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Guerra in Iran, news. Trump: “Hormuz completamente sminato”. Bessent: “La pressione sta funzionando”

Guerra in Iran, news. Trump: “Hormuz completamente sminato”. Bessent: “La pressione sta funzionando”
Unrwa: “Inaccettabile irruzione armata in un centro Onu, violata immunità”. Qatar: “Sanzioni americane verso Iran unilaterali, sosteniamo mediazione per la fine della crisi”. Pezeshkian: “Washington deve cambiare tono”. Petroliera colpita in Oman. Il presidente iraniano interviene dopo l’annuncio di Bessent delle misure restrittive su oro, tech e aviazione
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Rimane alta la tensione tra Washington e Teheran. Gli Stati Uniti mettono una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici dei pasdaran, mentre entra nel vivo la nuova offensiva economica americana annunciata da Bessent contro l’Iran, con sanzioni che colpiscono tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. Pechino protesta e definisce illegali le misure Usa, promettendo di tutelare i propri interessi.
Nello stretto di Hormuz una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato in acque omanite: la sala macchine è stata danneggiata e la nave è rimasta fuori uso, mentre l’equipaggio è al sicuro.

Netanyahu: “Nuovi insediamenti per l’arrivo di nuovi ebrei”

Parlando all'evento “Binyamin Breaks Through”, organizzato dal Consiglio regionale di Binyamin il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato: "Molti dei nostri fratelli in tutto il mondo comprendono che questa è la nostra terra e che non c'è alternativa. Per ogni ebreo la porta è aperta, vi aspettiamo. Stiamo preparando la porta per una grande aliyah (ritorno degli ebrei dalla diaspora verso la Terra di Israele, ndr). Abbiamo istituito 104 insediamenti e 160 fattorie e continuiamo a fare di più".

Media, Rubio alle controparti: “Per ora niente attacchi”

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha comunicato alle sue controparti in tutto il mondo che Washington al momento non prevede di effettuare nuovi attacchi offensivi contro l'Iran, poiché l'amministrazione Trump si sta concentrando sulla la pressione economica e la messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz. Lo riporta il Times of Israel citando il canale israeliano Channel 12, che a sua volta si rifà a due fonti a conoscenza delle conversazioni.

Israele espelle rappresentanti olandesi da base Board of Peace a Kiryat Gat

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha annunciato l'espulsione dei rappresentanti olandesi dal Centro Internazionale di Supporto per Gaza (ex Cmcc) a Kiryat Gat, parte del Board of Peace per la Striscia, che dovranno lasciare Israele "entro una settimana". "Ho preso questa decisione oggi a seguito di una serie di iniziative anti-israeliane del governo olandese. L'ultima è stata l'approvazione di una legge che vieta il commercio di prodotti israeliani provenienti da Giudea e Samaria, Gerusalemme Est e dalle Alture del Golan, che entrerà in vigore il mese prossimo", ha scritto Sa’ar su X.

Bessent: “Leadership iraniana ammette che la pressione sta funzionando”

"La leadership iraniana sta ammettendo ciò che ormai il mondo può vedere: la pressione sta funzionando". Ad affermarlo è il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent. Il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian, sottolinea in un post su X, "ha riconosciuto le difficoltà economiche dell'Iran, affermando: 'A un certo punto la guerra dovrà finire'. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, è stato ancora più diretto: 'Per quanto potere militare possiamo avere, se la popolazione ha fame e non abbiamo circolazione finanziaria, crescita economica e produzione interna, non riusciremo a resistere'", sottolinea Bessent.
"Sotto la presidenza di Donald Trump, il Dipartimento del Tesoro continuerà a togliere ogni fonte di sostentamento economico che tiene in vita questo regime, finché Teheran non resterà completamente isolata", conclude il segretario al Tesoro Usa.

Teheran: “D-Day economico? Gli Usa sono bulli, il Canada sta imparando la lezione”

"Usa: 'D-Day economico' - scrive in un post su X il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, in cui fa anche riferimento agli ultimi sviluppi che riguardano il Canada e i dazi doganali - Chi preferisce apparire 'obbediente come ombre' dice che 'Va tutto bene'. Ma aspettate. Non va assolutamente bene". "Quando un bullo dichiara che ogni banca, azienda, porto e governo deve scegliere tra l'obbedienza ai capricci di Washington o affrontare la vendetta americana, non si tratta più solo dell'Iran. Si tratta di annientare le regole più basilari del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, ovvero il rispetto per l'uguaglianza sovrana e l'autodeterminazione di tutti gli Stati - afferma il portavoce nel post - Nessuno Stato decente che tenga alla propria sovranità e ai propri interessi nazionali accetterà la normalizzazione di una tale illegalità e prepotenza sistemica. Il Canada è tra coloro che stanno già imparando quella lezione...".

Piano Iran-Oman per riaprire Hormuz: “Corridoio temporaneo a guida congiunta”

Un corridoio marittimo temporaneo a guida congiunta e un'operazione congiunta per rimuovere le mine. il piano discusso da Iran e Oman per consentire "la ripresa della navigazione sicura" nello Stretto di Hormuz, secondo una dichiarazione congiunta diffusa dal ministero degli Esteri di Muscat dopo i colloqui a Teheran tra i ministri degli Esteri dei due Paesi, Badr Albusaidi e Abbas Araghchi.

Trump: “Tutte le mine a Hormuz rimosse o fatte brillare”

Donald Trump annuncia che tutte le mine nello Stretto di Hormuz sono state rimosse o fatte brillare. "La Marina americana mi ha appena comunicato che tutte le mine presenti nelle acque internazionali dello Stretto di Hormuz sono state rimosse e/o fatte brillare. L'Iran è stato avvertito che qualsiasi nave o imbarcazione che dovesse posizionare nuove mine verrà immediatamente e sistematicamente distrutta", ha scritto Trump sul suo social Truth, sottolineando che "è in vigore una politica di tolleranza zero assoluta riguardo al posizionamento di mine".

Media, Iran ha comunicato agli Usa via Pakistan le proprie condizioni su Hormuz

"L'Iran ha chiaramente comunicato al capo dell'esercito pakistano in visita, Asim Munir, la sua posizione e le sue condizioni sullo Stretto di Hormuz, nonché quelle relative al ritorno degli Stati Uniti alle disposizioni relative allo Stretto, previste dal Memorandum d'intesa di Islamabad": lo ha dichiarato oggi all'agenzia Tasnim una fonte informata. "Contrariamente a quanto riportato da alcuni media, Munir non stava portando un messaggio di minaccia da parte degli Stati Uniti. Piuttosto, stava cercando di aprire un margine di negoziazione e di comunicare agli Stati Uniti le condizioni dell'Iran", ha aggiunto la fonte, vicina al team negoziale iraniano.

Katz: “Idf non lasceranno la zona cuscinetto nel sud della Siria”

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ribadito che l'esercito israeliano non lascerà la zona cuscinetto nel sud della Siria. "Non ci muoveremo dal Monte Hermon e dalla zona di sicurezza finché esisteranno minacce jihadiste contro lo Stato di Israele", ha sottolineato Katz secondo quanto riferisce The Times of Israel. "Il messaggio per il presidente siriano Ahmed al-Sharaa è chiaro: quando ti svegli al mattino nel palazzo di Damasco, guardi verso il Monte Hermon e vedi l'Idf, sai che siamo qui per difendere le nostre comunità e il nostro confine".

Unrwa: “Inaccettabile irruzione armata in un centro Onu, violata immunità”

"Questa mattina l'Idf ha fatto irruzione con la forza nel Centro di Formazione Unrwa di Calandia (Ktc), nella Gerusalemme Est occupata. Al momento dell'irruzione, sul posto erano presenti circa 20 membri dello staff. Successivamente, funzionari israeliani hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche in cui affermavano che la struttura è stata occupata dalle autorità israeliane". Lo dichiara l'Unrwa in una nota dal quartiere generale dell'organizzazione ad Amman. "L'Unrwa condanna senza riserve questa incursione: l'ingresso di forze di sicurezza armate in una struttura Onu, senza l'autorizzazione o il consenso Onu, è inaccettabile. Il Ktc è una struttura protetta dai privilegi e dalle immunità concessi all'organizzazione dal diritto internazionale"

Netanyahu: “Non permetteremo all'Unrwa di operare dal nostro territorio”

“In ottemperanza alle mie istruzioni e in attuazione della legge che abbiamo approvato, oggi è iniziato lo sgombero del complesso dell'Unrwa a Kafr Aqab a Gerusalemme. Lo Stato di Israele non permetterà che un'organizzazione i cui dipendenti sono stati coinvolti in atti di terrorismo nella strage del 7 ottobre operi sul suo territorio e agirà contro di essa con ogni mezzo". Lo ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu in una nota.

Katz: “Ordinato all’Idf tolleranza zero verso gli aquiloni a Gaza”

“Il primo ministro Netanyahu ed io abbiamo ordinato all'Idf di adottare una politica di tolleranza zero nei confronti del lancio di aquiloni e palloni da Gaza verso gli insediamenti del Negev. Se i lanci dovessero continuare, verranno intraprese azioni decisive per porre fine a questo fenomeno. Un pallone o un aquilone sono equiparati a un drone, con o senza esplosivi". È quanto ha scritto in un post sul social X il ministro della Difesa di Israele Israel Katz.

Nyt, gli Usa si preparano a far rientrare diplomatici nelle ambasciate in Medioriente

Gli Stati Uniti si stanno preparando a far rientrare nelle ambasciate in Medio Oriente i diplomatici che erano stati evacuati prima e durante la guerra con l'Iran. Lo riporta il New York Times, che cita un documento interno del Dipartimento di Stato e tre funzionari statunitensi. Secondo il rapporto, tra le ambasciate che vedranno tornare il personale ci sono quelle di Israele, Libano, Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Oman, Iraq e Kuwait. Il ritorno dei funzionari del servizio diplomatico e l'allentamento delle misure di emergenza in alcune missioni statunitensi potrebbero iniziare già questa settimana. L'ambasciata statunitense in Libano dovrebbe essere la prima ad accogliere i diplomatici di ritorno, seguita dalle ambasciate in Israele, Giordania e Oman, che dovrebbero gradualmente tornare a pieno organico. Le missioni negli Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar e Libano opereranno invece inizialmente con un organico pari all'85% di quello normale, mentre le ambasciate in Iraq, Kuwait e Bahrein opereranno inizialmente con un organico ridotto al 75%.

Usa colpiscono una società di Singapore legata a Teheran

Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro la società Wellbred Capital, con sede a Singapore, e le sue società di intermediazione commerciale negli Emirati Arabi Uniti e in Svizzera. Il provvedimento rientra nella stretta di Washington volta a colpire i canali finanziari internazionali della Repubblica Islamica.
Come comunicato dall'Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro americano, il gruppo è accusato di avere legami con Mohammad Hossein Shamkhani, magnate iraniano del trasporto marittimo di petrolio. L'intervento punta a bloccare i flussi economici e le reti logistiche estere utilizzate da Teheran per aggirare le restrizioni sul commercio di greggio.

Qatar: “Sanzioni Usa a Iran sono unilaterali, sosteniamo la mediazione per fine crisi”

“Le sanzioni statunitensi contro l'Iran sono unilaterali e sosteniamo gli sforzi di mediazione volti a risolvere la crisi": lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri del Qatar, Majid Al-Ansari, citato da al Jazeera. "La situazione nello Stretto di Ormuz dovrebbe tornare a quella precedente alla crisi, e sottolineiamo la necessità della libertà di navigazione".

Il responsabile ha poi aggiunto che "se Israele vuole diventare parte integrante della regione, deve adempiere ai propri obblighi". Mentre Doha respinge "il tentativo dell'Iran di coinvolgere i paesi della regione ogni volta che viene attaccato da una terza parte".

Dall’Ue la condanna alle parole di Ben-Gvir: “Linguaggio inaccettabile”

L'Ue condanna "fermamente e in modo chiaro" le dichiarazioni su Gaza del ministro per la sicurezza israeliano, Itamar Ben-Gvir. Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulle affermazioni del ministro israeliano dello scorso 16 agosto, in cui ha pubblicamente chiesto l'uccisione di "30-40 persone" ogni notte a Gaza. "Il governo israeliano ha la responsabilità di frenare tale retorica. L'uso di un linguaggio così grave e offensivo è inaccettabile e non deve essere tollerato. Vorrei inoltre ricordare che è attualmente in discussione in Consiglio una proposta per includere il signor Ben-Gvir nella lista delle sanzioni previste dal regime globale di sanzioni per i diritti umani", ha aggiunto il portavoce europeo. "Vorrei anche ricordare che, secondo il diritto internazionale, Israele ha l'obbligo di proteggere la popolazione palestinese nei territori occupati", ha proseguito El Anouni. "La nostra posizione come Ue è stata molto chiara: non esiste altra soluzione se non quella dei due Stati, una soluzione in cui due Stati democratici, Israele e Palestina, vivono fianco a fianco, in pace e sicurezza entro confini sicuri e riconosciuti", ha concluso.

Idf, colpiti depositi armi Hamas in moschee a Gaza

L'aeronautica israeliana ha dichiarato che ieri nella Striscia di Gaza sono stati bombardati cinque depositi di armi di Hamas situati all'interno di moschee e vicino a centri di aiuti umanitari, oltre a una base di lancio di razzi. Secondo le Forze di Difesa Israeliane, i depositi di armi venivano utilizzati per immagazzinare razzi, armi, esplosivi e altro equipaggiamento militare impiegato da Hamas per sferrare attacchi contro le truppe.
"Questi depositi sono stati allestiti all'interno di moschee e accanto a infrastrutture umanitarie nella Striscia di Gaza", afferma l'esercito.

Trump: “In Iran crisi umanitaria di proporzioni epiche, va fermata”

"La fallimentare Repubblica Islamica dell'Iran non sta pagando ampie fasce delle proprie forze armate, mentre allo stesso tempo uccide manifestanti, anche quando non stanno protestando, a livelli mai visti prima. E' una crisi umanitaria di proporzioni epiche e deve essere fermata, ORA". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Aereo in volo verso Teheran dichiara emergenza sopra la Turchia

Un aereo Airbus A310 della compagnia Taban Airlines in volo da Istanbul a Teheran ha dichiarato lo stato di emergenza mentre si trovava sopra la Turchia. È quanto riporta Flightradar24. L'aereo ha trasmesso il codice di emergenza 7700 durante la fase di discesa nei pressi di Ankara, indicando una possibile deviazione dalla rotta prevista. La natura dell'emergenza non è stata chiarita.

Pechino: “Le sanzioni Usa all’Iran sono illegali, tuteleremo i nostri interessi”

La Cina adotterà "tutte le misure necessarie" per tutelare i propri interessi dopo l'annuncio degli Stati Uniti di nuove sanzioni legate all'Iran e l'avvertimento di Washington ai Paesi che mantengono rapporti finanziari con Teheran. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian durante un briefing a Pechino.
"Abbiamo già dichiarato molte volte che ci opponiamo fermamente alle sanzioni unilaterali illegali", ha spiegato Lin, aggiungendo che la Cina "adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare fermamente i propri diritti e interessi legittimi".

Capo della polizia iraniana: “Il nemico cerca un pretesto per seminare il caos”

"Il nemico è ancora intenzionato a colpire l'Iran e dobbiamo essere cauti al riguardo": è quanto dichiarato martedì dal capo della polizia iraniana, Ahmadreza Radan, secondo cui Usa e Israele "cercano pretesti per creare il caos in una parte dell'Iran o in tutto il Paese, al fine di raggiungere i propri obiettivi".
"Dobbiamo pianificare le nostre azioni in modo da non permettere al nemico di sfruttare la situazione attuale per provocare insicurezza nel Paese», ha proseguito Radan, citato dall'agenzia Irna. Le autorità iraniane hanno espresso preoccupazione per il fatto che la crisi economica e politica nel Paese possa alimentare una nuova rivolta.

Taglia Usa da 10 milioni di dollari su capo e vertici Pasdaran

Gli Stati Uniti hanno messo una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici militari dei Pasdaran: "Queste persone sono a capo di unità che hanno preso di mira il personale Usa con attacchi e le infrastrutture critiche degli Stati Uniti con operazioni informatiche. Aiutaci a contrastare queste minacce. Invia una segnalazione oggi stesso", recita l'annuncio su X del Dipartimento di Stato, rivolto a "chiunque possa fornire informazioni", con le foto del capo dei Pasdaran, Ahmed Vahidi, il comandante Ali Abdollahi, il responsabile delle forze aerospaziali e droni, Said Aghajani, del cyberwarfare, Hamidreza Lashgarian, e dell'intelligence Majid Khademi.

Tajani al capo esercito del Libano: “Avanti con negoziati, l’Italia farà la sua parte”

"Ho parlato con il Generale Rodolphe Haykal, Capo delle Forze Armate Libanesi, in visita a Roma". È quanto fa sapere il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un post sul social X. "Una visita che avevo incoraggiato nei mesi scorsi nei miei colloqui con il Presidente Joseph Aoun e con il Ministro degli Esteri Youssef Raggi e che segue i recenti incontri in Italia tra Libano, Israele e Stati Uniti per dare attuazione all'Accordo quadro sul disarmo di Hezbollah e sul ridispiegamento delle forze israeliane", scrive Tajani. "L'ho invitato a proseguire nei negoziati in corso, sapendo che può contare sull'Italia", aggiunge, "continueremo a sostenere il processo di dialogo e a fare la nostra parte, anche in vista degli scenari successivi alla missione Unifil. Ne parlerò anche mercoledì al Meeting di Rimini in un panel dedicato proprio al futuro del Libano".

Ministro dell'Interno pakistano: “Incontro positivo con il presidente dell'Iran”

Il ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi ha dichiarato che il Pakistan e l'Iran stanno discutendo del ripristino del memorandum d'intesa precedentemente firmato tra l'Iran e gli Stati Uniti per contribuire a risolvere il conflitto in corso.
In un post su X, Naqvi ha dichiarato che lui e il capo dell'esercito del Paese, il feldmaresciallo Asim Munir, hanno avuto un "incontro molto positivo e produttivo con il presidente dell'Iran".
Ha aggiunto che la discussione "si è concentrata sul conflitto tra Iran e Stati Uniti, sulle tensioni in Medio Oriente e sulla via da seguire, nonché sulle misure necessarie da entrambe le parti per il ripristino del memorandum d'intesa di Islamabad, che porti così a una risoluzione globale del conflitto".

Islamabad: progressi significativi su soluzione del conflitto

Pakistan e Iran stanno discutendo del ripristino di un Memorandum di Islamabad precedentemente firmato tra Iran e Stati Uniti per contribuire a risolvere il conflitto in corso. Lo scrive su X il ministro dell'Interno del Pakistan Mohsin Naqvi, affermando di aver avuto un "incontro molto positivo e produttivo con il Presidente iraniano insieme al Capo di Stato Maggiore delle forze armate pachistane, il maresciallo Asim Munir". Naqvi aggiunge che la loro discussione "si è concentrata sul conflitto Iran-Usa, sulle tensioni in Medioriente e sulla via da seguire, nonché sui passi necessari da entrambe le parti per il ripristino del Memorandum d'intesa di Islamabad, che porterebbe così a una soluzione globale del conflitto". Naqvi afferma che "il Presidente iraniano ha condiviso apertamente la prospettiva e le preoccupazioni del suo Governo, e abbiamo avuto uno scambio molto costruttivo sulle questioni in gioco. Sono stati compiuti progressi significativi". Naqvi esprime "la speranza che questo slancio contribuisca ad aprire la strada a ulteriori progressi e a una pace duratura nella regione".

Petroliera colpita da un proiettile nello Stretto

Secondo l'agenzia britannica per le operazioni di commercio marittimo (Ukmto), una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz. Secondo il rapporto, l'incidente è avvenuto a circa 9 miglia nautiche (16 km) a nord-est di Ash Shishah, in Oman. "Il comandante di una petroliera ha riferito che la nave è stata colpita da un proiettile non identificato, che ha causato danni alla sala macchine e ha reso inutilizzabile il mezzo. L'equipaggio è al sicuro", ha dichiarato l'Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations) in un comunicato.

Islamabad, conclusa visita Munir a Teheran per de-escalation con Usa

Le forze armate pakistane hanno annunciato che il feldmaresciallo Syed Asim Munir, capo di stato maggiore delle forze armate, ha concluso una visita di un giorno in Iran, nell'ambito degli sforzi di Islamabad per allentare le tensioni nel conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran. Secondo un comunicato stampa diffuso dall'Inter-Services Public Relations (Ispr), Munir e il ministro dell'Interno Mohsin Naqvi si sono recati lunedì a Teheran nell'ambito degli "sforzi diplomatici del Pakistan per porre fine allo stallo nel conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran ed esplorare le vie per raggiungere una pace duratura e porre fine in modo permanente all'instabilità nella regione".

Pezeshkian: “Washington deve cambiare tono nei nostri confronti”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che gli Stati Uniti devono cambiare tono e approccio nei confronti dell'Iran. “Il ricorso degli Stati Uniti alla coercizione e alla prepotenza non farà altro che complicare i processi attuativi”, ha affermato Pezeshkian durante un incontro a Teheran con il capo di stato maggiore dell'esercito pakistano, il generale Syed Asim Munir, secondo quanto riportato in una nota pubblicata sul sito web della presidenza. Pezeshkian ha sottolineato la necessità che gli Stati Uniti rispettino gli obblighi assunti verso l'Iran, "basandosi sui diritti legittimi del Paese e sulle norme internazionali".

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