NEW YORK - L’Ice, la polizia anti-migranti americana, doterà tutti i suoi agenti di bodycam - le telecamere che si tengono addosso – entro i primi di settembre. Un adempimento alla richiesta che associazioni e politici democratici avanzavano da mesi, tanto più dopo le troppe sparatorie mortali e dalle dinamiche ambigue: non solo quelle di Minneapolis dove a essere uccisi sono stati Renée Nicole Good, il 7 gennaio, e Alex Pretti, il 24 gennaio. “Incidenti” fatali durante gli arresti sono avvenuti anche di recente: a luglio l’Ice ha ucciso Lorenzo Salgado Araujo a Houston (Texas) e Johan Sebastián Durán Guerrero a Biddeford (Maine). Episodi talmente gravi da spingere a sospendere temporaneamente i controlli stradali operati da loro, intensificando la pressione per una maggior trasparenza.
Se è davvero un passo avanti, però, è tutto da stabilire. L’agenzia, infatti, manterrà ampio controllo su quei filmati, che verranno resi pubblici solo nel «miglior interesse» degli agenti. Il suo dire…
NEW YORK - L’Ice, la polizia anti-migranti americana, doterà tutti i suoi agenti di bodycam - le telecamere che si tengono addosso – entro i primi di settembre. Un adempimento alla richiesta che associazioni e politici democratici avanzavano da mesi, tanto più dopo le troppe sparatorie mortali e dalle dinamiche ambigue: non solo quelle di Minneapolis dove a essere uccisi sono stati Renée Nicole Good, il 7 gennaio, e Alex Pretti, il 24 gennaio. “Incidenti” fatali durante gli arresti sono avvenuti anche di recente: a luglio l’Ice ha ucciso Lorenzo Salgado Araujo a Houston (Texas) e Johan Sebastián Durán Guerrero a Biddeford (Maine). Episodi talmente gravi da spingere a sospendere temporaneamente i controlli stradali operati da loro, intensificando la pressione per una maggior trasparenza.
Se è davvero un passo avanti, però, è tutto da stabilire. L’agenzia, infatti, manterrà ampio controllo su quei filmati, che verranno resi pubblici solo nel «miglior interesse» degli agenti. Il suo direttore ha cioè la facoltà di rilasciare registrazioni che riflettano positivamente l'immagine dell'agenzia, mantenendo invece segrete quelle che li danneggiano, stando a quanto affermato da esperti in materia dopo aver letto le regole che si è data appunto l’Ice. «In un certo senso, stanno dicendo apertamente che le telecamere indossabili verranno usate per presentare al pubblico le loro azioni nel modo più favorevole possibile», commenta il professor Christopher Schneider della Brandon University, coautore del libro Police Body-Worn Cameras: Media and the New Discourse of Police Reform parlandone all’Ap.
Gli agenti dovranno attivarle durante le loro attività: arresti, perquisizioni e interventi in situazioni di emergenza che siano. In caso di incidenti o scontri, le riprese verranno sottoposte a un comitato composto da alti funzionari e avvocati dell'Ice che esamineranno le immagini e raccomanderanno se divulgarle tempestivamente o meno. In caso di risposta affermativa, i video saranno diffusi entro 72 ore. Se invece si riscontrano «circostanze specifiche e impellenti» che giustificano la secretazione, le immagini saranno bloccate e la loro diffusione quanto meno ritardata.
Una circostanza, in realtà, negata dal direttore ad interim dell’Ice David Venturella: «Si sta facendo confusione», ha affermato, chiarendo che «le linee guida hanno lo scopo di stabilire se i filmati possono essere diffusi con procedura accelerata o se bisogna definire con le autorità il momento più opportuno per mostrarli per non compromettere eventuali indagini o la privacy dei soggetti». Un approccio che rispecchia le politiche di altre agenzie federali di contrasto ed è pienamente conforme al Freedom of Information Act e al Privacy Act». Sotto la sua guida, ha aggiunto, l’agenzia «si è impegnata alla trasparenza e alla responsabilità». E chissà se contribuiranno a fermare la lunga scia di morti per mano di agenti un po' troppo zelanti.