilità è un po' più limitata, ma ne stiamo ricevendo nuove forniture quotidianamente". "Siamo in ottima forma. Abbiamo letteralmente quantità enormi di munizioni", ha aggiunto.

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