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Per l’esplosione a Colleferro la pista del sabotaggio russo

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Rogo alla fabbrica di armi, la procura indaga sui possibili collegamenti con un altro sito di munizioni saltato in aria in Bulgaria
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Dall’Italia alla Bulgaria, passando per Lipsia, in Germania. Le reti di bot russi, cioè i profili fake automatici che si attivano su input di un algoritmo, da tre giorni festeggiano, come fosse una vittoria, l’esplosione avvenuta giovedì scorso nel deposito della Knds Ammo Italy, a Colleferro. La ex Simmel Difesa è un’azienda che produce munizioni di medio e grosso calibro, rifornisce le Forze armate italiane e quelle di diversi Paesi, compresa l’Ucraina. Non è un dettaglio.

È per questo, adesso, che la procura di Velletri indaga anche sui possibili punti di collegamento tra il disastro che è avvenuto nell’impianto a 50 chilometri da Roma e le fabbriche dell’industria bellica esplose in Bulgaria.

L’ultimo caso risale al 10 agosto. Tre giorni prima dell’esplosione che ha lasciato un cratere di 10 metri di diametro, profondo oltre un metro e mezzo, nel sito di Colleferro, era saltato in aria il deposito della Emco a Beliča, in Bulgaria: è una delle aziende che garantiscono le muniz…

Dall’Italia alla Bulgaria, passando per Lipsia, in Germania. Le reti di bot russi, cioè i profili fake automatici che si attivano su input di un algoritmo, da tre giorni festeggiano, come fosse una vittoria, l’esplosione avvenuta giovedì scorso nel deposito della Knds Ammo Italy, a Colleferro. La ex Simmel Difesa è un’azienda che produce munizioni di medio e grosso calibro, rifornisce le Forze armate italiane e quelle di diversi Paesi, compresa l’Ucraina. Non è un dettaglio.

È per questo, adesso, che la procura di Velletri indaga anche sui possibili punti di collegamento tra il disastro che è avvenuto nell’impianto a 50 chilometri da Roma e le fabbriche dell’industria bellica esplose in Bulgaria.

L’ultimo caso risale al 10 agosto. Tre giorni prima dell’esplosione che ha lasciato un cratere di 10 metri di diametro, profondo oltre un metro e mezzo, nel sito di Colleferro, era saltato in aria il deposito della Emco a Beliča, in Bulgaria: è una delle aziende che garantiscono le munizioni all’esercito ucraino. Anche in questo caso non ci sono state vittime per puro caso. «Un camion ha preso fuoco nei pressi del deposito», aveva fatto sapere il ministro dell’Interno bulgaro, Ivan Demerdjiev.

(afp)

Il procuratore capo di Velletri, Carlo Villani, sta coordinando le indagini sull’esplosione alla Knds tenendo in considerazione il quadro internazionale. Si cercano eventuali punti di contatto o di analogia con le fabbriche esplose in Bulgaria, senza trascurare gli aspetti più minimali e particolari. L’interrogativo di partenza è uno: è stato un incidente o la mano di un attentatore ha provocato il disastro, cercando di farlo sembrare un fatto accidentale agli occhi degli investigatori?

Al momento si indaga per disastro colposo nei confronti di ignoti. I carabinieri del comando provinciale di Roma hanno sentito il responsabile dell’azienda e oltre la metà dei 24 lavoratori che erano nell’impianto e che si sono salvati solo perché erano al lavoro in un altro reparto, a 500 metri dai magazzini. I Ris hanno eseguito un sopralluogo al centro di ciò che rimane del reparto di pressatura delle polveri. Hanno prelevato molti campioni di materiale da esaminare in laboratorio, tra cui la gelatina, un esplosivo ad alto potenziale, e hanno mappato l’area con il laser scanner per ricavare una ricostruzione in 3D dell’epicentro dell’esplosione. Il dato di partenza è uno: prima c’è stato un incendio, poi è saltato in aria il reparto di pressatura. I militari stanno esaminando le telecamere, le celle telefoniche che coprono la zona industriale a quattro chilometri dal centro abitato, per capire se qualcuno sia entrato nella fabbrica con il telefono in tasca: un comportamento vietato su buona parte dei mille ettari del sito industriale. L’azienda aveva cambiato alcuni fornitori da poco, ma il responsabile non ha avanzato sospetti. Così, mentre a Lipsia si segue la pista russa per scoprire la genesi dei tre droni carichi di esplosivo disinnescati in aeroporto il 4 agosto, anche a Roma si indaga sull’esplosione alla Knds senza trascurare lo scenario internazionale.

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