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Sisma in Colombia, gli esperti: “Non c’è alcun collegamento con il terremoto del Venezuela”

(afp)

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“Questo evento è stato molto profondo, più di cento chilometri, altrimenti avrebbe causato ancora più danni”
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La stessa tenaglia che ha creato le Ande ha causato ieri il terremoto in Colombia. La placca di Nazca e quella del Sudamerica sono come due lottatori di sumo che si spingono l’uno contro l’altro. Nazca, larga duemila chilometri, comprende una fetta di Pacifico fino all’Isola di Pasqua. La placca sudamericana, larga almeno il doppio, si estende per tutta l’America del Sud fino a metà Atlantico. Nella spinta, Nazca finisce sotto al Sudamerica: è quella che i geologi definiscono subduzione.

La placca di Nazca, chiamata come l’antica civiltà peruviana, viene spinta fino a 250 chilometri di profondità, secondo alcuni a 700, sollevando le Ande, creando alcuni fra i vulcani più attivi del mondo e causando terremoti. Quello di ieri per i geologi è stato un eve…

La stessa tenaglia che ha creato le Ande ha causato ieri il terremoto in Colombia. La placca di Nazca e quella del Sudamerica sono come due lottatori di sumo che si spingono l’uno contro l’altro. Nazca, larga duemila chilometri, comprende una fetta di Pacifico fino all’Isola di Pasqua. La placca sudamericana, larga almeno il doppio, si estende per tutta l’America del Sud fino a metà Atlantico. Nella spinta, Nazca finisce sotto al Sudamerica: è quella che i geologi definiscono subduzione.

La placca di Nazca, chiamata come l’antica civiltà peruviana, viene spinta fino a 250 chilometri di profondità, secondo alcuni a 700, sollevando le Ande, creando alcuni fra i vulcani più attivi del mondo e causando terremoti. Quello di ieri per i geologi è stato un evento da manuale, avvenuto a circa 400 chilometri dalla costa, dove le Ande cominciano a diventare ripide. «Per fortuna è stato profondo, poco più di cento chilometri, altrimenti avrebbe causato più danni», spiega Carlo Doglioni, che per dieci anni è stato presidente dell’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e oggi è vicepresidente dell’Accademia dei Lincei.

«In queste zone i terremoti avvengono molto in profondità, tra 70 e oltre 200 chilometri. Questo fa si che vengano percepiti in aree vaste, ma che causino danni minori rispetto alle scosse superficiali» aggiunge Carlos Alberto Vargas Jimenez, direttore del Gruppo di Ricerca Geofisica all’università di Bogotà. In effetti, ha spiegato il direttore del Servizio Geologico Colombiano Julio Fierro Morales, «la scossa è stata sentita in tutta la Colombia, ma anche in Venezuela, Ecuador e Panama». Era dal 1979 che il paese non subiva un terremoto così forte, ha aggiunto Morales, ricordando il precedente del 1979 di magnitudo 7.2. «Lo scontro tra le placche di Nazca e del Sudamerica – aggiunge Doglioni - ha provocato nel corso della storia alcuni dei terremoti più violenti della Terra, incluso il più forte mai misurato. A Valdivia, in Cile, nel 1960 si è raggiunta una magnitudo di 9.5. Equivale a un’intensità mille volte maggiore rispetto a ieri».

Per la scossa in Colombia l’Usgs, il servizio geologico americano, stima un numero di vittime tra 100 e 1.000. Il bilancio sarà probabilmente meno pesante del doppio terremoto che ha colpito la regione di La Guaira, in Venezuela, il 24 giugno, con due scosse molto vicine di magnitudo 7.2 e 7.5. «In termini di intensità i sismi di Venezuela e Colombia sono stati simili, ma i meccanismi che li hanno generati sono completamente diversi, così come le profondità» spiega Héctor Mora-Páez, presidente della commissione geofisica dell’Istituto Panamericano di Storia e Geografia. «In Colombia la subduzione della placca di Nazca sotto a quella sudamericana procede, secondo i dati geodetici che raccogliamo, a una velocità di 53 millimetri all’anno e la scossa è avvenuta attorno ai cento chilometri di profondità. In Venezuela la scossa era avvenuta tra 20 e 30 chilometri». Questa differenza si riflette nella stima delle vittime, che a La Guaira supera i 5mila.

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«Fra il terremoto in Venezuela e quello in Colombia non c’è collegamento» conferma Doglioni. «Nel primo caso la placca del Sudamerica e quella di Nazca si spostano entrambe verso ovest, ma la prima è più veloce della seconda, e questo provoca la subduzione. Quel che avviene in Venezuela invece è lo slittamento laterale di 2 centimetri all’anno fra la placca del Sudamerica che va verso ovest e quella dei Caraibi, che si trova al suo margine nord. Sulla Terra i terremoti intorno a 7.5 sono una ventina all’anno, ma in Venezuela non si raggiungono magnitudo alte come quelle di cui è capace la parte occidentale del Sudamerica».

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