Le balene giganti affamate stanno invadendo i ghiacciai sciolti della Groenlandia
di Bernardo TombariSe per alcune specie il cambiamento climatico può significare l’estinzione, per altre è un’opportunità. Sulle coste orientali della Groenlandia i ghiacciai si stanno sciogliendo e l’acqua è sempre più calda. Questo ha attirato in quelle zone prima inaccessibili i cetacei più grandi, come le balenottere comuni, le balenottere minori e le megattere, cambiando in modo radicale l’ecosistema. A mostrarlo è uno studio decennale fatto da studiosi danesi, islandesi e groenlandesi.
Dal krill alla balena
Tutto è partito dal krill, il minuscolo crostaceo che costituisce un alimento fondamentale della dieta di quasi tutti i cetacei, del pesce azzurro e degli uccelli acquatici. Il cambiamento climatico ha permesso al krill di proliferare dove le acque del Mare Artico incontrano quelle del Pacifico. Lo ha …
Se per alcune specie il cambiamento climatico può significare l’estinzione, per altre è un’opportunità. Sulle coste orientali della Groenlandia i ghiacciai si stanno sciogliendo e l’acqua è sempre più calda. Questo ha attirato in quelle zone prima inaccessibili i cetacei più grandi, come le balenottere comuni, le balenottere minori e le megattere, cambiando in modo radicale l’ecosistema. A mostrarlo è uno studio decennale fatto da studiosi danesi, islandesi e groenlandesi.
Dal krill alla balena
Tutto è partito dal krill, il minuscolo crostaceo che costituisce un alimento fondamentale della dieta di quasi tutti i cetacei, del pesce azzurro e degli uccelli acquatici. Il cambiamento climatico ha permesso al krill di proliferare dove le acque del Mare Artico incontrano quelle del Pacifico. Lo ha seguito subito il mallotto (o capelano), un piccolo pesce azzurro che si nutre principalmente di crostacei ed è emigrato dalle coste dell’Islanda. Ma c’è sempre un pesce più grosso: le balene giganti che si nutrono sia di krill che di mallotti, hanno trovato in quella zona precedentemente bloccata dai ghiacciai un paradiso: arrivano in Groenlandia in estate e se ne vanno nel tardo autunno, un periodo che coincide con la maggior presenza di mallotti. A farne le spese però è anche la pesca locale che deve fare i conti con l’improvvisa scarsità del pesce azzurro, ampiamente consumato in Nord Europa.
Gli avvistamenti
Fino al 2006 non erano mai apparsi grossi cetacei nella Groenlandia orientali, poi nel 2007 le barche hanno individuato sette megattere. Solo nell’estate del 2024 sono state avvistate circa 4000 megattere, 6000 balenottere comuni e altrettante balenottere minori, combinando i dati di 15 balene dotate di trasmettitori satellitari, rilevazioni aeree sistematiche e testimonianze di cacciatori inuit. Secondo il professor Mads Peter Heide-Jørgensen, uno degli autori dello studio, è un “importante cambiamento del regime ecologico. Forse il più radicale di tutta la regione subartica”. Il loro peso nella catena alimentare, non è certo trascurabile: è stimato che nel nuovo habitat consumino oltre un milione di tonnellate di cibo ogni stagione, tra krill e pesci.
In questo modo, tolgono anche il nutrimento alle specie di cetacei native molto più piccole, come i narvali e i beluga, che il riscaldamento climatico minaccia da ogni lato: sono animali estremamente sensibili al riscaldamento delle acque, inoltre, insieme alle balene che gli rubano il cibo sono arrivati nuovi predatori, le orche assassine, che li uccidono in grandi quantità. Per i grandi cetacei, spiegano gli scienziati, non è necessariamente essersi adattati così velocemente a un nuovo habitat. Ma altre specie non hanno la stessa resilienza e, per loro, i cambiamenti dovuti al cambiamento climatico possono essere la fine.