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Midterm Usa, ora Trump teme il tracollo

(afp)

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“Votate come se ci fossi io sulla scheda”, ha detto in comizio. A rischio sia la Camera che il Senato
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NEW YORK – «Andate a votare come sei io fossi sulla scheda». Se a lanciare questo appello è Donald Trump, come ha fatto venerdì sera durante il comizio tenuto in South Carolina per soccorrere la candidatura al Senato di Darline Graham, sorella del defunto alleato Lindsey, qualcosa sta andando davvero storto nella campagna repubblicana per le midterm di novembre. Finora infatti la difesa preventiva del capo della Casa Bianca era stata che le elezioni riguardano Camera, Senato e governatori, e quindi in caso di sconfitta non sarebbe lui a perdere. Se però ora inizia ad usare se stesso per motivare i sostenitori, vuol dire che il rischio di prendere una batosta è peggiore del desiderio di non essere coinvolto. Infatti poco dopo ha avvertito che se i democratici vinceranno, arriverà il terzo impeachment per lui. Magari no, perché l’opposizione ha capito che comunque verrebbe fermata dalla necessità di ottenere una maggioranza qualificata al Senato, ma di sicuro scatterebbero una serie di …

NEW YORK – «Andate a votare come sei io fossi sulla scheda». Se a lanciare questo appello è Donald Trump, come ha fatto venerdì sera durante il comizio tenuto in South Carolina per soccorrere la candidatura al Senato di Darline Graham, sorella del defunto alleato Lindsey, qualcosa sta andando davvero storto nella campagna repubblicana per le midterm di novembre. Finora infatti la difesa preventiva del capo della Casa Bianca era stata che le elezioni riguardano Camera, Senato e governatori, e quindi in caso di sconfitta non sarebbe lui a perdere. Se però ora inizia ad usare se stesso per motivare i sostenitori, vuol dire che il rischio di prendere una batosta è peggiore del desiderio di non essere coinvolto. Infatti poco dopo ha avvertito che se i democratici vinceranno, arriverà il terzo impeachment per lui. Magari no, perché l’opposizione ha capito che comunque verrebbe fermata dalla necessità di ottenere una maggioranza qualificata al Senato, ma di sicuro scatterebbero una serie di inchieste parlamentari capaci di deragliare la sua amministrazione, se non paralizzarla.

Fonti molto vicine a Trump confidano che il timore del Gop a questo punto non è solo quello di perdere la Camera, dove appunto parte la procedura di incriminazione del presidente, ma anche il Senato. Descrivono le midterm come «un disastro in arrivo» e fanno conti che nessuno si azzarda in pubblico. Perché ormai la percezione della gente sull’aumento dei prezzi favorito dalla guerra in Iran è indelebile, e pochi vedono come il conflitto possa trovare una soluzione positiva prima del voto, anche se domani il segretario al Tesoro Bessent annuncerà nuove sanzioni economiche abbastanza devastanti da mettere in ginocchio il regime. Anzi, forse proprio il fatto che ormai Trump sembra aver rinunciato a raggiungere i suoi obiettivi attraverso l’escalation militare conferma gli effetti negativi della guerra sull’umore degli stessi elettori Maga.

Per capirlo basta guardare il Cook Political Report, che ha appena spostato le corse senatoriali in Texas e Iowa dalla colonna “Lean Republican” a “Toss Up”. Significa che se prima la vittoria del Gop era probabile, ora siamo al lancio della monetina. Ma se i repubblicani perdessero a favore di James Talarico il Texas, dove a settembre terranno la loro convention, chissà cosa succederebbe in stati più contesi tipo Ohio, Michigan e Alaska. I sondaggi spesso sbagliano e le primarie hanno dimostrato che la base resta fedele a Trump, ma lui stesso sembra non fidarsi più. —

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