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Zelensky si blinda sul voto: “Sarebbe uno tsunami”. E rilancia il piano di pace

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“Tregua, zona franca e ritiro soldati: c’è un accordo con Usa e Ue”. Macron darà i radar, Merz gli intercettori. Oggi europei nella capitale
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L’Europa e i volenterosi sono a Kiev per celebrare il giorno dell’Indipendenza ucraina, e Zelensky tra un missile e un drone li accoglie parlando di pace: «Riteniamo sia la fase più attiva in cui la diplomazia può portare alla fine della guerra entro fine estate 2027». Il paletto principale resta «il cessate il fuoco», ma «la seconda parte è ciò che hanno proposto gli americani, una zona economica franca: noi e i russi facciamo gli stessi passi indietro, e questo crea una sorta di zona cuscinetto, chiamata zona economica franca, sotto una qualche forma di gestione» di «una parte terza». L’ultimo capitolo sarà valutare «cosa faranno Ue e Nato, e che cosa è pronta a fare l’Ucraina» per le garanzie di sicurezza. Questo, assicura il presidente, è «ciò che c’è oggi sul tavolo», su cui «nessuno ha obiezioni». Un’idea che sarebbe stata elaborata «dialogando con tutti, compresa la Russia».

La formula ricordata da Zelensky nasce dal piano americano in 28 punti dello scorso autunno in cui …

L’Europa e i volenterosi sono a Kiev per celebrare il giorno dell’Indipendenza ucraina, e Zelensky tra un missile e un drone li accoglie parlando di pace: «Riteniamo sia la fase più attiva in cui la diplomazia può portare alla fine della guerra entro fine estate 2027». Il paletto principale resta «il cessate il fuoco», ma «la seconda parte è ciò che hanno proposto gli americani, una zona economica franca: noi e i russi facciamo gli stessi passi indietro, e questo crea una sorta di zona cuscinetto, chiamata zona economica franca, sotto una qualche forma di gestione» di «una parte terza». L’ultimo capitolo sarà valutare «cosa faranno Ue e Nato, e che cosa è pronta a fare l’Ucraina» per le garanzie di sicurezza. Questo, assicura il presidente, è «ciò che c’è oggi sul tavolo», su cui «nessuno ha obiezioni». Un’idea che sarebbe stata elaborata «dialogando con tutti, compresa la Russia».

La formula ricordata da Zelensky nasce dal piano americano in 28 punti dello scorso autunno in cui Kiev avrebbe dovuto cedere la parte del Donetsk che i russi non riuscivano a conquistare, trasformata in zona cuscinetto demilitarizzata ma riconosciuta come russa. Respinse la proposta, ma rilanciò l’idea di crearla arretrando entrambi. Da allora il progetto ha cambiato pelle più volte, aggiornandone i cardini. Le parole di Zelensky confermano che nonostante il negoziato congelato è ancora su quel canovaccio che si lavora per far tacere le armi.

Il presidente ha parlato anche della resa dei conti politica aperta dalla cacciata dell’ex ministro della Difesa Fedorov. Ha raccontato i retroscena dello scontro «molto serio» tra Fedorov e l’allora comandante delle forze armate, Syrsky. Fedorov, dice, gli aveva presentato il progetto di un «ministero della Guerra» in stile trumpiano, che avrebbe sottomesso il capo di Stato maggiore al controllo del ministro. «Scordatelo», racconta di avergli risposto. Ma Fedorov avrebbe cercato «altre strade per fare la stessa cosa». Il presidente racconta anche di aver fatto una gaffe con Trump – sul presunto via libera di Musk a usare Starlink in Russia – sulla base di informazioni ricevute da Fedorov. Anche per questo silurò lui e non Sirsky, proponendogli però «quattro diversi incarichi, tutti rifiutati: «Sta andando, o qualcuno lo spinge, verso cose sbagliate», dice.

Va, cioè, verso la politica, l’unica distrazione che il presidente non concede ai suoi uomini. E sulla sua richiesta di convocare le elezioni cala la scure: «Sarebbero uno tsunami che spaccherebbe l’Ucraina». Dice di aver chiesto agli alleati condizioni concrete per un voto sicuro, legittimo e democratico. Ma nessuno, dice, gli ha dato la soluzione. «La mia strategia è portare il Paese a fine guerra indipendente e sovrano».

Incalzato da chi gli chiede conto del nuovo scandalo di corruzione nel suo ufficio, Zelensky replica che le agenzie anticorruzione non hanno per lui «nessuna domanda: capiscono perfettamente che non sono coinvolto in niente del genere». Poco dopo, Fedorov replica alla Bbc: «Risponda a questa domanda, credo sia pronto: sapeva o no?».

Sul fronte militare, Zelensky sostiene che Kiev abbia recuperato quasi interamente il territorio perduto nella regione di Dnipropetrovsk, mentre sarebbe in corso «un’altra operazione» i cui risultati sono attesi «entro fine agosto». Dice che i russi premono sull’asse Kostyantynivka-Sloviansk-Kramatorsk e prevede una nuova mobilitazione russa di 300mila uomini dopo le elezioni per la Duma. Il dato più preoccupante riguarda però la difesa dai missili balistici: le forniture di intercettori Patriot sono diminuite mentre gli attacchi aumentavano. Dai 675 ricevuti nel 2023 ai 354 del 2025 e ai 264 di quest’anno, ma ne servono almeno «altri 360» per affrontare l’inverno facendo fronte alla capacità produttiva di Mosca di cento missili al mese. Oggi a Kiev ci saranno una decina di leader dei volenterosi, compresi i baltici arrivati ieri, e ci sarà anche il presidente del Consiglio Ue António Costa; la riunione sarà copresieduta da Macron, Merz e dal premier britannico Burnham. Le difese aeree, droni e radar, saranno tra i punti cruciali.

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