LONDRA – Un attacco di hacker iraniani ha bloccato per quattro giorni una centrale elettrica nel Regno Unito. L’attacco cibernetico, avvenuto il mese scorso ma reso noto soltanto adesso, rappresenta la prima volta che nemici di Londra sono riusciti a chiudere un’infrastruttura di questo tipo, accrescendo l’allarme dei servizi segreti britannici. Le fonti che hanno rivelato l’incidente al Daily Telegraph non indicano di quale centrale si trattasse, ma specificano che si tratta di un “generatore di energia di piccole dimensioni” e affermano che l’incidente non ha messo in pericolo la rete elettrica globale. È tuttavia stato riportato al National Cyber Security Centre (Ncsc), l’organismo che protegge società pubbliche e private britanniche da cyberattacchi, parte del Gchq, l’agenzia di spionaggio elettronico nazionale. Il Telegraph riporta che dietro l’attacco ci sono hacker affiliati al regime di Teheran.
Per il momento il governo ha risposto alla minaccia fornendo istruzioni su co…
LONDRA – Un attacco di hacker iraniani ha bloccato per quattro giorni una centrale elettrica nel Regno Unito. L’attacco cibernetico, avvenuto il mese scorso ma reso noto soltanto adesso, rappresenta la prima volta che nemici di Londra sono riusciti a chiudere un’infrastruttura di questo tipo, accrescendo l’allarme dei servizi segreti britannici. Le fonti che hanno rivelato l’incidente al Daily Telegraph non indicano di quale centrale si trattasse, ma specificano che si tratta di un “generatore di energia di piccole dimensioni” e affermano che l’incidente non ha messo in pericolo la rete elettrica globale. È tuttavia stato riportato al National Cyber Security Centre (Ncsc), l’organismo che protegge società pubbliche e private britanniche da cyberattacchi, parte del Gchq, l’agenzia di spionaggio elettronico nazionale. Il Telegraph riporta che dietro l’attacco ci sono hacker affiliati al regime di Teheran.
Per il momento il governo ha risposto alla minaccia fornendo istruzioni su come affrontarla alle compagnie del settore energetico. All’inizio di quest’anno, Richard Horne, capo del Ncsc, aveva dichiarato che la maggioranza degli attacchi cibernetici contro il Regno Unito sono portati avanti da “stati ostili”, fra cui Russia, Cina e Iran, sottolineando che la sua agenzia affronta in media quattro attacchi di questo genere al mese e avvertendo che il Paese potrebbe essere messo nel mirino con crescente intensità se fosse coinvolto in un conflitto internazionale. Il parziale sostegno offerto da Londra agli Stati Uniti nella guerra in Iran, permettendo l’uso di basi per il rifornimento di aerei, ha evidentemente spinto il regime degli ayatollah ad agire nel primo attacco concreto contro obiettivi britannici dall’inizio del conflitto nel Golfo Persico.
In precedenza, c’erano stati attacchi cibernetici di serio impatto contro aziende del Regno Unito, incluse la Jaguar Land Rover, gli ospedali del National Health Insurance e la rete di supermercati Co-op, attribuiti da fonti anonime alla Russia. Da quel momento il Gchq ha sviluppato piani per creare un nuovo “scudo” cibernetico nazionale che sarebbe il primo al mondo basato sull’Intelligenza Artificiale. Il sistema, che secondo il quotidiano Independent dovrebbe diventare operativo entro cinque anni, userà l’Ia per individuare e smascherare minacce a infrastrutture critiche nazionali, come linee aeree, aziende di telecomunicazioni e centrali energetiche, per prevenire futuri attacchi.
“Il Regno Unito ha un sistema energetico altamente resistente e lavoriamo attivamente con il settore per proteggerlo e garantirne la sicurezza da ogni minaccia”, commenta un portavoce governativo, ribadendo che l’incidente in questione riguarda una centrale di bassa scala e che in nessun momento c’è stato il rischio di un blackout. La rete energetica britannica dispone di un certo numero di generatori a gas più piccoli che forniscono elettricità a breve termine in caso di necessità. Sarebbe uno di questi a essere stato attaccato dagli hacker iraniani. Ma anche la chiusura di una centrale elettrica di minore entità fa squillare un campanello d’allarme a Downing Street: un monito di quello che Teheran potrebbe fare, specie nel caso di un maggiore coinvolgimento britannico nella guerra.