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La startup di Selena Gomez accusata di frode: gli investitori fanno causa alla popstar

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“Siamo stati ingannati sulle prospettive e sui progetti della società”, sostengono. Wondermind, lanciata nel 2021, si occupava di salute mentale e benessere psicofisico
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Un’app per prendersi cura della propria salute mentale un passo alla volta, attraverso azioni semplici e alla portata di tutti. Dietro il progetto Selena Gomez, popstar e attrice americana che del “kill them with kindness” ha fatto la sua bandiera. Peccato, però, che la startup Wondermind, fondata nel 2021, non abbia mantenuto le promesse, non dimostrandosi all’altezza dei suoi nobili intenti. Cinque investitori, infatti, sostengono di essere stati ingannati quando nel 2022 decisero di puntare sull'azienda portando Gomez, accusata di frode, dai grandi schermi al centro di una diatriba legale.

Le accuse

“Siamo stati ingannati sulle prospettive e i progetti della società”, sostengono i querelanti che nel complesso hanno investito circa un milione e mezzo di dollari. La denuncia è stata presentata il 13 agosto davanti…

Un’app per prendersi cura della propria salute mentale un passo alla volta, attraverso azioni semplici e alla portata di tutti. Dietro il progetto Selena Gomez, popstar e attrice americana che del “kill them with kindness” ha fatto la sua bandiera. Peccato, però, che la startup Wondermind, fondata nel 2021, non abbia mantenuto le promesse, non dimostrandosi all’altezza dei suoi nobili intenti. Cinque investitori, infatti, sostengono di essere stati ingannati quando nel 2022 decisero di puntare sull'azienda portando Gomez, accusata di frode, dai grandi schermi al centro di una diatriba legale.

Le accuse

“Siamo stati ingannati sulle prospettive e i progetti della società”, sostengono i querelanti che nel complesso hanno investito circa un milione e mezzo di dollari. La denuncia è stata presentata il 13 agosto davanti a un tribunale federale del Delaware e, oltre alla cantante, coinvolge anche la madre, Mandy Teefey, e l'ex socia Daniella Pierson.

Al centro della vicenda ci sono le promesse fatte agli investitori sulla crescita della società. Wondermind era stata lanciata nel 2021 con l'obiettivo di rendere più accessibile il tema del benessere mentale. Gomez stessa aveva presentato il progetto come una piattaforma capace di aiutare le persone a prendersi cura della propria “mental fitness”. Una ginnastica per stare bene emotivamente, insomma. Tra i progetti annunciati figurava anche lo sviluppo di un'applicazione per cellulari. Un’idea che non si sarebbe mai trasformata in un progetto operativo.

Le accuse riguardano anche il ruolo attribuito a Gomez all'interno della società. Gli investitori sostengono che la popstar avrebbe dovuto contribuire alla crescita del marchio come responsabile del marketing. Infatti proprio il suo enorme seguito sui social – su Instagram è terza con circa 430 milioni di follower dopo Ronaldo e Messi – sarebbe stata considerata uno degli elementi decisivi per il valore della startup.

Nel mirino dei querelanti sono finite anche presunte partnership con grandi aziende e una serie di iniziative destinate a produrre ricavi. Il risultato? Un quadro opaco di gestione di leadership, risorse e progetti con l’accusa, tra le altre, di aver nascosto per anni le difficoltà finanziarie.

Gli investitori avrebbero compreso la gravità della situazione soltanto nel 2025, dopo un’inchiesta giornalistica che aveva raccontato le difficoltà economiche di Wondermind soprattutto in merito ai pagamenti di dipendenti, collaboratori e fornitori. La risposta della società era arrivata secca: abbiamo già risolto il problema e pagato gli arretrati. Ma che qualcosa non andasse era evidente sia perché Selena non parlava più Wondermind sui suoi social, sia perché la startup aveva ridotto drasticamente il proprio organico.

Il tema della salute mentale

Per Gomez la vicenda assume un peso particolare perché Wondermind era nata anche dalla sua esperienza personale con il tema della salute mentale. La cantante, infatti, più volte in passato aveva raccontato pubblicamente i suoi problemi di depressione e bipolarismo e di quanto fosse importante parlare di questi argomenti senza stigma.

Per questo, nel progetto aveva trasferito una parte significativa della sua immagine pubblica e del suo impegno su questo terreno. Ed è proprio il legame tra celebrità, salute mentale e impresa che rende il caso particolarmente delicato. La domanda però resta: si può far funzionare una startup facendo unicamente affidamento alla reputazione e all’influenza della sua fondatrice?

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