Casa Bianca 2028, i dem cambiano il calendario delle primarie e puntano sull’elettorato nero
dalla nostra inviata Anna LombardiNew York - I dem ripartono dal voto afroamericano: sabato il Comitato Nazionale Democratico riunito ad Austin, Texas, in un incontro nato per ratificare le decisioni prese a luglio dal Comitato per le Regole e lo Statuto dell'organizzazione, ma volto anche a riunificare il partito dopo il voto che ha visto l’avanzare dei progressisti, ha scelto ufficialmente la Carolina del Sud come primo Stato che voterà alle primarie del partito per la presidenza 2028.
Il nuovo calendario
Una scelta tutt’altro che secondaria. Finora, seguendo una tradizione consolidata, i primi a votare per le primarie erano gli stati rurali ddel New Hampshire e dell’Iowa. Quest’ultimo, detto anche il “granaio d’America”, ota ancora secondo la vecchia tradizione dei caucus, con gli elettori che si riuniscono in scuole, palestre e circoli sociali e votano per alzata di mano. Per mezzo secolo hanno svolto un ruolo chiave nelle primarie presidenziali, dando la prima spinta ai candidati: spesso efficaci nel fungere da t…
New York - I dem ripartono dal voto afroamericano: sabato il Comitato Nazionale Democratico riunito ad Austin, Texas, in un incontro nato per ratificare le decisioni prese a luglio dal Comitato per le Regole e lo Statuto dell'organizzazione, ma volto anche a riunificare il partito dopo il voto che ha visto l’avanzare dei progressisti, ha scelto ufficialmente la Carolina del Sud come primo Stato che voterà alle primarie del partito per la presidenza 2028.
Il nuovo calendario
Una scelta tutt’altro che secondaria. Finora, seguendo una tradizione consolidata, i primi a votare per le primarie erano gli stati rurali ddel New Hampshire e dell’Iowa. Quest’ultimo, detto anche il “granaio d’America”, ota ancora secondo la vecchia tradizione dei caucus, con gli elettori che si riuniscono in scuole, palestre e circoli sociali e votano per alzata di mano. Per mezzo secolo hanno svolto un ruolo chiave nelle primarie presidenziali, dando la prima spinta ai candidati: spesso efficaci nel fungere da trampolino di lancio, a volte fautori di precoci abbagli. Soprattutto, sono due stati a larghissima maggioranza bianca: sempre meno rappresentativi della complessità, anche razziale dell’America odierna. Secondo l’ultimo censimento, oltre il 90% degli 1,4 milioni di abitanti del New Hampshire è bianco, così come l'88% dei 3,2 milioni di residenti in Iowa. Al contrario, nella Carolina del Sud, circa il 25 per cento della popolazione è afroamericana, l’8 per cento latina e il 2 per cento asiatica. Riflette, insomma, meglio la diversità etnica della base elettorale, come ha affermato in una nota il presidente del Democratic National Committee, Ken Martin: «Abbiamo presentato un calendario per il 2028 che rappresenti più fedelmente il nostro partito e i nostri valori e che ci aiuterà a riconquistare la Casa Bianca».
“Più voce agli afroamericani”
La scelta, è anche un riconoscimento di lealtà: gli elettori afroamericani votano in gran parte per i democratici e il partito vuole dare a loro più voce all’inizio di una gara che si annuncia già affollata, anche se i nomi dei candidati in lizza non sono ancora noti. E c’è certo anche un altro elemento che pesa: nel 2020 fu la Carolina del Sud a salvare la campagna di Joe Biden che fino ad allora aveva incassato solo pessimi risultati in Iowa e New Hampshire. All’epoca pesò il sostegno dell’ormai anziano – ma ancora potente – senatore afroamericano Jim Clyburn, che si spese personalmente per sostenere “Old Joe”. E non è da escludere che la mossa serva anche ad arginare figure un po’ troppo progressiste: l’elettorato nero è infatti solitamente dem, ma anche meno aperto a posizioni estreme.
Biden ci aveva provato già nel 2024
Dopo essere diventato presidente, ricambiò il favore modificando le regole e fare proprio della Carolina del Sud la prima tappa delle primarie nella campagna del 2024. Tuttavia, il New Hampshire, dove la legge statale impone che sia il primo Stato del Paese a tenere le primarie, sfidò le regole, chiamando ugualmente gli elettori alle urne oer prima. Per scoraggiare simili iniziative, sabato i vertici del partito hanno votato per inasprire le sanzioni contro gli Stati che non si atterranno al calendario stabilito.
"Testeremo i candidati sul campo”
Dopo la Carolina del Sud, dove si voterà il 22 gennaio 2028, seguirà il Nevada,dove la popolazione è per oltre il 30% di origine latina. Qui si voterà invece il 1° febbraio. Subito dopo toccherà a New Hampshire, New Messico, il Michigan che ospita la più grande comunità araba d’America, e la Virginia. Alcuni sono stati “a rischio” – dove cioè si volta alternativamente per un partito o per l’altro. Com’è noto, i primi Stati a votare per le primarie presidenziali contribuiscono spesso a delineare la rosa più ristretta di candidati su cui puntare, attirando anche importanti investimenti da parte dei donatori e focalizzando l'attenzione dei media su figure specifiche. Il calendario adottato sabato permetterà ai democratici «di testare i candidati sul campo mantenendo al contempo una competizione aperta e accessibile», come ha scritto il comitato.