Drone di Kiev sconfina in Lettonia, i caccia italiani lo abbattono
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – È stato un blitz - uno “scramble” per usare un termine tecnico - nei cieli lituani. E due caccia italiani della Nato hanno intercettato e abbattuto un drone che poi si è rivelato ucraino, ma che era stato deviato da interferenze elettroniche russe. E anche ieri Mosca ha punzecchiato i confini orientali dell’Alleanza atlantica con una sequela di provocazioni mirate. Un altro drone, impossibile da individuare perché volava a bassa quota, è caduto infatti in Romania incendiando una foresta nella contea di Tulcea. E nel frattempo nell’Ucraina infragilita dalla mancanza di difese antiaeree cinque persone sono rimaste ferite in un attacco di droni russi a Smila, nella regione di Cherkasy. Da Mosca, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha ruggito che «renderemo i nostri metodi molto più duri per distruggere tutto ciò che l’Occidente sta facendo per alimentare la macchina militare di Kiev: lo stiamo già facendo, stanno già iniziando a lamentarsi».
La ministra degli Este…
BERLINO – È stato un blitz - uno “scramble” per usare un termine tecnico - nei cieli lituani. E due caccia italiani della Nato hanno intercettato e abbattuto un drone che poi si è rivelato ucraino, ma che era stato deviato da interferenze elettroniche russe. E anche ieri Mosca ha punzecchiato i confini orientali dell’Alleanza atlantica con una sequela di provocazioni mirate. Un altro drone, impossibile da individuare perché volava a bassa quota, è caduto infatti in Romania incendiando una foresta nella contea di Tulcea. E nel frattempo nell’Ucraina infragilita dalla mancanza di difese antiaeree cinque persone sono rimaste ferite in un attacco di droni russi a Smila, nella regione di Cherkasy. Da Mosca, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha ruggito che «renderemo i nostri metodi molto più duri per distruggere tutto ciò che l’Occidente sta facendo per alimentare la macchina militare di Kiev: lo stiamo già facendo, stanno già iniziando a lamentarsi».
La ministra degli Esteri lettone, Baiba Braze ha confermato l’episodio che ha richiesto l’intervento dei jet italiani. «Siamo grati ai nostri alleati italiani per il loro contributo alla missione di difesa aerea nei Paesi Baltici e per il mantenimento dell’integrità dello spazio aereo alleato», ha detto ieri, rivelando che i due Eurofighter italiani decollati in modo fulmineo dalla base aerea di Siauliai, in Lituania, erano riusciti ad annientare il drone in corrispondenza di un’area disabitata.
Ma anche due caccia F-16 turchi di stanza presso la base aerea di Ämari, in Estonia, sono stati costretti a assistere i colleghi Nato impegnati a intercettare alcuni droni che avevano violato lo spazio aereo di un Paese Nato. «Ieri sia gli F-16 rumeni che gli F-18 spagnoli sono decollati d’urgenza dopo che alcuni droni hanno violato lo spazio aereo rumeno vicino al confine con l’Ucraina: giorno dopo giorno la Nato è pronta e in grado di reagire a qualsiasi potenziale minaccia, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per salvaguardare il nostro territorio e proteggere la nostra popolazione», ha sottolineato la portavoce Allison Hart.ù
Intanto il ministro degli Esteri estone, Markus Rsakhna, ha condannato con fermezza la provocatoria visita di Vladimir Putin all’isola di Iturup, reclamata dal Giappone: «È un passo provocatorio che accresce le tensioni nella regione. Il disprezzo della Russia per il diritto internazionale, la sovranità e l’integrità territoriale non si limita all’Ucraina. Vediamo lo stesso schema dall’altro lato del mondo». Anche il capo della diplomazia lettone ha criticato duramente un’azione che accrescerebbe la tensione e contribuirebbe a mettere a rischio la stabilità internazionale.
Dopo le recenti incursioni russe anche in Polonia e in Romania, la Nato ha dichiarato che «gli alleati hanno ribadito che la Russia è pienamente responsabile delle violazioni dello spazio aereo, che sono pericolose e inaccettabili e dimostrano la crescente propensione al rischio da parte della Russia». Ma il comando aereo alleato ha ricordato che, con il passaggio «dall’Air Policing alla difesa aerea», la Nato «è ora in grado di rispondere in modo più flessibile a una gamma più ampia di minacce, utilizzando un approccio a più livelli e a 360 gradi in tutti i domini operativi». Insomma, d’ora in poi una risposta decisa alle provocazioni di Mosca non si farà attendere.