Il dittatore fuggito è stato condannato a morte. In contumacia. E con lui, il suo clan, gli uomini che per conto del regime, e per anni, hanno organizzato torture, omicidi e la repressione di quei giovani che a Daraa nel 2011 coniarono lo slogan «jaak al door ya doctor», è arrivato il tuo turno dottore, senza sapere che stavano scrivendo sui muri l’incipit di una rivoluzione. Sfociata poi in tred…