Il biografo reale: “È un’umiliazione per Harry e Meghan tornare in Inghilterra”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - “Il ritorno in Inghilterra di Harry e Meghan è un’umiliazione per loro”. Non ha dubbi Robert Hardman, uno dei più grandi esperti di Royal Family britannica e autore, tra gli altri, dell’ultimo celebre “Carlo III, il nuovo re” e prima ancora della biografia “Elizabeth II”.
Hardman, che si idea si è fatto di questo clamoroso ritorno dei duchi del Sussex nel Regno Unito?
“È straordinario. Hanno colto tutti di sorpresa. Sono passati sei anni da quando se ne sono andati, con grande clamore, ma credo che la gente si aspettasse che, prima o poi, saremmo potuti arrivare a una situazione in cui sarebbero tornati con una certa regolarità. Ma che cosa ha determinato questa decisione? Secondo me, è un momento importante per decidere che cosa fare con i figli. Per Archie per esempio, che ora ha 7 anni, è arrivato al momento di iniziare una scuola importante. Sospetto che ci stiano pensando da molto tempo. A quanto pare, Harry e Meghan non l’hanno detto a re Carlo fino a domenica scorsa, m…
LONDRA - “Il ritorno in Inghilterra di Harry e Meghan è un’umiliazione per loro”. Non ha dubbi Robert Hardman, uno dei più grandi esperti di Royal Family britannica e autore, tra gli altri, dell’ultimo celebre “Carlo III, il nuovo re” e prima ancora della biografia “Elizabeth II”.
Hardman, che si idea si è fatto di questo clamoroso ritorno dei duchi del Sussex nel Regno Unito?
“È straordinario. Hanno colto tutti di sorpresa. Sono passati sei anni da quando se ne sono andati, con grande clamore, ma credo che la gente si aspettasse che, prima o poi, saremmo potuti arrivare a una situazione in cui sarebbero tornati con una certa regolarità. Ma che cosa ha determinato questa decisione? Secondo me, è un momento importante per decidere che cosa fare con i figli. Per Archie per esempio, che ora ha 7 anni, è arrivato al momento di iniziare una scuola importante. Sospetto che ci stiano pensando da molto tempo. A quanto pare, Harry e Meghan non l’hanno detto a re Carlo fino a domenica scorsa, ma ovviamente devono averci riflettuto molto. Meghan ha avuto ciò che desiderava per sei anni e ora sospetto che Harry abbia detto: “Ok, adesso tocca a me””.
Quindi lei pensa che il fattore principale del loro “ritorno a casa” siano stati soprattutto i figli?
“Sì. Alcuni si sono chiesti se ciò abbia a che fare con il problematico status di residenza di Harry negli Stati Uniti (avendo ammesso uso di droghe in passato c’è chi vuole revocargli il visto in America, ndr). Ma non credo. Forse poteva essere un problema qualche anno fa, ma non penso che lo sia più. Avranno bisogno di soldi, perché manterranno la loro casa in California. Quindi passeranno da due case a tre. È costoso. Sono sicuro che re Carlo sarà felice di vedere più spesso i suoi nipoti. Quello che non vorrà saranno altre polemiche, altre distrazioni. Credo che, tornando, Harry dovrà cambiare leggermente atteggiamento ed essere un po’ più collaborativo”.
Pensa che il re stesso e il suo desiderio di vedere i nipoti abbiano avuto un ruolo importante in tutta questa storia?
“Non particolarmente. Voglio dire, se il re avesse davvero voluto vedere più spesso i nipoti, avrebbe potuto farlo in passato. Non li aveva visti per anni, fino a quando sono venuti qui durante l’estate. C’è la possibilità che Harry stia guardando al futuro. Arriverà un momento in cui suo fratello William diventerà sovrano. Probabilmente è meglio iniziare a fare i conti con questa realtà prima piuttosto che dopo. E poi, naturalmente, deve aver risolto la questione della sicurezza”.
Ecco, questo è un punto cruciale. Perché fino al mese scorso, dopo aver perso l’ennesima causa a Londra per riottenere la scorta di Stato, Harry diceva: “Non porterò mai la mia famiglia, qui in Inghilterra non è sicuro”. Quindi che cosa è cambiato?
“Non lo sappiamo. Ma sospetto che sia stato raggiunto un qualche tipo di accordo. Non so quale sia, ma chiaramente per lui era una questione molto importante e credo che sia stata risolta in maniera per lui accettabile. Resta, comunque, un’umiliazione per Harry e Meghan. Loro magari la definiranno diversamente, ma alla fine hanno parlato moltissimo del fatto di andarsene alla ricerca della libertà, e ora la storia della libertà ha completato il suo giro tornando esattamente al punto da cui era partita”.
Un’umiliazione perché, a un certo punto, dopo sei anni, sono stati costretti a tornare nonostante tutto?
“Beh, sì. Non so se “costretti”, ma chiaramente hanno deciso che il loro futuro sarebbe meglio tutelato vivendo principalmente nel Regno Unito. È evidente che ciò che li rende interessanti e appetibili sul mercato è il loro status reale. E più a lungo rimanevano lontani dal Regno Unito, più il loro status reale perdeva importanza. Quindi, tornando, si ricollegano alla loro eredità reale”.
Ma come diceva lei manterranno la villa di Montecito e anche la casa a Lisbona. Come pensa che possano guadagnare abbastanza da mantenere tutto questo?
“Sono ancora personaggi con un enorme valore commerciale. Basta guardare l’enorme livello di interesse mediatico suscitato oggi da questa storia. Il loro futuro continua a essere una grande fonte di interesse. Meghan, poi, finalmente ha uno show che sembra avere un certo valore. Quindi penso che la vedremo spesso fare avanti e indietro dalla California, cosa che, in quegli ambienti, è abbastanza normale. Avranno uno stile di vita internazionale, ma sarà uno stile di vita con base a Londra, invece di una vita americana con base negli Stati Uniti. Penso che la direzione sia questa”.
Questa decisione potrebbe anche essere legata al fatto che gli Stati Uniti di oggi sono diventati molto “trumpiani”, troppo per i “woke” Harry e Meghan?
“Non credo. Perché, dopo essere sopravvissuti sinora, perché dovrebbero andarsene proprio quando il periodo di Trump sta per finire? E penso che sarebbe molto strano, dopo il successo della visita di Stato di re Carlo a Washington appena avvenuta, che l’amministrazione Trump decidesse poi di prendere una posizione dura nei confronti di un membro della famiglia reale britannica. Quindi no, non credo che sia un fattore”.
Pensa che tutto questo possa essere stato in qualche modo pianificato anche dal re insieme a Harry e Meghan, con l’obiettivo di favorire una riconciliazione tra William e il fratello, anche considerando anche che la monarchia è sempre più ridotta nei suoi membri attivi?
“Non penso che succederà immediatamente. William è ancora molto, molto ferito e amareggiato. Se dovessi scommettere, direi che quei due non si vedranno fino al prossimo agosto, quando cadrà il trentesimo anniversario della morte di Diana. Penso che quello sarà un momento importante. Sarà un’occasione in cui vedremo cosa succederà. Sarebbe molto strano se non fossero insieme in quell’occasione. E se non saranno insieme allora, beh... quando potrebbero esserlo?”.