Un piccolo deposito segreto, nascosto in un bosco al confine tra Berlino e il Brandeburgo, con armi e munizioni che, secondo gli investigatori tedeschi, potrebbero essere state destinate a “operazioni cinetiche” per conto di Mosca: attacchi fisici e possibili attentati sul territorio tedesco. Il ritrovamento, rivelato ieri dai media tedeschi e poi confermato dal ministro dell’Interno Alexander Dobrindt, riaccende l’allarme in Germania per il rischio di sabotaggi e attentati legati alla guerra ibrida condotta dalla Russia.
La vicenda risale allo scorso ottobre, quando l’intelligence tedesca aveva ricevuto una soffiata nell’ambito di un’indagine su una presunta minaccia alla sicurezza dello Stato. Nel corso dell’operazione, secondo l’inchiesta di Ndr e Wdr e il quotidiano Süddeutsche Zeitung, l’intelligence aveva ricevuto una segnalazione sull’esistenza del deposito utilizzato come punto di consegna clandestino per materiali e informazioni. I servizi segreti interni ritenevano che …
Un piccolo deposito segreto, nascosto in un bosco al confine tra Berlino e il Brandeburgo, con armi e munizioni che, secondo gli investigatori tedeschi, potrebbero essere state destinate a “operazioni cinetiche” per conto di Mosca: attacchi fisici e possibili attentati sul territorio tedesco. Il ritrovamento, rivelato ieri dai media tedeschi e poi confermato dal ministro dell’Interno Alexander Dobrindt, riaccende l’allarme in Germania per il rischio di sabotaggi e attentati legati alla guerra ibrida condotta dalla Russia.
La vicenda risale allo scorso ottobre, quando l’intelligence tedesca aveva ricevuto una soffiata nell’ambito di un’indagine su una presunta minaccia alla sicurezza dello Stato. Nel corso dell’operazione, secondo l’inchiesta di Ndr e Wdr e il quotidiano Süddeutsche Zeitung, l’intelligence aveva ricevuto una segnalazione sull’esistenza del deposito utilizzato come punto di consegna clandestino per materiali e informazioni. I servizi segreti interni ritenevano che chi aveva allestito il deposito agisse su ordine dei servizi segreti di Mosca. Tra i potenziali obiettivi ci sarebbero stati dirigenti dell’industria della difesa, esponenti dell’opposizione russa in esilio e sostenitori dell’Ucraina. Una volta individuato il nascondiglio, l’intelligence ha reso inutilizzabili le armi e sostituito le munizioni. Il piccolo “rifugio” è stato quindi messo sotto sorveglianza nel tentativo di individuare chi lo utilizzava, ma senza successo.
«Queste armi erano probabilmente destinate alla realizzazione di piani per attentati», ha dichiarato Dobrindt in conferenza stampa a Berlino, confermando le informazioni pubblicate dalla stampa tedesca. Il ministro ha precisato che al momento non ci sono elementi per stabilire quale fosse l’obiettivo dell’eventuale attentato, ma ha confermato l’arresto di un sospetto definito un «agente di basso livello» - sacrificabile, spesso reclutato attraverso i social per svolgere una singola missione - in Romania. Si tratta, secondo fonti della polizia rumena citate dall’Afp, di un ucraino di una ventina d’anni, arrestato insieme a un connazionale lo scorso ottobre in Romania con l’accusa di aver organizzato, per conto della Russia, un attentato con un pacco bomba nel Paese.
La procura federale tedesca ha aperto un’inchiesta per «attività di agente dei servizi segreti» e «preparazione di un grave atto criminale che mette in pericolo la sicurezza dello Stato». Dobrindt non ha attribuito direttamente la responsabilità alla Russia, ma ha inserito il caso nel quadro della «minaccia ibrida» che espone sempre più la Germania ad attività di spionaggio e sabotaggio. Mentre il vicepresidente della commissione parlamentare tedesca incaricata del controllo dei servizi di intelligence, Konstantin von Notz, ha accusato apertamente Mosca. «Quest’ultima scoperta dimostra ancora una volta l’ostilità che la Russia manifesta da tempo nei nostri confronti e l’urgenza di reagire con determinazione», ha dichiarato al quotidiano Rheinische Post. Poco più di due settimane fa, un drone esplosivo era stato scoperto all’aeroporto di Lipsia, importante snodo logistico per la Nato e per il trasporto di equipaggiamento militare e civile verso l’Ucraina. Mentre gli arresti di «agenti di basso livello» in Germania si sono intensificati quest’anno: ad aprile un cittadino kazako è stato arrestato a Berlino e ad agosto un cittadino ucraino a Monaco, entrambi sospettati di spionaggio per conto di Mosca.