Teheran rimette ordine nella sua catena di comando militare, ancora segnata dalle perdite subite nei cinque mesi di guerra con Usa e Israele. Con sei decreti separati la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha nominato i nuovi vertici delle forze armate e dei Pasdaran, completando un rimpasto che in alcuni casi formalizza incarichi già assunti durante il conflitto. Il generale Ali Abdollahi diventa capo di Stato maggiore, con Kioumars Heydari come vice. Ahmad Vahidi è promosso maggior generale e confermato comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione, affiancato da Mostafa Izadi. Ali Azmaei guiderà la Marina dei Pasdaran e Hossein Taeb, ex capo dell’intelligence dell’Irgc, torna alla guida della forza paramilitare Basij.
Le nomine Abdollah…
Teheran rimette ordine nella sua catena di comando militare, ancora segnata dalle perdite subite nei cinque mesi di guerra con Usa e Israele. Con sei decreti separati la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha nominato i nuovi vertici delle forze armate e dei Pasdaran, completando un rimpasto che in alcuni casi formalizza incarichi già assunti durante il conflitto. Il generale Ali Abdollahi diventa capo di Stato maggiore, con Kioumars Heydari come vice. Ahmad Vahidi è promosso maggior generale e confermato comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione, affiancato da Mostafa Izadi. Ali Azmaei guiderà la Marina dei Pasdaran e Hossein Taeb, ex capo dell’intelligence dell’Irgc, torna alla guida della forza paramilitare Basij.
Le nomine Abdollahi, Vahidi e Azmaei ratificano di fatto posizioni già ricoperte. Più significativo il ritorno di Taeb, figura di lungo corso dell’apparato di sicurezza iraniano, che aveva già diretto la milizia dei Basij prima di passare per oltre un decennio alla guida dell’intelligence dei Pasdaran.
Il riassetto militare arriva a poche ore da un altro cambio ai vertici della sicurezza. Mohsen Rezaei, 71 anni, ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione durante gran parte della guerra Iran-Iraq, è stato nominato segretario del consiglio supremo per la sicurezza nazionale al posto di Mohammad Bagher Zolghadr, rimasto nell’incarico appena pochi mesi. Khamenei ha contemporaneamente indicato Rezaei come proprio rappresentante nel consiglio, mentre Zolghadr diventerà suo consigliere politico.
Nessuna spiegazione ufficiale per l’avvicendamento in un organo così essenziale. Il consiglio, infatti, formalmente presieduto dal presidente Masoud Pezeshkian, è l’organismo che coordina sicurezza e politica estera e nel quale siedono esponenti del governo, dei servizi e delle forze armate. Rezaei, considerato vicino alla Guida, negli ultimi mesi ha mantenuto posizioni particolarmente rigide nei confronti degli Usa.
Assieme al nuovo organigramma, Teheran ha cercato di dissipare anche i dubbi sulle condizioni dello stesso Mojtaba Khamenei. Pezeshkian ha raccontato di aver trascorso quasi sette ore con la Guida discutendo di economia, sanzioni, occupazione, casa e politica estera. «Era in piena salute», ha assicurato il presidente, aggiungendo che Khamenei ha insistito soprattutto sulla necessità di mantenere l’unità interna.
La precisazione non è secondaria. Khamenei non appare in pubblico dal bombardamento del 28 febbraio nel quale furono uccisi il padre e predecessore Ali Khamenei e altri membri della famiglia. Da quando è diventato Guida Suprema si sono diffuse illazioni su gravi ferite che avrebbe riportato, alimentate anche dal fatto che da allora ha comunicato soprattutto attraverso messaggi scritti, senza nuove immagini o registrazioni della sua voce.