Kiev prepara “M&M”, l’operazione segreta per colpire gli aeroporti russi e isolare Mosca
di Gianluca Di FeoTecnologia e audacia per infliggere un colpo pesantissimo a livello psicologico alle élite del potere russo: isolarle dal resto del mondo, interrompendo i collegamenti aerei di compagnie estere come Turkish ed Emirates. Per questo è stato progettato un grande attacco di bombardieri guidati esclusivamente dall’intelligenza artificiale, destinati a colpire con precisione piste ed apparati elettronici degli aeroporti di Mosca: ne sarebbero serviti mille, chiamati in codice “M&M” come i coloratissimi confetti di cioccolato. Sarebbe stato un raid senza precedenti nella Storia, condotto interamente da uno sciame colossale di ordigni guidati dall’Ai che avrebbero attraversato mezza Russia per piombare sugli obiettivi.
Il piano è stato rivelato e ricostruito da The Atlantic, che si è basato su alcune fonti anonime ma nella presidenza ucraina è stato accolto da un “no comment” e da una smentita. D’altronde, il mensile statunitense sottolinea come sia stato proprio Zelensky a frenare s…
Tecnologia e audacia per infliggere un colpo pesantissimo a livello psicologico alle élite del potere russo: isolarle dal resto del mondo, interrompendo i collegamenti aerei di compagnie estere come Turkish ed Emirates. Per questo è stato progettato un grande attacco di bombardieri guidati esclusivamente dall’intelligenza artificiale, destinati a colpire con precisione piste ed apparati elettronici degli aeroporti di Mosca: ne sarebbero serviti mille, chiamati in codice “M&M” come i coloratissimi confetti di cioccolato. Sarebbe stato un raid senza precedenti nella Storia, condotto interamente da uno sciame colossale di ordigni guidati dall’Ai che avrebbero attraversato mezza Russia per piombare sugli obiettivi.
Il piano è stato rivelato e ricostruito da The Atlantic, che si è basato su alcune fonti anonime ma nella presidenza ucraina è stato accolto da un “no comment” e da una smentita. D’altronde, il mensile statunitense sottolinea come sia stato proprio Zelensky a frenare sulla missione, permettendo però di proseguirne i preparativi fino ad almeno un mese fa. Tra i più accaniti sostenitori dell’iniziativa sin dall’inizio c’è stato Mykhailo Fedorov, prima ministro dello sviluppo digitale e poi titolare della Difesa da gennaio a luglio di quest’anno.
L’operazione “M&M” rispecchia due diverse visioni del conflitto all’interno dei comandi ucraini e del governo. Da una parte ci sono i fautori di una resistenza tradizionale, contando però sui droni come strumento per compensare l’inferiorità di soldati e mezzi sul campo di battaglia. Dall’altra ci sono gli innovatori radicali, convinti che soltanto idee temerarie e tecnologie avanzate possano mettere in crisi la superiorità russa di uomini e risorse: una sfida che vogliono condurre puntando sulla qualità e su azioni esemplari che facciano capire al Cremlino - ma soprattutto al blocco sociale che continua a seguirlo - come la prosecuzione della guerra possa costare un prezzo altissimo a Mosca. È questo l’approccio che un anno fa ha partorito “Spiderweb”: l’irruzione dei quadricotteri partiti da anonimi container fatti arrivare accanto alle basi dei bombardieri strategici delle squadriglie nucleari russe.
L’incursione sugli aeroporti civili aveva prioritariamente come bersaglio i voli internazionali, che permettono ancora oggi alle classi dirigenti putiniane di viaggiare per affari nei Paesi che non osservano l’embargo e concedersi persino vacanze di lusso in tutti i continenti, Italia inclusa. Il bersaglio erano gli scali della capitale. Vengono presi di mira spesso dagli sciami di bombe volanti. Tra il 28 giugno e il 28 luglio, le autorità dell’aviazione russa hanno dovuto interrompere 114 volte decolli e atterraggi per la minaccia dei droni di Kiev: a Mosca è successo 17 volte. Il ritmo delle chiusure è praticamente costante: l’associazione degli agenti di viaggio russa ne aveva censite 290 nei primi tre mesi dell’anno. Ma salvo rare occasioni, queste allerte però hanno durata di poche ore mentre il nuovo raid è stato concepito per infliggere danni di più lunga durata e convincere così i vettori stranieri a non correre il rischio di finire sotto tiro. In Ucraina i voli civili sono cessati il giorno dell’invasione.
Il progetto è stato presentato per la prima volta a Zelensky lo scorso inverno. In quel momento i negoziati tra i due belligeranti imposti dalla Casa Bianca stavano proseguendo e l’idea dell’Operazione M&M è apparsa come un modo per aumentare la pressione sul Cremlino e fargli accettare un cessate-il-fuoco. Il presidente però ha espresso parecchie perplessità sul pericolo di colpire un velivolo passeggeri, ferendo o addirittura uccidendo persone dell’equipaggio e viaggiatori. I suoi dubbi riguardavano anche l’affidabilità dei nuovi droni pilotati dall’intelligenza artificiale: trovano la rotta confrontando le mappe inserite nella memoria con il profilo del terreno, fino a riconoscere il bersaglio assegnato. Un sistema che ormai gli ucraini utilizzano spesso, ma su distanze di duecento chilometri o per gestire solo la fase finale dell’attacco: qui invece sarebbe stato necessario affidarsi al “cervello elettronico” per almeno otto-novecento chilometri e superare le barriere della contraerea, con il pericolo che ordigni danneggiati sbagliassero bersaglio. Tra le proposte esaminate per evitare vittime civili, anche quella di preavvertire con messaggi social i cittadini russi dell’arrivo della pioggia di droni sulle piste.
Uno degli interlocutori di The Atlantic all’interno della presidenza ha dichiarato che “è una cosa totalmente senza senso” evidenziando che “non possediamo armi che possano concretizzare l’idea senza mettere a rischio i civili”. In realtà a Repubblica risulta che esistono da due anni droni stealth ucraini con quelle prestazioni: c’è un modello da ricognizione che si inoltra per millecinquecento chilometri e torna sempre alla base; modificarlo in un kamikaze non presenterebbe problemi. Sono ordigni su cui nell’autunno 2024 stavano venendo introdotte l’AI e piccoli missili aria-suolo: gli strumenti richiesti per entrare a far parte della squadra M&M. Le fabbriche ucraine attualmente sono in grado di consegnare centinaia di droni al giorno: i russi hanno dichiarato di avere abbattuti 791 in una sola notte di luglio, di cui seicento diretti verso la capitale.
Ma - secondo The Atlantic - Zelensky a metà luglio avrebbe bloccato tutti i preparativi. Una scelta dettata non solo dalle preoccupazioni sui possibili “danni collaterali” ma anche dallo scontro con Fedorov, rimosso dalla poltrona di ministro della Difesa tra le proteste popolari di piazza. Fedorov ha raccolto una squadra di giovani “smanettoni” per preparare i sistemi di navigazione con una palestra per “addestrare” l’AI dei droni a cui sarebbe stata affidata la missione “M&M”. E dopo essere stato messo alla porta senza giustificazione, l’ex ministro ha lanciato una sfida aperta alla presidenza.
Ora la parola passa al suo successore Yevhenii Khmara: non è un burocrate, ma un veterano delle forze speciali in prima linea dal 2014. Come comandante delle squadre d’assalto del SBU - il servizio segreto interno - ha diretto azioni temerarie: dalla riconquista dell’Isola dei Serpenti - quella dove all’inizio dell’invasione il presidio ucraino hanno risposto con il dito alzato alle richieste di resa - fino proprio a “Spiderweb”. E non è detto che non possa rilanciare anche il blitz “unmanned” contro gli aeroporti. “Proveremo, tecnicamente è possibile - ha commentato una delle fonti di The Atlantic -. Si può fare ripartire il progetto con un nuovo team, ma serviranno almeno tre mesi”.
A quel punto però sarò tornato l’inverno. Sarà durissimo per gli ucraini: i russi hanno già ripreso a bombardare le centrali elettriche e gli impianti di riscaldamento collettivo dei quartieri periferici. Le ondate di droni ucraini cercheranno di rendere difficile la vita anche alla popolazione russa; puntando a distruggere non le case ma il consenso verso Vladimir Putin.