Guerra in Iran, le news di oggi. A Dubai torna l’allerta: “Intercettati due missili iraniani”

Guerra in Iran, le news di oggi. A Dubai torna l’allerta: “Intercettati due missili iraniani”
[[(FckEditorEmbeddedHtmlLayoutElement) Article Embed - gLDpmD844735ZqO]] Nuove tensioni nel Golfo, attacco di Teheran agli Emirati. Araghchi: “L’ostacolo all’accordo con gli Usa è Israele”. Trump posta immagine di Hormuz su Truth: “Nuovo territorio degli Stati Uniti”
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Scaduti ieri la tregua e il memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti, oggi sono ricominciati gli attacchi iraniani contro gli Emirati. Secondo il ministro degli Esteri Abbas Araghchi è Israele “il principale il principale oppositore e ostacolo all'attuazione del memorandum”. Nel frattempo Trump, che ha minacciato l’Oman, ha postato sul suo social una immagine di Hormuz definendolo “nuovo territorio americano”.

Emirati sospendono transazioni finanziarie e scambi commerciali con Teheran

Gli Emirati Arabi Uniti hanno sospeso tutte le attività commerciali, gli scambi e le transazioni finanziarie con l'Iran fino a nuovo avviso. E' quanto si legge in un comunicato del ministero degli Esteri emiratino.

Israele conferma raid, Damasco ha violato accordi

Israele conferma di essere responsabile dei raid aerei notturni contro un aeroporto militare siriano dove la Turchia stava pianificando di schierare delle forze. Lo dice l'ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. "Israele e la Siria avevano concordato uno status quo in materia di sicurezza, che la Siria stava per violare consentendo alle truppe turche di schierarsi in una base aerea vicino ad Aleppo", afferma l'ufficio di Netanyahu. Israele "ha ripetutamente avvertito la Siria che un simile dispiegamento rappresenterebbe una minaccia per la sicurezza di Israele e la Siria ha scelto di ignorare questi avvertimenti", afferma l'ufficio del primo ministro israeliano, aggiungendo che Israele "non tollererà minacce alla sua sicurezza e accoglierebbe con favore un ritorno allo status quo". Fonti turche hanno negato ripetutatmente nel corso della giornata la volontà di Ankara stabilire una presenza militare nella base colpita.

Francia annuncia espulsione di due diplomatici di Teheran

La Francia espellerà "nei prossimi giorni" due diplomatici iraniani dal Paese. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri di Parigi, Jean-Noël Barrot. "Il popolo iraniano, un grande popolo, è la principale vittima di questo periodo di estrema tensione in Medio Oriente, stretto nella morsa tra la sanguinosa repressione delle proteste del gennaio 2026 e gli attentati. È proprio perché la Francia è al fianco del popolo iraniano, sostenendo i suoi artisti, scienziati e ricercatori, che due diplomatici francesi sono stati scandalosamente e deliberatamente aggrediti lo scorso 19 luglio. Avevo annunciato che a questo atto intollerabile sarebbero seguite delle conseguenze. E così è stato", ha scritto su X.

Araghchi: “Non accettiamo cessate il fuoco vogliamo fine guerra”


Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha affermato in una dichiarazione riportata dai media locali che Teheran ha comunicato ai mediatori che "non accetterà un cessate il fuoco", bensì vuole "la fine definitiva della guerra". Araqchi ha osservato che Qatar e Pakistan hanno svolto un "ruolo cruciale" nella mediazione tra Iran e Stati Uniti, spiegando che le relazioni tra Teheran e Doha stanno attraversando una fase "molto positiva". Il ministro degli Esteri iraniano infine ha chiarito che il nuovo approccio alla sicurezza nella regione deve basarsi sul concetto di "sicurezza collettiva".

Ghalibaf: “Usa pensano che facendo pressione faremo concessioni, fuori luogo”

"Gli americani pensano che stringere di più la presa sull'Iran porterà a concessioni che non erano previste dall'accordo. Bessent e Hegseth sono completamente fuori luogo. Smettetela di aspettare che questa banda di pagliacci tiri fuori un coniglio dal cappello e rimediate al disastro che avete combinato". Lo scrive su X il presidente del parlamento e capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.

Il ministro israeliano Ben Gvir: “Avviata la costruzione di un centro per le esecuzioni della pena di morte”

Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ha annunciato l'avvio della costruzione di quella che ha definito una "unità specializzata" destinata all'esecuzione dei condannati a morte nel centro di Israele. "Ho promesso di approvare una legge sulla pena di morte per i terroristi. E' stato fatto. Ho promesso di creare un centro. Lo stiamo realizzando", afferma Ben Gvir in un video, nel quale lo sfondo è sfocato ma sono visibili una prima struttura in legno e parti metalliche sotto una copertura blu. Secondo il ministro, la struttura sarà dotata di "cabine di osservazione" che permetteranno alle persone colpite dagli attentati e ai loro familiari di "assistere alle procedure, come avviene in molti Paesi". Saranno inoltre garantiti permessi per consentire loro di seguire il procedimento fino all'esecuzione. Lo scorso marzo il Parlamento israeliano ha approvato una legge che prevede automaticamente la pena di morte per i palestinesi della Cisgiordania occupata riconosciuti colpevoli da un tribunale militare di attacchi mortali classificati come atti di terrorismo. La disposizione non si applica automaticamente ai cittadini israeliani, compresi i coloni, che vengono giudicati dai tribunali civili. Le esecuzioni dovranno avvenire entro 90 giorni dalla sentenza.

(ansa)

Ministro degli Esteri Araghchi: “Non accettiamo la tregua, vogliamo la fine della guerra”

"Abbiamo detto ai mediatori che non accettiamo la tregua, ma che è necessario porre fine alla guerra". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo quanto riporta la tv di Stato di Teheran

Idf: “Attacco a Gaza City diretto contro i comandanti di Hamas”

L'attacco israeliano condotto oggi vicino al porto di Gaza City aveva per obiettivo comandanti di Hamas che stavano pianificando attacchi contro le truppe israeliane operanti nella Striscia. Ad affermarlo è stato l'esercito israeliano, citato dal Times of Israel. "I terroristi sono stati colpiti con un attacco aereo di precisione per eliminare la minaccia", è stato annunciato.
Secondo quanto riferito dai media palestinesi, l'attacco ha provocato la morte di sei persone, tra cui un minore, ed il ferimento - in alcuni casi grave- di numerosi altri. La maggior parte dei feriti, compresi quelli in condizioni critiche, è stata trasferita all'ospedale al-Shifa.

Emirati, intercettati due missili balistici iraniani

Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato due missili balistici provenienti dall'Iran e diretti verso il Paese. Lo ha annunciato il ministero della Difesa emiratino, precisando che entrambi i missili sono caduti in mare. Secondo il comunicato, il primo missile è caduto al di fuori delle acque territoriali degli Emirati, mentre il secondo è precipitato all'interno delle acque territoriali.

Axios: raid di Israele in Siria per impedire un insediamento turco

Un alto funzionario israeliano sostiene che l'attacco alla base aerea siriana nella zona di Idlib sia stato finalizzato a impedire un insediamento militare turco sul posto. Lo riporta il corrispondente di Axios, Barak Ravid, che cita anche la risposta turca: "Non c'era presenza turca alla base aerea. Israele sta inventando pretesti per bombardare i paesi vicini e destabilizzare la regione".

Raid Idf vicino a porto di Gaza

Sono almeno cinque le persone che sono state uccise, tra cui un bambino, in un attacco condotto dalle Forze di difesa israeliane (Idf) con droni su un caffè nella zona portuale a ovest di Gaza City. Lo ha riportato l'emittente al-Jazeera, sottolineando che l'attacco ha causato molti feriti, la maggior parte dei quali, compresi quelli in condizioni critiche, è stata trasferita all'ospedale al-Shifa.

Dubai, allarme rientrato dopo l’allerta per minaccia missilistica

È rientrato negli Emirati Arabi Uniti l'allarme per la minaccia missilistica rilevata dai sistemi di difesa aerea del Paese. Il ministero dell'Interno ha inviato un nuovo avviso sui telefoni cellulari della popolazione, comunicando che "la situazione è attualmente sicura" e invitando i residenti a riprendere le normali attività. In precedenza il ministero della Difesa di Abu Dhabi aveva annunciato di aver rilevato una minaccia missilistica diretta contro il Paese, chiedendo alla popolazione di "rimanere in un luogo sicuro e di seguire gli avvertimenti e gli aggiornamenti diffusi attraverso i canali ufficiali". Non è stata al momento chiarita la provenienza della minaccia. Si tratta del primo allarme di questo tipo dal falso allarme registrato lo scorso giugno.

Media: “Trump minaccia Oman per possibile accordo con Teheran su Hormuz”

Donald Trump ha minacciato di bombardare l'Oman perché infastidito dal fatto che il Paese sia vicino a un accordo con l'Iran per la gestione del traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo hanno riferito all'Associated Press due funzionari della regione, all'indomani della minaccia lanciata dal presidente Usa. I funzionari hanno affermato che l'amministrazione Trump ha comunicato all'Oman la propria contrarietà ad alcuni aspetti dell'accordo non ancora annunciato, tra cui la gestione congiunta iraniano-omanita della rotta di uscita dal passaggio, fondamentale per le forniture globali di petrolio e gas naturale. I funzionari sono stati informati sulla posizione degli Stati Uniti e su come l'amministrazione valuti la posizione dell'Oman.

Libano consegna a Damasco ex ufficiale di Assad

Le autorità giudiziarie libanesi hanno deciso di consegnare a Damasco un ex alto ufficiale militare siriano, al servizio del deposto presidente Bashar al-Assad, dopo averlo interrogato sui crimini che avrebbe commesso durante il conflitto nel Paese. Lo riferiscono fonti ufficiali libanesi secondo l'AP. Il generale di divisione Adel Issa sarà il primo ufficiale militare a essere consegnato dal Libano dalla caduta di Assad alla fine del 2024. Si prevede che verrà processato nel suo Paese d'origine.

Udite esplosioni a Dubai, attivate le difese aeree

Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti sono entrate in azione per far fronte a una minaccia missilistica. Lo ha annunciato il ministero dell'Interno emiratino. L'Autorità nazionale per la gestione delle emergenze, delle crisi e dei disastri ha invitato la popolazione a "rimanere in un luogo sicuro e seguire gli aggiornamenti" e gli avvisi diffusi attraverso i canali ufficiali. Sono state udite delle esplosioni a Dubai.

Trump sente il presidente degli Emirati

Colloquio telefonico tra Donald Trump e il presidente emiratino Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan. Al Nahyan, ha riferito l'agenzia di stampa emiratina Wam, ha ricevuto una telefonata dal tycoon. Si è trattato, secondo l'agenzia, di uno scambio di opinioni sugli "ultimi sviluppi in Medio Oriente" e sul lavoro diplomatico in atto. Al centro del colloquio, anche la "cooperazione" tra Emirati arabi uniti e Stati Uniti e le modalità per "rafforzare ulteriormente i rapporti".

Idf ammette: “Scritto numeri sulla fronte dei palestinesi fermati”

Le Forze di Difesa Israeliane hanno ammesso che, durante un raid militare nel villaggio di Qabatiya, nella Cisgiordania settentrionale avvenuto lunedì, i soldati hanno contrassegnato con dei numeri alcuni sospetti palestinesi arrestati, nonostante avessero precedentemente riconosciuto l'inopportunità di tale pratica. In una dichiarazione al Times of Israel, l'esercito ha affermato che i comandanti hanno sottolineato la gravità della condotta alle truppe coinvolte. Un filmato pubblicato lunedì sui social mostrava un cittadino palestinese che parlava ai media locali con il numero 44 scritto sulla fronte, dopo essere stato interrogato dai soldati israeliani durante il raid. L'uomo ha affermato che le truppe avevano contrassegnato anche altre persone, che erano state a loro volta interrogate, e che i soldati lo avevano avvertito di non prendere parte agli scontri qualora i coloni fossero entrati nel villaggio. Il quotidiano Haaretz ha affermato che diversi palestinesi arrestati e interrogati durante l'operazione avevano dei numeri scritti sulla fronte o in altre parti del corpo.

Aiea, trovate tonnellate di materiale nucleare

Il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha dichiarato che l'Agenzia Onu ha trovato diverse tonnellate di materiale nucleare in un sito in Siria precedentemente non dichiarato e risalente al periodo del precedente governo. "Dopo la vostra coraggiosa decisione di informarci dell'esistenza di un altro luogo, un altro sito dove era stato immagazzinato materiale nucleare, siamo stati in grado di accedervi", ha detto Grossi, in una conferenza stampa a Damasco. "Stiamo parlando di alcune tonnellate di materiale nucleare che potrebbe essere utilizzato in modo pericoloso", ha dichiarato.

Trump: “Non sono in corso, né previsti, colloqui o conversazioni con l'Iran”

"Non sono in corso, né sono previsti, colloqui o conversazioni con la Repubblica Islamica dell'Iran. Il blocco navale rimane pienamente in vigore. Lo Stretto di Hormuz è aperto e operativo". Lo scrive Donald Trump su Truth, secondo cui "tutte le mine navali sono state rimosse o fatte brillare".

Araghchi: “Usa ci stanno supplicando di negoziare alle nostre condizioni”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l'obiettivo degli Stati Uniti è costringere l'Iran alla resa, ma "non ci arrenderemo". "Ora l'America ci sta supplicando di negoziare alle nostre condizioni", ha affermato. Araghchi ha dichiarato che il memorandum d'intesa firmato con gli Stati Uniti conteneva "13 disposizioni a nostro favore e una a loro favore", accusando Israele di aver fatto tutto il possibile per sabotarne e impedirne l'attuazione. "Abbiamo vinto la guerra e abbiamo vinto anche sul piano diplomatico, costringendo il nemico ad accettare le nostre condizioni", ha rimarcato, aggiungendo che le capacità militari e operative dell'Iran sul campo di battaglia hanno dato forza alla diplomazia iraniana nei negoziati.

Iran risponde a Trump: “Correggeremo le sue illusioni su Hormuz”

Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri iraniano, ha risposto alla pubblicazione da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di un'immagine dello Stretto di Hormuz con la didascalia "Nuovo territorio statunitense", avvertendo che l'"illusione" di Trump riguardo alla sovranità dello Stretto sarà presto corretta. "Presto, l'illusione di Trump riguardo allo Stretto di Hormuz verrà corretta, oppure correggeremo noi le illusioni di quest'uomo illuso", ha scritto sui social Gharibabadi.

Cisgiordania, Idf ferma dei palestinesi e gli scrive numeri sulla fronte

Alcuni soldati israeliani hanno fermato lunedì un gruppo di palestinesi a Qabatiya, nel nord della Cisgiordania, scrivendo poi loro dei numeri sulla fronte. Lo ha confermato l'Esercito di Israele rendendo noto che "i responsabili sono stati successivamente rimproverati dai loro comandanti". "Le forze di sicurezza hanno contrassegnato dei sospetti che sono stati interrogati nell'ambito dell'operazione", si legge in una nota condivisa con l'Efe. "Dopo l'incidente, i comandanti hanno ribadito ai soldati la gravità della loro condotta e sono state tratte lezioni dall'accaduto", aggiunge l'esercito, senza indicare ulteriori provvedimenti disciplinari nei confronti dei militari.

Media, coloni israeliani attaccano un'ambulanza in Cisgiordania

Un gruppo di coloni israeliani ha attaccato un'ambulanza della Mezzaluna Rossa palestinese che trasportava un paziente nella zona di Tel Rumeida, nel sud della Cisgiordania, secondo quanto riportato dai servizi di emergenza palestinesi, ripreso da Haaretz.

Inviato speciale Usa: “I raid israeliani in Siria sono un'escalation non necessaria”

L'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per la Siria e l'Iraq, Tom Barrack, afferma che i presunti raid aerei israeliani contro l'aeroporto militare di Abu Duhur, nel nord-ovest della Siria, costituiscono un'"escalation non necessaria" che non favorisce la stabilità regionale. In una dichiarazione su X, l'ambasciatore ha affermato che gli Stati Uniti sono "profondamente preoccupati" per gli attacchi e ha aggiunto che Washington sta incoraggiando tutte le parti a dare priorità al "dialogo logico" rispetto a ulteriori incidenti militari.

Trump posta immagine di Hormuz su Truth: “Nuovo territorio degli Stati Uniti”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha pubblicato sul suo social Truth una mappa dello Stretto di Hormuz con la dicitura: "Nuovo territorio degli Stati Uniti".

Qatar: “Dopo accordo su Hormuz, possibili negoziati con Usa”

Il Qatar ha dichiarato di aspettare l'accordo Iran-Oman sullo Stretto di Hormuz prima di riprendere i colloqui più ampi tra Stati Uniti e Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha dichiarato durante una conferenza stampa che le parti che mediano tra Teheran e Washington riprenderanno gli sforzi per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran e per far ripartire il dialogo tra le due parti, dopo che Iran e Oman avranno annunciato un accordo bilaterale sul transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta Al Jazeera.

Media, il Board of Peace valuta modello di disarmo immediato Hamas e ritiro dell’Idf subito

Il Board of Peace intende passare da un modello di graduale consegna delle armi di Hamas e successivo ritiro israeliano a un modello di consegna di tutte le armi in una mossa unica, in cui l'organizzazione terroristica consegnerà tutte le armi in suo possesso e Israele si ritirerà completamente dalla Striscia. Lo riporta Ynet, segnalando che la proposta è emersa nei colloqui tenuti ieri da Jared Kushner, genero e inviato speciale del presidente Usa Donald Trump, con il primo ministro Benjamin Netanyahu. "Vogliamo un disarmo completo senza compromessi sulla questione e non intendiamo permettere alcun tipo di manovra sulla questione", ha dichiarato una fonte interna al Board of Peace riportata da Ynet.

Ghalibaf: “Hormuz chiuso finché Usa non rispettano l’intesa”

Lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto finché non saranno revocati il blocco navale, non verranno rilasciati gli asset iraniani congelati, revocato l'embargo petrolifero, non saranno cessate le minacce e le operazioni militari su tutti i fronti e non saranno rispettati gli altri punti del memorandum d'intesa con gli Usa. Lo ha ribadito il capo negoziatore della Repubblica islamica e presidente del Parlamento, Mohammad Ghalibaf.
"L'opportunità offerta dal memorandum d'intesa per la revoca del blocco e il cessate il fuoco ha contribuito in modo significativo ad accrescere la resilienza economica e a ricostruire le capacità di difesa dell'Iran", ha dichiarato Ghalibaf come riporta l'agenzia Tasnim. "La Repubblica islamica", ha avvertito, "è pronta a infliggere al nemico una sconfitta più pesante, proporzionata alle sue azioni e al suo procrastinare".

Raid Houthi su raffineria in Arabia Saudita

I ribelli Houthi hanno colpito una raffineria di petrolio sulla costa meridionale del Mar Rosso in Arabia Saudita. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa 'Houthi Saba' gli houthi "hanno preso di mira la raffineria Aramco di Jazan con diversi droni in risposta alle violazioni dello spazio aereo sui governatorati di Saada e Hajjah" nello Yemen.

Araghchi: “Israele principale ostacolo ad accordo con Usa”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato Israele di sabotare attivamente la diplomazia, definendo il Paese il principale ostacolo al raggiungimento di un accordo duraturo sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti. Lo riferisce l'agenzia di stampa Irna. "Il regime sionista è stato e rimane il principale oppositore e ostacolo all'attuazione del memorandum d'intesa. Hanno fatto tutto il possibile per impedire il raggiungimento di un simile accordo, tutto il possibile per farlo fallire e tutto il possibile per impedirne l'attuazione", ha dichiarato. Araghchi ha aggiunto che la richiesta di Trump di una "resa incondizionata" da parte dell'Iran non si è concretizzata, poiché Teheran ha infine accettato un cessate il fuoco e condotto negoziati con gli Stati Uniti alle proprie condizioni. Secondo quanto riferito dall'agenzia, Araghchi ha affermato che coloro che "cercavano una resa incondizionata, poco dopo l'inizio della guerra, imploravano di negoziare". "Siamo stati noi a dire che non avremmo accettato un cessate il fuoco e che avremmo continuato la guerra fino a quando non avessero accettato un cessate il fuoco e negoziati alle condizioni dell'Iran", ha dichiarato.

Trump: “Scorte scarse e morale basso sulla Uss Lincoln? Fake news”

Il presidente statunitense Donald Trump ha respinto i rapporti sulle scorte in diminuzione e sul morale basso a bordo della portaerei USS Abraham Lincoln, definendo "fake news" la recente copertura della Cnn a tal riguardo. Lo rende noto la stessa emittente Usa, dando conto di quanto avvenuto nel corso di uno scambio tra Trump e la stampa nello Studio Ovale. Il presidente ha anche contestato le indiscrezioni riguardo la carenza intermittente di cibo e beni sanitari sulla Lincoln, smentendo le testimonianze di marinai e familiari affidate alla Cnn. Da quando ha lasciato il suo porto base di San Diego lo scorso novembre, la portaerei è stata dispiegata per più di 250 giorni dopo essere stata reindirizzata in Medio Oriente per supportare le operazioni statunitensi nella guerra con l'Iran, che ora sta entrando nel suo sesto mese.

Nave colpita da proiettile durante il transito a Hormuz

Una nave commerciale è stata colpita da un proiettile sconosciuto nel corso del transito in uscita dallo Stretto di Hormuz. Lo rende noto via social l'Operazione commerciale marittima del Regno Unito (Ukmto), organismo britannico che raccoglie e diffonde allerte sulla sicurezza della navigazione mercantile, dando conto di una segnalazione ricevuta dalla nave stessa. Il proiettile ha causato danni alla sala macchine della nave e provocando un ferito tra l'equipaggio, aggiunge l'agenzia, riferendo che gli altri membri dell'equipaggio stanno attualmente ricevendo assistenza dalla Guardia Costiera dell'Oman e che al momento non è stato segnalato alcun impatto di tipo ambientale.

Teheran: sospetti droni contro primo ministro curdo

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha definito "sospetto" l'attacco con droni avvenuto ieri contro l'ufficio del primo ministro del governo regionale del Kurdistan iracheno, Masrour Barzani, nonché la residenza del capo dell'agenzia di sicurezza e intelligence della regione. Lo riporta il Times of Israel, ricordando come Barzani abbia affermato che i droni erano iraniani e descritto gli attacchi come "una pericolosa escalation e una minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità della regione del Kurdistan". Come scrive l'agenzia di stampa statale iraniana Irna, Baghaei ha dichiarato che l'attacco all'ufficio di Barzani è uno "sviluppo altamente sospetto" che richiede vigilanza, messo in guardia contro "piani sinistri da parte dei nemici di Iran e Iraq" e affermato che i funzionari iracheni avevano avvertito di attacchi "false flag" pianificati nel Paese, sostenendo che attori ostili miravano a danneggiare le relazioni.

Teheran: pronti ad attacco contro blocco Usa a Hormuz

L'Iran è pronto a intraprendere azioni militari per rompere il blocco navale Usa dello stretto di Hormuz, qualora gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra dovessero fallire. Lo riferisce Reuters citando un funzionario iraniano, secondo il quale i negoziati tra Teheran e Washington sono bloccati, poichè gli Stati Uniti si rifiutano di prorogare l'accordo di cessate il fuoco temporaneo, scaduto lunedì. Nel frattempo, i contatti diplomatici tra le parti continuano attraverso canali informali. Il genero di Trump, Jared Kushner, ha affermato che i contatti tra Washington e varie componenti del governo iraniano si sono intensificati. "Non posso entrare nei dettagli, ma posso dire che i colloqui tra il governo statunitense e varie componenti del governo iraniano a tutti i livelli sono probabilmente più intensi ora che mai", ha assicurato Kushner.

Onu: stop immediato agli attacchi tra governo yemenita e Houthi

L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha esortato le forze del governo yemenita e i ribelli Houthi di interrompere immediatamente gli attacchi reciproci. "Esorto tutte le parti a fermare immediatamente qualsiasi azione che rischi di riportare lo Yemen a un conflitto su vasta scala", scrive Türk in una dichiarazione, sottolineando che gli attacchi alle infrastrutture civili "rischiano di aggravare ulteriormente le sofferenze della popolazione, in un momento in cui almeno 18 milioni di yemeniti sono già in condizioni di insicurezza alimentare. Questi attacchi devono cessare immediatamente", aggiunge.

Erdogan a Trump: “Importante continuare colloqui”

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto un colloqui telefonico con il suo omologo americano, Donald Trump, in cui ha sottolineato "l'importanza di continuare a dialogare con l'Iran per sfruttare la diplomazia". Lo rende noto la presidenza turca. Erdogan ha inoltre fatto presente al capo della Casa Bianca che "Israele attacca i palestinesi a Gaza mentre dovrebbe essere in vigore la seconda fase del piano di pace".

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