La folle vita in Nicaragua del fratello rivoluzionario di Natalie Harp, assistente di Trump
di Bernardo TombariC’è un intero filone della psicologia che studia la sibling deidentification, cioè di come i fratelli sviluppino consciamente o inconsciamente caratteri, interessi e idee opposte per differenziarsi l’uno dall’altro. Sembrano esserne un esempio perfetto Natalie e Preston Harp: lei è la fedelissima assistente di Donald Trump, scrive i suoi post sui social, stampa le notizie che lo riguardano, gli manda messaggi pieni d’amore e lo segue ovunque, persino sull’aereo sostitutivo con cui il presidente è tornato da Ankara per la minaccia di attentati iraniani, mentre a fare da esca sull’Air Force One restavano il segretario di Stato Marco Rubio, il ministro del Tesoro Scott Bessent e l’ormai ex portavoce Karoline Leavitt.
Suo fratello Preston, 38 anni, ha invec…
C’è un intero filone della psicologia che studia la sibling deidentification, cioè di come i fratelli sviluppino consciamente o inconsciamente caratteri, interessi e idee opposte per differenziarsi l’uno dall’altro. Sembrano esserne un esempio perfetto Natalie e Preston Harp: lei è la fedelissima assistente di Donald Trump, scrive i suoi post sui social, stampa le notizie che lo riguardano, gli manda messaggi pieni d’amore e lo segue ovunque, persino sull’aereo sostitutivo con cui il presidente è tornato da Ankara per la minaccia di attentati iraniani, mentre a fare da esca sull’Air Force One restavano il segretario di Stato Marco Rubio, il ministro del Tesoro Scott Bessent e l’ormai ex portavoce Karoline Leavitt.
Suo fratello Preston, 38 anni, ha invece fatto scelte di vita radicalmente diverse: abita a Masatepe, Nicaragua, vicino alla costa pacifica. È uno strenuo sostenitore del regime sandinista di Daniel Ortega e Rosario Murillo, che di recente hanno ufficialmente abolito le elezioni nel Paese, ma è da decenni che gli oppositori politici vengono sistematicamente perseguitati e torturati. Nella bio del suo profilo Facebook, Preston si definisce “musicista, giornalista investigativo, anti-imperialista e socialista”.
Sui social condivide propaganda sandinista e fa persino il tifo per il regime iraniano (“Con l’Iran dalla parte giusta della storia, insieme vinceremo”). Ma posta anche le bevute e i concerti nei bar nicaraguensi o le foto della sua curiosa abitazione, con il tetto di lamiera e spoglie mura di mattoni dove convivono un quadro della Madonna di Guadalupe, una mensola con le biografie di Fidel Castro, Che Guevara e Nelson Mandela, una foto dell’astronomo e autore di fantascienza Carl Sagan, una bandiera palestinese e una rossonera del FLSN, il Frente Sandinista de Liberación Nacional. Poi, un letto a castello e un piccolo altare con candele votive cattoliche accanto a quadretti della mistica indiana Anandamayi Ma e di altri guru induisti.
In Nicaragua Harp collabora con S. Brian Wilson, veterano del Vietnam e attivista per la pace messo nella lista dei “terroristi interni” durante il governo Reagan. Nel 1987 perse le gambe e rischiò la vita nel tentativo di fermare un treno che trasportava attrezzatura militare diretta proprio in Nicaragua, ai ribelli controrivoluzionari anti-sandinisti.
Preston ha raccontato pochi giorni fa in un’intervista alla Cnn le sue divergenze con Natalie e con tutta la sua famiglia ultra-conservatrice: “Siamo stati educati con l’idea che l’eccezionalismo americano sia il modo corretto di guardare le cose, che gli Stati Uniti sono il capo del mondo – spiega l’uomo – Mia sorella ha una malsana ossessione per Trump perché rappresenta tutto ciò che nostra madre ci ha insegnato a rispettare”. Racconta che già da piccola Natalie aveva una fascinazione per i presidenti americani, tanto che durante la guerra in Iraq scrisse una lettera a George W. Bush. Secondo lui la sorella minore cerca in Trump una figura paterna e non prova nessun tipo di attrazione fisica: “A lui invece piace perché è la sua più grande fan”.
Se la sorella era quella obbediente, lui era fin da piccolo un ribelle che rifiutava l’educazione religiosa e amava la musica rock, lo skateboard e i romanzi di Kerouac. Ma la vera rottura con la famiglia è arrivata nel 2020, con il suicidio del padre Robert: la madre Jill e Natalie volevano dire ai parenti che l’uomo era morto nel sonno, Preston invece ha raccontato la verità. Da allora le due donne non hanno più parlato con lui o altri membri della famiglia e si sono trasferiti dalla California alla Florida, a pochi chilometri dalla reggia trumpiana di Mar-a-Lago. Il fratello invece ha scelto il Nicaragua di Ortega e Murillo, dove dice di “aver trovato finalmente la pace”.