Mangione ammette di aver ucciso il Ceo Brian Thompson e si dichiara colpevole di stalking
dalla nostra inviata Anna LombardiNEW YORK – Dopo essersi dichiarato a lungo «non colpevole», Luigi Mangione cambia strategia processuale. E con la freddezza che l’ha contraddistinto fin dall’inizio, il 28enne di origini italiane ha ammesso di aver assassinato a New York il ceo di UnitedHealthcare il 4 dicembre 2024, nel corso dell’udienza del processo per stalking con conseguente morte: «Ho sparato al signor Brian Thompson a Manhattan e l’ho ucciso. Sapevo che quel che facevo era un crimine illegale».
Di fatto, si è dichiarato colpevole di due accuse federali. Un’ammissione che, però, complica il processo statale. Sì, perché il giovane killer, diventato l’idolo di chi considera ingiusti i costi esuberanti del sistema sanitario americano, tanto che fuori dall’aula c’erano schiere di …
NEW YORK – Dopo essersi dichiarato a lungo «non colpevole», Luigi Mangione cambia strategia processuale. E con la freddezza che l’ha contraddistinto fin dall’inizio, il 28enne di origini italiane ha ammesso di aver assassinato a New York il ceo di UnitedHealthcare il 4 dicembre 2024, nel corso dell’udienza del processo per stalking con conseguente morte: «Ho sparato al signor Brian Thompson a Manhattan e l’ho ucciso. Sapevo che quel che facevo era un crimine illegale».
Di fatto, si è dichiarato colpevole di due accuse federali. Un’ammissione che, però, complica il processo statale. Sì, perché il giovane killer, diventato l’idolo di chi considera ingiusti i costi esuberanti del sistema sanitario americano, tanto che fuori dall’aula c’erano schiere di fan, dovrebbe affrontare l’8 settembre un ulteriore processo – quello per le accuse più gravi - nello stato di New York, per omicidio di secondo grado. I suoi avvocati cercheranno infatti di dimostrare che non può essere nuovamente processato con le stesse prove. Sostenendo che il nuovo processo violerebbe il principio del “ne bis in idem” (divieto di doppio processo per lo stesso reato), una tutela costituzionale che impedisce a un individuo di essere processato due volte per lo stesso crimine. La Costituzione dello Stato di New York prevede, peraltro, anche un proprio divieto che potrebbe, a sua volta, avere ripercussioni sul prossimo processo di Mangione. In teoria, anche così rischia l’ergastolo senza possibilità di “parola”, ovvero di essere valutato negli anni e uscire in anticipo. Ma potrebbe cavarsela anche con una pena di 25 anni, che, vista la sua giovane età, gli consisterebbe comunque nel trascorrere un certo numero di anni fuori dal carcere. Mentre la pena di morte, che nello stato di New York non è applicabile, ma in altri fra quelli dove lui si è spostato inseguendo la vittima, potenzialmente sì, sarebbe già svanita dopo che un giudice federale ha fatto cadere l’accusa di possesso illegale di armi da fuoco, che prevedeva la pena di morte.
La famiglia del ceo ha dichiarato in un comunicato che la dichiarazione di colpevolezza odierna «segna un passo importante verso la giustizia per Brian». Auspicando una pena severa: «Confidiamo in una condanna commisurata alla gravità del crimine».