Notte di missili, mattina di sorprese. Scendi al supermercato sotto casa, una struttura piuttosto grande e ben fornita della catena Novus, e sul banco dei freschi gli scaffali sono semivuoti e al posto di peperoni e zucchine c’è un cartello di informazioni: «Questo prodotto è stato distrutto dalla Russia. Stiamo riassortendo una nuova partita». Gli ultimi attacchi russi in serie alla rete logistica hanno regalato agli ucraini una nuova difficoltà: fare la spesa. Nei supermercati di Kiev cominciano a essere visibili le conseguenze dei bombardamenti sui centri di distribuzione e sui magazzini di generi alimentari.
«Nel mio solito supermercato c’erano molti scaffali vuoti», raccontano a Kiev fotografando la desolazione inedita sui banchi del cibo in una città in cui, nonostante quattro anni e mezzo di guerra, i negozi lontani dal fronte funzionavano come in tempo …
Notte di missili, mattina di sorprese. Scendi al supermercato sotto casa, una struttura piuttosto grande e ben fornita della catena Novus, e sul banco dei freschi gli scaffali sono semivuoti e al posto di peperoni e zucchine c’è un cartello di informazioni: «Questo prodotto è stato distrutto dalla Russia. Stiamo riassortendo una nuova partita». Gli ultimi attacchi russi in serie alla rete logistica hanno regalato agli ucraini una nuova difficoltà: fare la spesa. Nei supermercati di Kiev cominciano a essere visibili le conseguenze dei bombardamenti sui centri di distribuzione e sui magazzini di generi alimentari.
«Nel mio solito supermercato c’erano molti scaffali vuoti», raccontano a Kiev fotografando la desolazione inedita sui banchi del cibo in una città in cui, nonostante quattro anni e mezzo di guerra, i negozi lontani dal fronte funzionavano come in tempo di pace. Ora, invece, sono comparsi quei cartelli per spiegare ai clienti gli scaffali vuoti, che ricordano i momenti peggiori del passato sovietico: “Alla cassa – ci racconta una signora – una donna si lamentava con il marito, gli diceva: ‘Speriamo che tornino i prodotti e non si riempia invece di quei cartelli…’. E lui le ha risposto ‘ma va, non siamo più nel secolo scorso, non ci sarà la carestia’”.
Un’anziana si lamentava del fatto che non ci fosse più la sua marca di olio di girasole a buon prezzo, l’unica che poteva permettersi. I cereali, consumati in grandi quantità dalle famiglie a reddito modesto, cominciano a scarseggiare, e anche per la farina ci sono parecchi spazi vuoti. Per ora è una seria difficoltà, ma non una crisi globale del sistema. I negozi stanno cercando di riorganizzare la rete logistica e di mettere in sicurezza le forniture per evitare che la situazione peggiori. A quanto pare non è l’effetto di qualche missile che ha perso la rotta, ma una nuova fase tattica della guerra che peggiora ulteriormente la qualità della vita dei civili.
Dall’inizio di agosto i russi hanno sferrato sistematicamente attacchi massicci contro i centri logistici e i magazzini, non solo alimentari, ucraini. La prima grande ondata c’è stata nella notte del 5 agosto. Quattro centri di distribuzione di Fozzy Group, proprietario tra l’altro delle catene Silpo e Fora, sono stati danneggiati e sei dipendenti sono morti. È stato colpito anche il principale centro logistico di Novus, costretto a interrompere le operazioni. Secondo la Retail Association of Ukraine, quella stessa notte sono state colpite strutture appartenenti anche a Rozetka, Epicentr, Nova Poshta e altri operatori commerciali e logistici. Il grande centro di distribuzione di Rozetka a Brovary è stato distrutto. L’attacco ha interessato contemporaneamente alcuni dei principali nodi attraverso i quali vengono distribuite le merci a centinaia di punti vendita.
Fora ha stimato in 1,15 miliardi di grivne i danni provocati dalla perdita di uno dei suoi magazzini e delle merci che conteneva. Per rimediare, aveva cominciato a trasferire parte delle forniture direttamente dai produttori ai negozi, e a utilizzare depositi alternativi. Ma giovedì scorso Mosca ha sferrato un secondo attacco massiccio colpendo nuovamente la logistica alimentare della regione di Kiev. A Martusivka, vicino a Boryspil, è stato centrato un centro di distribuzione di Fora dedicato ai prodotti freschi. Era entrato in funzione appena una settimana prima, proprio per sostituire parte della capacità perduta nell’attacco del 5 agosto. Nella stessa ondata è stato danneggiato un magazzino che conteneva prodotti destinati ai supermercati Varus e un deposito di EKO Market. A Kiev è stato distrutto anche il centro di distribuzione del produttore di gelati Fayni Lyodu, che riforniva la capitale e altre dodici città. Sono andate distrutte tonnellate di prodotti, mezzi e attrezzature. Varus ha avvertito che in alcuni negozi avrebbero potuto verificarsi carenze temporanee di alcuni prodotti.
A Kiev e nella regione sono comparsi i vuoti negli scaffali, e per alcuni prodotti si è inceppata la catena del riassortimento. Non c’è una carenza generalizzata di generi alimentari, ma la crisi del sistema di distribuzione complica la vita dei cittadini. Senza contare i soliti disastri della guerra: negli stessi giorni la Russia ha colpito con missili balistici e droni anche le ferrovie ucraine a Kiev e nella regione di Odessa.
L’Ucraina colpisce a sua volta i grandi centri di distribuzione russi: negli ultimi mesi sono stati attaccati ripetutamente i magazzini di Wildberries, il maggiore rivenditore online della Russia, e sabato i droni hanno colpito per la prima volta anche un grande centro logistico di Ozon – il principale competitor di Wildberries - a Chapayevsk, nella regione di Samara: era uno dei maggiori complessi logistici della regione del Volga.
Gli attacchi russi alla produzione e alla distribuzione alimentare non sono inediti: l’8 ottobre era stato colpito a Kiev lo stabilimento Yofi, produttore di hummus, falafel e babaganush che erano scomparsi dai negozi. Il 24 novembre scorso un missile aveva gravemente danneggiato il principale centro logistico di Novus a Kiev, uccidendo quattro autisti. E il 29 luglio un attacco di droni ha devastato lo stabilimento lattiero-caseario di Bohodukhiv, bloccandone la produzione a tempo indeterminato. Ma ad agosto è evidente che Mosca ha aumentato la pressione sulle infrastrutture commerciali: venerdì due droni russi hanno distrutto il centro commerciale Soniachna Galereya di Kryvyi Rih, uccidendo 16 persone. La notte successiva è toccato a un altro centro commerciale a Kherson, distrutto dall’incendio.