Brexit, calo degli stranieri alle università: da Oxford a Cambridge ora è più facile entrare
di Enrico FranceschiniLONDRA – Subito dopo quelle americane, sono considerate le università migliori del mondo. Eppure, quest’anno 17 dei 24 istituti accademici del Russell Group, l’associazione che riunisce le più prestigiose università britanniche, tra cui Oxford e Cambridge, hanno facilitato i criteri per le iscrizioni, abbassando i voti minimi che uno studente deve ottenere nell’ultimo anno di scuola per poter fare domanda.
Il motivo è che le università britanniche sono a corto di soldi, a causa del calo delle iscrizioni da parte degli studenti stranieri, conseguenza delle limitazioni imposte all’immigrazione. Dopo la Brexit, per esempio, sono drasticamente calate le iscrizioni di studenti dall’Unione Europea, perché non possono più pagare una retta pari a quella degli studenti britannici (circa 10 mila sterline l’anno) e devono pagare più del doppio, né possono più usufruire dei prestiti agevolati a cui avevano diritto, esattamente come gli studenti britannici, prima della Brexit: una situazione solo …
LONDRA – Subito dopo quelle americane, sono considerate le università migliori del mondo. Eppure, quest’anno 17 dei 24 istituti accademici del Russell Group, l’associazione che riunisce le più prestigiose università britanniche, tra cui Oxford e Cambridge, hanno facilitato i criteri per le iscrizioni, abbassando i voti minimi che uno studente deve ottenere nell’ultimo anno di scuola per poter fare domanda.
Il motivo è che le università britanniche sono a corto di soldi, a causa del calo delle iscrizioni da parte degli studenti stranieri, conseguenza delle limitazioni imposte all’immigrazione. Dopo la Brexit, per esempio, sono drasticamente calate le iscrizioni di studenti dall’Unione Europea, perché non possono più pagare una retta pari a quella degli studenti britannici (circa 10 mila sterline l’anno) e devono pagare più del doppio, né possono più usufruire dei prestiti agevolati a cui avevano diritto, esattamente come gli studenti britannici, prima della Brexit: una situazione solo parzialmente arginata dalla decisione del governo laburista britannico di ripristinare l’Erasmus, l’accordo di scambi studenteschi fra il Regno Unito e la Ue.
In totale, nell’anno accademico 2025-’26 il numero di studenti stranieri nelle università britanniche è sceso del 10 per cento. E praticamente di pari passo, 55 fra le maggiori università del Regno Unito si sono trovate con un bilancio in rosso, per un passivo collettivo di 500 milioni di sterline (quasi 600 milioni di euro). Per rimediare almeno in parte, la maggioranza delle università del Russell sono diventate “più flessibili” sulle norme per l’ammissione, rivela una ricerca del Sunday Times. “Meno studenti fanno domanda di iscrizione dall’estero e le università tagliano i voti minimi per l’iscrizione di studenti britannici”, afferma il quotidiano londinese.
L’università di Cardiff, che richiedeva tre voti di livello B (equivalente a “buono”) nelle materie principali, ha cominciato ad accettare studenti con un B e due C (equivalente a “sufficiente”). La Durham University è passata dalla richiesta minima di due A (“ottimo”) a un A e due B. Il King’s College da due A e un B è passato ad accettare l’iscrizione di studenti con tre B. E così via. Il calo più vistoso di richieste di iscrizione, indica il Sunday Times, è nel campo delle facoltà linguistiche e umanistiche, con un meno 17 per cento da un anno all’altro. Gli aumenti più considerevoli si sono verificate per le facoltà di giurisprudenza (+23 per cento), Scienze matematiche (+ 25) e Ingegneria e tecnologia (+46).