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Guerra in Medio Oriente, le news. Due palestinesi di 70 e 15 anni feriti dall’Idf a Qusra

Guerra in Medio Oriente, le news. Due palestinesi di 70 e 15 anni feriti dall’Idf a Qusra
Teheran avverte i Paesi del Golfo: “Non aiutate gli Stati Uniti”.Idf apre inchiesta sull’uccisione di Hind Rajab a Gaza. Araghchi: “L’ostacolo all’accordo con Washington è Israele”
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Teheran, secondo rivelazione del Financial Times, sta valutando la possibilità di attaccare obiettivi militari statunitensi in Europa qualora il presidente Donald Trump intensificasse il conflitto. Le forze iraniane hanno analizzato l'opzione di attaccare infrastrutture statunitensi in Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l'utilizzo della sua base aerea di Bezmer per il rifornimento in volo degli aerei Usa, o a Cipro. L'esercito israeliano ha annunciato l'apertura di indagini penali sull'uccisione della bambina palestinese di cinque anni Hind Rajab e della sua famiglia a gennaio del 2024.

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Axios, Usa conducono operazione segreta per trasporto petrolio attraverso Hormuz

Le forze armate Usa hanno creato segretamente un corridoio di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz per il trasporto di milioni di barili di petrolio al giorno. Lo hanno riferito a Axios due funzionari statunitensi. Nell'ambito dell'operazione, in corso da diverse settimane, tra le 15 e le 20 petroliere sono entrate e uscite dallo stretto attraverso un canale meridionale lungo la costa dell'Oman. Grazie al corridoio, hanno affermato i funzionari Usa, circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno e all'incirca la metà del volume pre-conflitto ù vengono trasportati fuori dallo stretto e immessi nel mercato energetico globale, mitigando uno degli aspetti più critici del conflitto, ovvero l'interruzione delle forniture di petrolio che aveva causato un'impennata dei prezzi del greggio. L'iniziativa, riferisce Axios, va oltre la semplice scorta alle petroliere cariche in uscita. Le forze Usa assistono le petroliere vuote nell'ingresso nel Golfo dal Mar Arabico attraverso lo stretto, nel carico di petrolio dai Paesi della regione e nella successiva uscita.

Trump: “Nostro blocco navale estremamente efficace”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando dello Stretto di Hormuz, ha dichiarato che il "blocco navale" americano "è stato estremamente efficace". "Zero, voglio dire letteralmente zero" navi sono passate "mentre era in vigore, e lo è stato per parecchio tempo, a parte un paio di brevi pause", ha aggiunto.

Trump: “Abbiamo sanzioni draconiane che possiamo imporre all'Iran”

"Abbiamo sanzioni draconiane che possiamo imporre contro l'Iran". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca. "Nel frattempo lo stretto di Hormuz è aperto. Ma non sarà più importante come prima. Ci sono alternative", ha aggiunto il presidente americano citando il petrolio del Texas e della Louisiana.

Mezzaluna Rossa, due palestinesi feriti da Idf nel villaggio a Qusra

La Mezzaluna Rossa palestinese afferma che due persone, di 70 e 15 anni, sono rimaste ferite dai colpi di arma da fuoco delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) durante un raid dell'esercito contro un'abitazione nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania, che è stato oggetto di ripetuti attacchi e di un assedio da parte dei coloni israeliani nell'ultima settimana. Lo riporta Haaretz.

L’esercito israeliano: “Ieri al porto di Gaza uccisi 4 comandanti di Hamas”

Il portavoce dell'Idf afferma che nel raid di ieri nell'area di Al-Shati "sono stati uccisi un comandante di compagnia e tre comandanti di plotone dell'unità Nukhba di Hamas, appartenenti al battaglione Beit Lahia, che pianificavano attacchi contro le truppe: Muhammad Hamdi Ahmad Al-Masri, Muhammad Attar, Muhammad Fathi Hussein Nasser e Samed Samir Harb Abu Habal, quest'ultimo si era infiltrato in Israele durante il massacro del 7 ottobre". Il raid ha colpito il caffè 'Sweet and Bitter' al porto di Gaza City. I palestinesi hanno riportato 7 vittime tra cui un bambino. L'emittente AlAraby Tv ha citato oggi una fonte di Hamas secondo cui il raid ieri "ha preso di mira membri disarmati del movimento che stavano discutendo del disarmo nell'ambito del piano del presidente statunitense Donald Trump". (ANSA).

Trump: “La situazione adesso è molto buona”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito "molto buona" la situazione con l'Iran. "Proprio adesso penso che la situazione sia molto buona", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti

Il capo dell’Idf visita il sud della Siria: “Non tollereremo nemici ai confini”

Il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), Eyal Zamir, ha effettuato una visita nel Sud della Siria da dove ha avvertito che non permetterà alle "forze nemiche" di consolidare la propria presenza ai confini di Israele. Parlando durante una visita nei territori controllati dalle Idf nel Sud della Siria, Zamir ha affermato che l'esercito deve prevenire "le minacce terroristiche" e "l'emergere di una minaccia militare significativa ai nostri confini". Zamir ha aggiunto che un'escalation potrebbe verificarsi in qualsiasi ambito e che le Forze armate devono rimanere in uno stato di costante prontezza

Trump: “Un gran numero di imbarcazioni è transitato per Hormuz la scorsa notte”

Lo Stretto di Hormuz è aperto e la navigazione procede senza intoppi. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump che, parlando alla Casa Bianca, ha sottolineato che "un gran numero di imbarcazioni è transitato per Hormuz la scorsa notte"

La nonna di Hind Rajab: “Chiediamo giustizia per tutti i bimbi di Gaza”

La nonna di Rajab, anch'essa di nome Hind Rajab, ha dichiarato ad AP per telefono che l'indagine israeliana non è sufficiente e ha chiesto un'indagine internazionale sull'uccisione di sua nipote e su tutte le centinaia di bambini uccisi a Gaza durante la guerra. "È necessaria un'indagine internazionale per scoprire la verità e assicurare alla giustizia tutti i responsabili", ha affermato, "chiediamo giustizia, non solo per Hind, ma per tutti i bambini di Gaza"

Hamas: “Il raid di Israele su Gaza City è un crimine di guerra, Netanyahu rifiuta il cessate il fuoco”

Hamas ha accusato Israele di aver commesso un "crimine di guerra" nel raid condotto sul quartier generale della polizia municipale a Gaza City, nel quale, secondo la fazione palestinese, sono state uccise nove persone, "per la maggior parte agenti e comandanti della polizia", mentre diversi civili sono rimasti feriti. In una nota, Hamas ha definito l'attacco "un altro crimine di guerra sionista" e ha accusato il governo del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di "eludere i propri impegni" e di "rifiutarsi di fatto di procedere con l'attuazione dell'accordo sul cessate il fuoco e con il completamento delle sue diverse fasi"

Houthi vogliono prendere il controllo di territori lungo lo Stretto di Bab al-Mandeb

Gli Houthi dello Yemen pianificano di prendere il controllo di territori lungo lo Stretto di Bab al-Mandeb. E' l'allarme lanciato da un ministro yemenita. Tre fonti degli Houthi e un portavoce delle forze del governo yemenita nell'area hanno confermato l'allarme all'agenzia Afp. Gli Houthi "lavorano per creare le condizioni per prendere il controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb ampliando la loro presenza lungo la costa occidentale e tentando di controllare strategiche isole yemenite nel Mar Rosso", ha detto all'Afp il ministro dell'Informazione del governo yemenita, Moammar al-Eryani, parlando di un rafforzamento della presenza degli Houthi e di piani messi in luce dai "ripetuti attacchi a porti, moli, infrastrutture civili, navi e capacità marittima del governo". Gli Houthi stanno "cercando di consolidare una presenza nella zona del Bab el-Mandeb", ha detto Sadeq Duwait, portavoce delle Forze di resistenza nazionale, affiliate al governo, che controllano zone nell'area.

Iran: “Non dimenticheremo mai i tradimenti della Francia”

"Il popolo iraniano non dimenticherà mai i continui tradimenti della Francia". Lo ha affermato in un post su X Ebrahim Azizi, presidente della Commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Parlamento iraniano, all'indomani della decisione di Parigi di espellere due diplomatici iraniani in risposta a un analogo provvedimento preso contro due diplomatici dell'ambasciata francese a Teheran. "Dallo scandalo del sangue contaminato al fallimento di Instex fino alla strumentalizzazione del meccanismo di snapback. Non dimenticheremo: perseverare in questa ostilità finirà solo per ritorcersi contro Parigi", ha aggiunto Azizi.

Ankara: "Israele cerca scuse per attaccare Damasco"

La Turchia ha respinto con fermezza le accuse dell'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui i piani per il dispiegamento di truppe turche in Siria rappresenterebbero una minaccia per Israele.
Parole definite "una scusa per giustificare raid aerei illegali"sul territorio siriano. "Le accuse infondate avanzate dall'ufficio del primo ministro israeliano mirano a legittimare i raid aerei illegali condotti da Israele, una scusa per l'attacco in atto contro la sovranità e l'integrità territoriale della Siria", ha dichiarato la Direzione delle Comunicazioni turca in una nota. La presa di posizione di Ankara è arrivata dopo che l'ufficio di Netanyahu ha affermato che Israele e Siria avevano raggiunto un'intesa per mantenere lo status quo in materia di sicurezza, sostenendo tuttavia che Damasco fosse prossima a violarlo consentendo il dispiegamento di truppe turche presso una base aerea nei pressi di Aleppo. "Israele ha ripetutamente avvertito la Siria che un simile dispiegamento avrebbe rappresentato una minaccia per la sicurezza israeliana. La Siria ha scelto di ignorare questi avvertimenti", si legge nella dichiarazione dell'ufficio di Netanyahu.

Raid israeliano su Gaza City: 6 morti

Almeno sei palestinesi sono stati uccisi in un raid israeliano su Gaza City. Lo ha riferito l'emittente al-Arabiya, precisando che l'obiettivo del raid era una postazione della polizia di Hamas.

Esercito Israele apre inchiesta su uccisione Hind Rajab

L'esercito israeliano ha annunciato l'apertura di indagini penali su due dei casi più controversi della guerra a Gaza: l'uccisione della bambina palestinese di 5 anni Hind Rajab e della sua famiglia e quella di 15 paramedici e soccorritori palestinesi. La decisione arriva al termine dell'esame da parte delle autorità militari israeliane di 150 episodi relativi alla condotta delle truppe nella Striscia. Per cinque casi è stata adottata una decisione: due saranno oggetto di indagini penali, mentre per altri tre episodi che hanno provocato la morte di operatori umanitari di World Central Kitchen e Medici senza frontiere non verranno aperte inchieste penali. Hind Rajab venne uccisa insieme a membri della sua famiglia a Gaza City il 29 gennaio 2024. La bambina era rimasta intrappolata in un'auto e aveva chiesto aiuto per telefono dopo che i suoi familiari erano stati colpiti. Morirono anche due paramedici della Mezzaluna Rossa palestinese inviati a soccorrerla. La procura militare ha deciso ora di approfondire penalmente l'intero episodio, con particolare attenzione alle circostanze dell'attacco contro i soccorritori. La seconda indagine riguarda l'uccisione, il 23 marzo 2025 a Rafah, di 15 palestinesi appartenenti ai servizi di ambulanza, protezione civile e alle Nazioni Unite, colpiti mentre partecipavano a operazioni di soccorso. L'esercito israeliano aveva già riconosciuto "fallimenti professionali" nell'operazione e adottato provvedimenti disciplinari contro alcuni ufficiali. Non saranno invece aperte indagini penali sull'attacco dell'aprile 2024 nel quale furono uccisi sette operatori di World Central Kitchen e su due episodi che provocarono la morte di quattro membri di Medici senza frontiere.

Rallenta il traffico navale nello Stretto di Hormuz

Rallenta il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre molti armatori continuano a evitare la rotta in assenza di indicazioni chiare sulla sua riapertura dopo il blocco imposto durante la guerra con l'Iran. Secondo i dati della società di analisi Kpler, ieri soltanto sei navi per il trasporto di materie prime hanno attraversato lo stretto, contro le nove del giorno precedente e una media giornaliera di 11 negli ultimi dieci giorni. Tra le navi in entrata figurano una grande petroliera vuota, che ha seguito il lato omanita dello stretto, e altre due petroliere.

Idf: “sigillati altri due tunnel sotterranei di Hamas a Gaza”

Le truppe dell'Idf hanno sigillato altri due tunnel sotterranei appartenenti ad Hamas, per una lunghezza complessiva di oltre due chilometri, nell'ambito degli sforzi volti a neutralizzare la rete di tunnel delle organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza. Lo rende noto l'esercito israeliano su Telegram sottolineando che l'Idf continua ad operare per liberare le aree centrali e meridionali della Striscia di Gaza, a est della Linea Gialla. Le truppe dell'Idf, sotto il comando del Comando Meridionale, sono schierate nell'area in conformità con il quadro previsto dall'accordo di cessate il fuoco e continueranno a operare per eliminare qualsiasi minaccia immediata, sosttolinea Tsahal.

Crosetto: “Possibili attacchi iraniani a basi Usa in Europa? "Nulla è precluso ma se fossi nel FT eviterei di offrire idee e spunti"

Possibili attacchi iraniani a basi Usa in Europa? "Nulla è precluso ma se fossi nel FT eviterei di offrire idee e spunti". È il ministro della Difesa Guido Crosetto, interpellato dall'Adnkronos, a commentare così l'indiscrezione del Financial Times secondo cui Teheran starebbe valutando la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa nel caso in cui il presidente americano Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto e attaccare le infrastrutture iraniane. Il quotidiano britannico, citando due fonti vicine al regime iraniano, riferisce che le forze di Teheran avrebbero preso in esame possibili attacchi contro asset Usa nell'Europa sudorientale, compresa la Bulgaria, dove il mese scorso è stato autorizzato l'utilizzo della base aerea di Bezmer da parte di velivoli americani per il rifornimento in volo. Tra i potenziali obiettivi sarebbe stata individuata anche Cipro, dove a marzo una base britannica è stata colpita da un drone. Uno scenario che, nelle parole di Crosetto, si lega alla modalità con cui Teheran avrebbe condotto il conflitto. "La tattica con cui hanno affrontato la guerra è quella di portare il caos anche verso luoghi e nazioni che non avevano alcun ruolo nel conflitto", sottolinea il ministro. Da qui il giudizio sulla possibilità che l'escalation possa allargarsi oltre il teatro mediorientale: "Con questa logica nulla è precluso ma se fossi nel FT eviterei di offrire idee e spunti".

Nato: “Pronti ad affrontare qualsiasi minaccia per difendere alleati”

"Come già dimostrato quest'anno, quando le difese aeree della Nato hanno intercettato con successo, in quattro diverse occasioni, missili balistici diretti verso la Turchia dall'Iran, la nostra postura di deterrenza e difesa è solida ed efficace. La Nato è pronta ad affrontare qualsiasi minaccia e farà sempre tutto il necessario per difendere tutti gli Alleati". Lo dichiara un funzionario della Nato, interpellato da LaPresse su indiscrezioni stampa secondo cui l'Iran sarebbe pronto a colpire basi Usa in Europa in caso di escalation.

Wafa, Idf arresta ministro palestinese per gli affari di Gerusalemme

L'agenzia di stampa Wafa riferisce che l'Idf ha arrestato questa mattina il ministro palestinese per gli affari di Gerusalemme, Ashraf al-Awar, dopo aver fatto irruzione nella sua abitazione nel quartiere di Silwan. L'arresto, afferma Wafa, è avvenuto in seguito a un precedente ordine israeliano che vietava ad al-Awar di entrare in Cisgiordania per le restrizioni imposte ai funzionari palestinesi a Gerusalemme Est.

Hezbollah: “Non ci ritiriamo dalla collina di Ali Taher”

Hezbollah, il partito armato libanese alleato dell'Iran, non abbandonerà le alture strategiche di Ali Taher, che dominano la città di Nabatiye e che le forze di occupazione israeliane cercano di conquistare. Lo ha affermato il deputato del partito sciita Hassan Ezzeddine, secondo cui il movimento "farà fronte a ogni atto di aggressione". Le colline sono da settimane bersaglio dei raid aerei e di artiglieria israeliane.
Citato stamani dai media di Beirut, Ezzeddine ha definito Ali Taher "una delle posizioni chiave della resistenza", aggiungendo che il Partito di Dio "compirà il proprio dovere nazionale" in caso di attacco israeliano al sito. Il deputato ha inoltre indicato che un eventuale sostegno dell'Iran in questo contesto rappresenterebbe una fonte di forza aggiuntiva, spingendosi ad affermare che Teheran "potrebbe stabilire una nuova equazione riguardo Ali Taher". Le autorità israeliane sostengono che ad Ali Taher abbia sede il quartier generale militare del Partito di Dio nel sud del Libano occupato, insieme a ufficiali di alto rango dei pasdaran iraniani, quadri del partito e combattenti di altre nazionalità. Ezzeddine ha infine giudicato privo di valore, agli occhi di Hezbollah, l'accordo quadro tra Libano e Israele firmato a fine giugno sotto l'egida di Washington. E questo sulla scia delle parole pronunciate venerdì scorso dal segretario generale Naim Qassem, secondo cui "la rabbia nella strada esiste e persiste", ma la sua espressione attende "il momento e le circostanze appropriate".

Comandante dell'esercito libanese: “Idf non rispetta l'accordo quadro”

"Le forze armate libanesi proseguono, nei limiti dei mezzi disponibili, nell'esecuzione di tutti i compiti legati all'accordo quadro siglato con Israele e gli Stati Uniti, ma le forze di occupazione israeliane continuano nei loro attacchi e nelle violazioni degli accordi in vigore": lo ha denunciato il comandante in capo dell'esercito libanese, Rodolphe Haykal, secondo quanto riferisce un comunicato dell'Agenzia nazionale d'informazione. La dichiarazione è stata rilasciata durante un incontro a Yarzé con il presidente dell'American Task Force for Lebanon (Atfl) ed ex ambasciatore statunitense in Marocco, Edward Gabriel. L'incontro arriva mentre proseguono nel sud del Libano occupato le violazioni israeliane dell'accordo di cessate il fuoco, denunciate a più riprese dalle autorità di Beirut.

Cnn, 80% transiti Hormuz fuori da controllo Teheran

Gli Stati Uniti stanno guadagnando terreno nella battaglia per il controllo dello Stretto di Hormuz, mentre l'Iran avrebbe perso almeno in parte la capacità di imporre le proprie condizioni sulla strategica via d'acqua.
E' quanto emerge dai dati di Kpler, società specializzata nel monitoraggio del traffico marittimo attraverso transponder e satelliti, citati dalla Cnn. Nelle ultime due settimane oltre l'80% delle navi che hanno attraversato Hormuz ha utilizzato la rotta omanita, un corridoio di navigazione autorizzato dall'Onu al quale Teheran si oppone fermamente. Nonostante l'Iran abbia attaccato decine di navi che hanno tentato di transitare lungo la costa settentrionale dell'Oman, la maggior parte delle imbarcazioni avrebbe scelto recentemente di ignorare le richieste iraniane, facendo affidamento sulla protezione delle forze navali americane. "Sembra sempre più che l'Iran abbia perso almeno parzialmente il controllo dello Stretto", ha affermato Homayoun Falakshahi, responsabile dell'analisi sul greggio di Kpler. La situazione è cambiata nettamente rispetto a un mese fa, quando Kpler non registrava praticamente alcun traffico lungo la rotta omanita. Il calo dei transiti lungo il percorso preferito da Teheran avrebbe inoltre impedito all'Iran di riscuotere i pedaggi sulle navi, come aveva fatto in primavera.

Ghalibaf visita l'Iraq: “La resistenza va oltre i confini dell'Iran, è ora globale”

"La resistenza è andata oltre i confini dell'Iran, dell'Iraq e della regione ed è diventata globale". Lo ha affermato il presidente del Parlamento di Teheran e capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, parlando con i giornalisti dopo essere arrivato in Iraq, dove si trova in visita ufficiale. "Hanno compreso il potere della resistenza iraniana durante la guerra del Ramadan", ha aggiunto Ghalibaf, come riporta l'agenzia Fars, facendo riferimento al conflitto esploso con gli Stati Uniti e Israele il 28 febbraio. "Assisteremo a un nuovo ordine nel futuro della regione", aveva detto Ghalibaf poco prima di partire per il viaggio, dichiarando che in Iraq aveva in programma un incontro con il presidente iracheno, Nizar Amedi, e con altri alti funzionari.

Ft: “Iran valuta obiettivi militari Usa in Europa in caso di escalation”

L'Iran ha valutato la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa meridionale e sud-orientale qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto, riferisce il Financial Times, citando due persone vicine al regime di Teheran. Secondo le fonti del quotidiano, le forze iraniane hanno preso in esame possibili attacchi contro asset Usa in Paesi come la Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l'uso della base aerea di Bezmer per il rifornimento di aerei militari statunitensi. Anche Cipro sarebbe stata considerata, dopo che una base britannica sull'isola è stata colpita da un drone a marzo.

L'Iran avverte i Paesi del Golfo: “Non aiutate le forze Usa”

L'Iran avverte i Paesi del Golfo di non assistere le forze militari statunitensi, sostenendo che qualsiasi forma di collaborazione equivarrebbe a un coinvolgimento nel conflitto. L'avvertimento è stato lanciato da Ali Abdollahi, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, secondo quanto riferisce Al Jazeera. In una dichiarazione rilanciata dall'agenzia iraniana Fars, Abdollahi ha affermato che nulla di quanto avviene nella regione è "nascosto ai nostri occhi". Il generale ha citato in particolare la presenza di numerosi velivoli militari, soprattutto aerei per il rifornimento in volo, nelle basi della regione, sostenendo che sarebbe difficile spiegare tale presenza senza la conoscenza dei Paesi che ospitano le strutture.
"Avvertiamo: qualsiasi assistenza e facilitazione all'esercito aggressore degli Stati Uniti equivale alla partecipazione alle forze militari statunitensi", ha dichiarato Abdollahi, secondo Al Jazeera.

Hamas, il raid israeliano mina il piano di pace

Hamas e Jihad islamica accusano Israele di minare il processo di pace a Gaza dopo un raid aereo israeliano che ieri ha ucciso almeno sei persone, tra cui un bambino di 13 anni e suo padre, e ne ha ferite più di una dozzina, secondo i medici dell'ospedale al-Shifa. Lo riporta la Cnn citando una dichiarazione congiunta in cui i due gruppi hanno definito l'attacco una "chiara sfida agli sforzi dei mediatori" per consolidare e attuare l'accordo di cessate il fuoco, chiedendo maggiori pressioni per fermare quelle che definiscono violazioni israeliane. L'esercito israeliano ha affermato di aver colpito "diversi comandanti di Hamas". Secondo una fonte di Hamas citata dalla Cnn, l'obiettivo era invece una squadra di supporto logistico incaricata, nell'ambito dell'attuale accordo di tregua, di raccogliere e stoccare le armi. Il raid è avvenuto un giorno dopo che l'inviato Usa Jared Kushner aveva esortato il premier israeliano Benyamin Netanyahu a contenere gli attacchi quasi quotidiani sulla Striscia, che secondo la Cnn hanno causato oltre 1.200 morti dall'inizio del cessate il fuoco in ottobre. Anche il presidente Usa Donald Trump, in un'intervista a Fox News lunedì, aveva detto che Israele dovrebbe smettere di colpire Gaza.

Libano, nella notte nuovi attacchi israeliani nel Sud

Durante la notte, gli attacchi israeliani hanno preso di mira la zona della collina di Ali al-Taher, nel distretto di Nabatieh, in Libano, secondo quanto riportato dall'Agenzia Nazionale di Stampa libanese. L'agenzia ha diffuso una foto che sembra mostrare un'esplosione nella zona, ma non ha segnalato vittime. In precedenza, le forze israeliane avevano effettuato una serie di bombardamenti in diverse città del Libano meridionale, demolizioni a Haddatha e attacchi di artiglieria a Majdal Zoun e nelle valli circostanti.

Media, nuovo battaglione Usa con Patriot a Guam da ottobre

L'esercito Usa attiverà a Guam da ottobre un nuovo battaglione di difesa aerea equipaggiato con sistemi Patriot e con gli Enduring Shield. Lo riferisce The War Zone (Twz), citando quanto dichiarato dal colonnello Matt Dalton, vicecomandante del 94th Army Air and Missile Defense Command, durante un convegno sulla difesa spaziale e missilistica a Huntsville, in Alabama. Secondo Dalton, circa 120 militari sono già presenti sull'isola in vista dell'attivazione del 3rd Battalion, 43rd Air Defense Artillery Regiment. Un portavoce dell'esercito Usa, interpellato da Twz, ha inoltre confermato che l'unità disporrà sia dei Patriot sia dei sistemi Ifpc, di cui gli Enduring Shield fanno parte. I sistemi saranno integrati nella difesa dell'isola contro diverse minacce aeree.Il nuovo battaglione fa parte del rafforzamento della difesa di Guam, territorio considerato strategico per le operazioni militari Usa nel Pacifico occidentale.

Hamas: da Israele "escalation intenzionale"

Hamas afferma di essere impegnata a raggiungere un accordo per il cessate il fuoco a Gaza, accusando al contempo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di minare i negoziati.
In una dichiarazione rilasciata dopo un attacco israeliano a Gaza City in cui sono morti sette palestinesi, tra cui un bambino, il gruppo ha definito il "massacro" una "intenzionale escalation".
Hamas ha anche affermato di ritenere che Netanyahu stia deliberatamente ostacolando gli sforzi internazionali per promuovere il piano di pace di Trump per Gaza. "La tempistica del crimine", si legge nella dichiarazione, "successiva ai recenti colloqui al Cairo e agli sforzi di mediazione in corso, dimostra senza ombra di dubbio l'intenzione di Netanyahu di sabotare i negoziati". Il gruppo ha chiesto all'amministrazione statunitense, ai mediatori e ai garanti "di fare pressione sul governo israeliano affinchè rispetti l'accordo, ponga fine ai suoi crimini e impedisca a Netanyahu di ostacolare l'accordo di Sharm el-Sheikh".

Damasco scrive all'Onu: “Stop all’aggressione israeliana”

La Siria ha condannato fermamente "l'aggressione israeliana" per gli otto raid aerei contro l'aeroporto militare di Abu al-Duhur a Idlib, in lettere inviate al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Presidente del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Lo scrive l'agenzia di stampa statale siriana SANA. Le lettere affermano che i continui attacchi israeliani iniziati l'8 dicembre 2024, inclusi bombardamenti, incursioni e rapimenti, sono proseguiti "nonostante la moderazione siriana" e stanno ostacolando gli sforzi per la stabilità, minacciando al contempo la regione con ulteriori tensioni. La Siria ha chiesto l'immediata cessazione degli attacchi e ha esortato Israele ad attuare l'accordo di disimpegno del 1974.

Siria, Erdogan: affermazioni di Netanyahu infondate

La Turchia ha respinto le affermazioni dell'ufficio del Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, secondo cui Ankara si starebbe preparando a schierare forze in Siria, il giorno dopo che Israele ha colpito una base aerea nel Paese. "Le affermazioni infondate fatte dall'ufficio del Primo Ministro israeliano mirano a legittimare gli attacchi aerei illegali di Israele, che violano la sovranità e l'integrità territoriale della Siria", si legge in una dichiarazione dell'ufficio del Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan.

Funzionario Usa: “'Trump cambia strategia con l’Iran, blocca colloqui e punta a soffocarlo gradualmente”

Un funzionario statunitense ha riferito alla Cnn che Washington ha informato gli alleati di essere in procinto di modificare la propria strategia nei confronti dell'Iran. Il presidente Donald Trump, in particolare, ha ordinato agli alti funzionari della sua amministrazione di interrompere i colloqui con Teheran. La nuova strategia è di passare dall'obiettivo di "colpire duramente l'Iran il prima possibile" a quello di "soffocarlo gradualmente", stando a quanto riferito da una fonte informata sulla questione.

Media: attacchi aerei di Israele nel sud del Libano

La tv libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, ha riferito che l'aviazione israeliana ha colpito la periferia della città di Qantara, nella zona di Ali Taher, e Dohat Kafr Ruman, nel Libano meridionale.

Teheran perde il controllo di Hormuz, 80% transiti lungo rotta omanita

Nonostante i proclami, l'Iran sta progressivamente perdendo il controllo dello Stretto di Hormuz. Lo rileva la Cnn, riferendo che secondo Kpler, società che monitora il movimento delle navi tramite transponder e dati satellitari, oltre l'80% dei transiti attraverso lo stretto nelle ultime due settimane è avvenuto lungo la rotta omanita, un corridoio di navigazione autorizzato dall'Onu a cui l'Iran si oppone con veemenza. Teheran, sostenendo di avere il controllo dello stretto, ha attaccato decine di navi che tentavano di percorrerlo passando al largo della costa settentrionale dell'Oman.

Iran nega di aver lanciato missili contro gli Emirati: “Accuse infondate”

Il portavoce del ministero degli Affari Esteri iraniano Esmail Baghaei ha negato che Teheran abbia responsabilità nell'attacco missilistico lanciato oggi contro gli Emirati Arabi Uniti. Il portavoce ha "respinto categoricamente le accuse degli Emirati Arabi Uniti secondo cui l'Iran avrebbe lanciato missili verso il loro Paese, esprimendo rammarico per le accuse rivolte alla Repubblica Islamica dell'Iran e definendo tale comportamento contrario al principio del buon vicinato e dannoso per gli sforzi in corso per rafforzare la fiducia tra i paesi della regione e per prevenire l'aumento dell'insicurezza nella regione". Lo riporta l'agenzia iraniana Fars.

Israele conferma raid, Damasco ha violato accordi

Israele conferma di essere responsabile dei raid aerei notturni contro un aeroporto militare siriano dove la Turchia stava pianificando di schierare delle forze. Lo dice l'ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. "Israele e la Siria avevano concordato uno status quo in materia di sicurezza, che la Siria stava per violare consentendo alle truppe turche di schierarsi in una base aerea vicino ad Aleppo", afferma l'ufficio di Netanyahu. Israele "ha ripetutamente avvertito la Siria che un simile dispiegamento rappresenterebbe una minaccia per la sicurezza di Israele e la Siria ha scelto di ignorare questi avvertimenti", afferma l'ufficio del primo ministro israeliano, aggiungendo che Israele "non tollererà minacce alla sua sicurezza e accoglierebbe con favore un ritorno allo status quo". Fonti turche hanno negato ripetutatmente nel corso della giornata la volontà di Ankara stabilire una presenza militare nella base colpita.

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