È rimasto solo Trump a ritenere la ripresa della guerra con l’Iran un’opzione valida, efficace e praticabile. I vertici militari, secondo quanto riporta la Cnn, stanno cercando un modo per venir fuori dal pantano mediorientale in cui li ha trascinati il tycoon. Il capo dello Stato maggiore congiunto, il generale John Daniel Caine, lo sta dicendo da settimane ai consiglieri che frequentano la Casa Bianca: serve «una via d’uscita», perché l’escalation del conflitto — ipotesi sul tavolo visti lo stallo del negoziato sulla tregua e il blocco dello Stretto di Hormuz — potrebbe ritorcersi contro gli Stati Uniti. Oltretutto, ha osservato Caine, non è possibile raggiungere gli obiettivi strategici fissati da Trump con la sola forza degli attacchi aerei.
L’allarme del generale, rivelato dall’emittente americana che ha parlato con tre fonti qualificate, è condiviso da altri comandanti. Caine ne avrebbe discusso con il direttore della Cia John Ratcliffe, il Segretario di Stato Marco Rubio e il v…
È rimasto solo Trump a ritenere la ripresa della guerra con l’Iran un’opzione valida, efficace e praticabile. I vertici militari, secondo quanto riporta la Cnn, stanno cercando un modo per venir fuori dal pantano mediorientale in cui li ha trascinati il tycoon. Il capo dello Stato maggiore congiunto, il generale John Daniel Caine, lo sta dicendo da settimane ai consiglieri che frequentano la Casa Bianca: serve «una via d’uscita», perché l’escalation del conflitto — ipotesi sul tavolo visti lo stallo del negoziato sulla tregua e il blocco dello Stretto di Hormuz — potrebbe ritorcersi contro gli Stati Uniti. Oltretutto, ha osservato Caine, non è possibile raggiungere gli obiettivi strategici fissati da Trump con la sola forza degli attacchi aerei.
L’allarme del generale, rivelato dall’emittente americana che ha parlato con tre fonti qualificate, è condiviso da altri comandanti. Caine ne avrebbe discusso con il direttore della Cia John Ratcliffe, il Segretario di Stato Marco Rubio e il vice presidente J.D. Vance. Quale sia stata la loro reazione non è chiaro, perché ufficialmente sono tutti convinti sostenitori delle scelte di Trump. Il portavoce di Caine non ha voluto commentare quelle che ha definito «descrizioni anonime, e di parte, di colloqui a cui le fonti non hanno partecipato». La Casa Bianca si è limitata a rinnovare la massima stima nel generale.
A Hormuz, però, le petroliere sono ancora ferme. E quelle che provano a passare vengono bombardate, come è successo ieri a un tanker degli Emirati arabi. L’Iran e l’Oman hanno entrambi segnalato di essere vicini a un accordo sulla gestione dello Stretto, ma il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha subordinato la riapertura «ad altre condizioni», tra cui un risarcimento da parte degli Stati Uniti. Il consigliere per gli Affari internazionali della Guida Suprema iraniana ha intimato a Usa e Israele di andarsene dall’area. «La sconfitta degli Stati Uniti e del regime sionista ha rafforzato la convinzione che le forze straniere, la principale causa di insicurezza, debbano lasciare la regione», ha detto Ali Akbar Velayati.
I media statali iraniani, poi, hanno diffuso un video non datato di Mojtaba Khamenei, che non appare in pubblico da quando ha assunto la massima carica politica e religiosa del Paese. Il filmato lo mostra mentre tiene una lezione religiosa ma sembra risalire a un periodo precedente alla guerra. Di sicuro non basterà a spegnere i rumors che lo descrivono in fin di vita e, dunque, impossibilitato a dettare la linea ai governanti della Repubblica islamica.