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Berlino riapre il fronte richiedenti asilo: “Verranno espulsi verso l’Italia”

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La mossa del cancelliere Merz: Roma dovrà riprendere chi è arrivato nella Ue dal nostro Paese. Così la Germania riavvia le espulsioni ferme dal 2022. Ma con Meloni sono entrati in 340mila
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BERLINO – Nel bel mezzo delle reazioni spropositate di Giorgia Meloni alla crisi di Ceuta - dichiarata “chiusa” e “senza un migrante arrivato in Europa” persino dalla Ue - e al suo personalissimo duello politico contro il premier socialista Pedro Sánchez, dalla Germania del suo grande alleato Friedrich Merz arriva una notizia. In affanno per i sondaggi che danno l’ultradestra Afd in ascesa irresistibile, Berlino ha deciso di applicare la sua linea dura sui migranti anzitutto nei confronti dell’Italia. Il 19 agosto la prima richiedente asilo da quasi quattro anni sarà respinta nel nostro Paese: è una cittadina somala di 22 anni, Abdirisaq Warsame, arrivata in Germania a marzo. Ed è solo l’inizio.

In base alle rego…

BERLINO – Nel bel mezzo delle reazioni spropositate di Giorgia Meloni alla crisi di Ceuta - dichiarata “chiusa” e “senza un migrante arrivato in Europa” persino dalla Ue - e al suo personalissimo duello politico contro il premier socialista Pedro Sánchez, dalla Germania del suo grande alleato Friedrich Merz arriva una notizia. In affanno per i sondaggi che danno l’ultradestra Afd in ascesa irresistibile, Berlino ha deciso di applicare la sua linea dura sui migranti anzitutto nei confronti dell’Italia. Il 19 agosto la prima richiedente asilo da quasi quattro anni sarà respinta nel nostro Paese: è una cittadina somala di 22 anni, Abdirisaq Warsame, arrivata in Germania a marzo. Ed è solo l’inizio.

In base alle regole europee e il regolamento di Dublino, essendo l’Italia il primo Paese dell’Ue dov’è approdata, è lì che Warsame avrebbe dovuto chiedere asilo, e non in Germania. Ma da quasi quattro anni, ossia dal 5 dicembre del 2022, il governo di Giorgia Meloni aveva sempre rifiutato di riprendersi i cosiddetti “dublinanti” brandendo un’“emergenza nazionale”. Migliaia di richiedenti asilo erano rimasti da allora in Germania, incerti del loro destino. E migliaia continuavano ad arrivare, nel frattempo, dall’Italia. Com’è noto, dall’inizio del governo Meloni ben 340mila migranti sono arrivati nel nostro Paese. E molti, come Abdirisaq Warsame, sono arrivati in Italia solo per poter proseguire il loro viaggio in direzione Francoforte, Monaco o Amburgo.

Certo, nel frattempo un’intesa sottoscritta da Roma e Berlino a dicembre del 2025 ha deciso il colpo di spugna sui casi pregressi dei “dublinanti” rimasti in Germania. Ma solo in attesa dell’entrata in vigore della Riforma dell’asilo europeo - e la ripresa dei loro trasferimenti nei Paesi di primo approdo. Così, un portavoce del ministero dell’Interno tedesco spiega a Repubblica che per i “dublinanti” arrivati quest’anno, la Germania ha intenzione di applicare rigorosamente le regole europee. Intende respingerli in Italia. E non solo.

«Un sistema di Dublino funzionante è la premessa per il successo della Riforma dell’asilo europeo (Geas)», ci fa sapere il portavoce. «La Germania si aspetta che i trasferimenti in Italia e Grecia vengano ripristinati dalla data suddetta», ossia dal 12 giugno, giorno dell’entrata in vigore delle nuove regole europee per l’asilo. Il portavoce ricorda, inoltre, che nell’autunno del 2025 l’Italia e la Grecia «hanno accettato nell’ambito di accordi bilaterali con la Germania» «di implementare di nuovo il Regolamento di Dublino a partire dall’entrata in vigore del Geas». E il ministero guidato dal cristianosociale Alexander Dobrindt si aspetta dai partner Ue, dunque, «modalità di trasferimento vincolanti e praticabili e una cornice legale dettagliata per i trasferimenti volontari come modalità di respingimento antiburocratica ed efficiente». Berlino si aspetta esplicitamente che dall’Italia e dagli altri Paesi di primo approdo non le vengano messi i bastoni tra le ruote.

Quanto al numero dei “dublinanti” che dovrebbero essere trasferiti in Italia, il portavoce del ministero dell’Interno tedesco precisa che «dipende da molti fattori». E non commenta il singolo caso, ossia il respingimento della somala Abdirisaq Warsame. Non è ancora possibile, insomma, fare previsione su quante persone saranno respinte esattamente nel nostro Paese. Quel che è certo, però, è che a Berlino la musica è cambiata.

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