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Nepal, inondazioni e frane al confine con il Tibet: 100 morti, oltre 400 turisti dispersi. La Farnesina: 90 italiani nell’area

Nepal, inondazioni e frane al confine con il Tibet: 100 morti, oltre 400 turisti dispersi. La Farnesina: 90 italiani nell’area
Il ministero degli Esteri è al lavoro per accertare l’eventuale coinvolgimento di connazionali nel disastro. Tajani: “Due li abbiamo sentiti e stanno bene”. La testimonianza di un pilota: “Onde alte sei metri, è stato spaventoso. Mai visto nulla di simile”
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Almeno 157 persone sono morte e oltre 400 turisti risultano dispersi a seguito delle violente frane e inondazioni che hanno colpito le zone al confine tra Nepal e Tibet. Secondo il ministero del Turismo sono 341 gli stranieri che mancano all'appello. La Farnesina è al lavoro per verificare l'eventuale coinvolgimento di cittadini italiani. Dal consolato italiano a Calcutta, responsabile per il Nepal, fanno sapere che in base alle registrazioni su "Dove siamo nel mondo" sono circa 90 i connazionali presenti tra i due Paesi.

Nepal: i turisti dispersi scendono a 403

Secondo il Ministero del Turismo, circa 403 turisti, di cui 341 stranieri, risultavano dispersi diverse ore dopo il disastro.

La testimonianza degli italiani coinvolti: “8 ore fermi su un autobus”

"Siamo stati otto ore fermi sull'autobus. Nessuno aveva notizie, finché non sono iniziate a circolare le prime informazioni e i primi video". È la testimonianza, raccontata al Tg1, di Giovanni Fassini e Marco Lombardi, due italiani rimasti bloccati su un autobus diretto all'aeroporto di Kathmandu mentre le inondazioni travolgevano il Nepal. I due stavano terminando una vacanza di trekking e avrebbero dovuto prendere un volo per Milano.
"L'autobus si è fermato perché la strada era sbarrata e all'inizio non ne capivamo il motivo. Alla fine ci siamo accorti che il fiume di fianco saliva, saliva e saliva. Fortunatamente non è arrivato a lambire il nostro mezzo", hanno raccontato. Per ore i due italiani sono rimasti senza sapere cosa stesse accadendo intorno a loro e senza possibilità di proseguire o tornare indietro.
"A monte non si poteva andare perché la strada era stata chiusa dalle autorità, mentre anche alle nostre spalle il fiume era esondato", hanno spiegato. Alla fine sono riusciti a mettersi in salvo: "Ci è andata bene, per fortuna siamo qui a raccontarlo".

Nepal: “Le operazioni di ricerca e soccorso continueranno nella notte”

L'ufficio del premier del Nepal, Balendra Shah, ha dichiarato che le operazioni di ricerca e soccorso condotte dall'esercito del Paese proseguiranno durante la notte: lo riporta la Bbc sul suo sito web precisando che, secondo il governo di Kathmandu, nelle operazioni di soccorso lanciate in seguito all'inondazione sono state dispiegate 1.697
persone e altre 656 sono in stato di allerta per eventuali interventi.


Il governo nepalese - riporta sempre la tv britannica - afferma che 94 persone sono state tratte in salvo dagli equipaggi di sei elicotteri militari, altre 12 sono state salvate da cinque elicotteri civili e 27 sono state tratte in salvo dai soccorritori a terra.

Ritrovata morta una donna portoghese data come dispersa in Nepal

È stata ritrovata morta la donna portoghese data come dispersa tra i circa 400 turisti presenti in Nepal e coinvolti nell'alluvione di oggi. Lo ha riferito l'agenzia Lusa.
La donna faceva parte di un gruppo presente nei pressi del posto di frontiera sul lato nepalese quando le forti piogge hanno provocato gravi inondazioni e frane.

La polizia: “Recuperati 157 corpi, in ospedale 49 feriti”

La polizia nepalese ha comunicato che sono stati recuperati finora 157 corpi senza vita. Si aggrava quindi il bilancio complessivo delle vittime dell'alluvione che ha colpito l'area tra il Nepal e il Tibet. Tra questi, 3 a Rasuwa, 13 a Nuwakot, 27 a Dhading, 64 a Chitwan, 19 a Gorkha, 9 a Tanahun e 22 a Nawalpur. Quarantanove feriti sono ricoverati e finora sono stati dispiegati oltre 3.300 agenti di polizia. Lo riporta il Guardian.

La scossa registrata in Nepal non da terremoto ma da smottamento

La scossa registrata alle 8:37 locali lungo il confine tra Nepal e Cina, a nord di Kathmandu, non sarebbe stata provocata da un terremoto. Lo United States Geological Survey (Usgs), che inizialmente aveva segnalato un sisma di magnitudo 4,4, ha chiarito che le vibrazioni sono state causate da una frana eccezionalmente potente. Una massa di ghiaccio e rocce, descritta come una valanga ma più simile a uno smottamento, si è staccata da un versante montuoso precipitando nel fiume Lhende Khola, affluente del Bhote Koshi, che scorre dalla Cina verso il Nepal attraverso profonde gole.
Il movimento franoso ha prodotto una scossa equivalente a un terremoto di magnitudo 5,2

Funzionario nepalese alla Bbc: “Danni a strade per 84 milioni”

“Le stime iniziali mostrano che le inondazioni" in Nepal "hanno danneggiato strade e ponti per un valore superiore a 15 miliardi di rupie nepalesi", cioè circa 84,3 milioni di euro: lo afferma un funzionario governativo locale alla Bbc. La tv britannica sottolinea che precedentemente aveva notizia di "19 ponti e 40 chilometri di strade" danneggiate.

Tra i dispersi dell'alluvione anche 85 membri delle forze sicurezza

Dispersi anche fra le forze di sicurezza e tra lavoratori impiegati nel settore energetico dopo la devastante inondazione in Nepal. Secondo notizie confermate dalle autorità e riportate dai media locali e dalla Bbc, dopo quelle che parlano di decine e decine di turisti dispersi, si contano 44 dispersi tra i militari dell'Esercito, 28 fra gli agenti di Polizia e 13 tra le unità della Apf (Armed Police Force). Inoltre, non sono state rintracciate 60 persone che lavorano in progetti nell'idroelettrico.

Sale a 100 morti il bilancio delle vittime dell’inondazione

Sale ad almeno 100 morti il bilancio delle vittime delle inondazioni in Nepal. Lo conferma la Polizia nepalese, come riporta la Bbc. Tra i distretti in cui si registra il maggior numero di vittime vi sono quelli di Dhading (18), Gorkha (19) e Chitwan (33).

Oms:”Inviate forniture mediche e fornita assistenza sul campo alle comunità colpite”

“Il mio pensiero va alle persone colpite dall'alluvione lampo e dalla frana che hanno colpito il confine tra Nepal e Cina questa mattina. L'Oms Nepal si è mobilitata e ha inviato forniture mediche di emergenza essenziali, oltre a fornire assistenza sul campo alle comunità colpite. Esprimo il mio più profondo rispetto e la mia gratitudine ai soccorritori che, con abnegazione, si sono dedicati alle operazioni di ricerca e salvataggio e hanno prestato assistenza in questo momento difficile". Così su X il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Il governo nepalese: danni per 100 milioni di dollari

Quasi 100 milioni di dollari di danni: è la prima stima dei danni che arriva dal Nepal. Secondo un funzionario governativo citato da Bbc Nepali, le prime stime parlano di danni in strade e ponti per un valore di oltre 15 miliardi di rupie, equivalente a oltre 98 milioni di dollari. Vijay Jaisi, a capo del Dipartimento per le Strade, ha assicurato che verranno installati ponti provvisori a partire da domani. In precedenza la Bbc aveva riferito di 19 ponti e 40 chilometri di strade danneggiati.

Polizia: “Salgono a 579 i turisti dispersi in Nepal, 466 sono stranieri”

Il numero dei turisti dispersi per la devastante alluvione in Nepal è ora salito a 579, secondo gli ultimi dati confermati dalla polizia nepalese riportati dalla Bbc. Del totale, 466 sono cittadini stranieri provenienti da 28 Paesi diversi. Centotredici dei turisti dispersi sono nepalesi, 54 sono statunitensi e il numero dei cittadini britannici dispersi rimane fermo a 33.

India: “Inviate in Nepal 10 tonnellate di aiuti umanitari”

Il ministro degli Esteri di New Delhi, Subrahmanyam Jaishankar, afferma su X che le autorità indiane hanno inviato "10 tonnellate di aiuti umanitari e medicine essenziali" nel Nepal colpito dalle inondazioni.

Cina: tre nostri connazionali morti e 265 dispersi per la frana in Tibet

Sono tre i morti e 265 i dispersi dopo che una frana ha colpito un valico di frontiera nella regione dello Xizang, come i cinesi chiamano la regione autonoma del Tibet. Lo riporta Xinhua.

Il primo ministro nepalese: “Dobbiamo rimanere uniti”

Il primo ministro nepalese Balendra Shah ha esortato la popolazione del Nepal a rimanere unita dopo che una devastante alluvione ha causato almeno 95 vittime. "Il governo si assume la piena responsabilità per i soccorsi, le cure mediche, il cibo e l'alloggio. In momenti di una simile catastrofe, dobbiamo tutti rimanere uniti", sottolinea Shah in un comunicato pubblicato sui social media.

Mobilitati dalla Cina 574 soccorritori

Almeno 574 soccorritori sono stati mobilitati dalle autorità cinesi al valico di Gyirong, in Tibet, colpito dalla frana e dall'alluvione che hanno devastato l'area al confine con il Nepal. Lo ha riferito la tv di Stato cinese Cctv.
Le operazioni di soccorso sono rese particolarmente difficili dalle condizioni del terreno. Un soccorritore ha riferito alla Cctv che per raggiungere la zona interessata sono necessarie almeno quattro ore, perché i percorsi di accesso sono ostruiti da uno strato di sedimenti profondo circa 1,5 metri.

Gli esperti: “Una valanga di ghiaccio potrebbe aver provocato l'esondazione del fiume in Nepal”

Una valanga di ghiaccio potrebbe aver bloccato il fiume Lhende, provocando l'improvviso accumulo d'acqua e la successiva ondata di piena nel fiume Bhotekoshi, nel distretto nepalese di Rasuwa. È l'ipotesi emersa da una prima valutazione di scienziati nepalesi e cinesi, citata dal Kathmandu Post.

Frana in Nepal, la fuga di decine di persone pochi secondi prima di essere travolte


Secondo Rijan Bhakta Kayastha, professore della Kathmandu University e ricercatore sul clima, la valanga sarebbe caduta nel Lhende, creando uno sbarramento temporaneo. L'acqua si sarebbe quindi accumulata a monte per poi riversarsi improvvisamente a valle, causando la piena che ha colpito il Bhotekoshi.

Von der Leyen: “Un pensiero per le persone colpite dalle inondazioni in Cina e Nepal'

"Inondazioni devastanti hanno colpito alcune comunità in Nepal e in Cina. Il mio pensiero va a tutte le persone colpite, in particolare alle famiglie che hanno perso i propri cari o che sono ancora in attesa di notizie. Il nostro pensiero va anche ai coraggiosi soccorritori. È stato attivato il programma Copernicus per aiutare a mappare le aree colpite in Nepal e sostenere gli interventi sul campo. Siamo pronti a mobilitare ulteriori aiuti europei". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Tra i dispersi 133 indiani, 47 americani e 33 britannici

Tra gli stranieri scomparsi nelle alluvioni che hanno colpito le regioni di Nepal e Tibet ci sono 133 indiani, 47 statunitensi, 34 australiani, 33 britannici, 24 canadesi, 19 malesi, sette ucraini, sei singaporiani e sei sudafricani. La lista comprende inoltre cinque giapponesi, cinque neozelandesi, quattro tedeschi, tre francesi, due irlandesi, due olandesi, due russi e i due spagnoli, oltre a cittadini di Bielorussia, Finlandia, Ungheria, Israele, Lituania, Portogallo e Filippine.


La piena ha investito diverse località nel distretto di Rasuwa, provocando gravi danni a strade, ponti, abitati e infrastrutture. La maggior parte degli stranieri si trovava nella zona per completare il pellegrinaggio verso il monte Kailash e il lago Mansarovar, siti sacri per induisti, buddisti e giainisti nella regione tibetana. Proseguono le operazioni di ricerca e soccorso.

Si aggrava il bilancio delle vittime dell’alluvione: 95 morti

Almeno 95 persone sono morte dopo la violenta alluvione che mercoledì ha colpito il distretto nepalese di Rasuwa, vicino al confine con il Tibet.
La piena improvvisa del fiume Bhote Koshi ha investito attorno alle 9 locali l'area di Rasuwagadhi-Timure, interessando anche parti dei vicini distretti di Nuwakot e Dhading. L'acqua ha travolto veicoli, merci, ponti e altre infrastrutture, danneggiando inoltre diversi impianti idroelettrici.

La testimonianza di un pilota: “Onde alte 6 metri, è stato spaventoso”

Un pilota di elicottero che ha assistito dall'alto alla devastante alluvione lampo avvenuta oggi vicino al confine tra Cina e Nepal ha stimato che le onde fossero "alte dai cinque ai sei metri".
"Circa cinque minuti prima dell'atterraggio, abbiamo visto della polvere sollevarsi dal fiume", ha raccontato Aman Budathoki alla Cnn. "In un primo momento sembrava una frana.

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Abbiamo persino ipotizzato che fosse l'esercito che usava esplosivi per costruire strade". Ma in pochi secondi, il pilota ha visto acque scure con "detriti che precipitavano e si mescolavano all'acqua".
"Abbiamo visto onde alte dai cinque ai sei metri... Abbiamo iniziato a sorvolare i villaggi e abbiamo visto grandi alberi e alcuni veicoli trascinati via dalla corrente", ha detto. "Era una situazione davvero spaventosa. Abbiamo persino cercato di inseguire l'alluvione per un po’ per valutare i danni in corso". Ha concluso dicendo di non aver mai assistito a una simile manifestazione della potenza della natura.

Tajani: “Due degli italiani coinvolti siamo riusciti a sentirli e stanno bene”

“I due italiani che risultano coinvolti sono in buone condizioni, vengono assistiti dalla nostra diplomazia e li aiuteremo a rientrare quando riterranno opportuno, non abbiamo notizie di altri italiani coinvolti".
Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa al meeting di Rimini a proposito della frana tra Nepal e Tibet.

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Farnesina: “Sono 90 gli italiani in tutta la regione del Tibet”

Sono circa 90 gli italiani registrati su "Dove siamo nel mondo" in tutto il Nepal e nell'intera regione tibetana e non quindi nella sola area interessata da frana e alluvione. Lo precisa la Farnesina.

Ministero del turismo: “Sono 384 i turisti dispersi, la maggior parte stranieri”

Sono 384 i turisti, tra i quali oltre 290 stranieri, che risultano dispersi in Nepal. Lo ha confermato all'agenzia Dpa il capo dell'Ente turismo del Nepal, Santosh Panta, precisando che fra i dispersi la maggior parte degli stranieri sono indiani, ma risultano anche dispersi cittadini di altri Paesi, compresi Stati Uniti, Spagna, Lituania e Germania. Dati provvisori ottenuti da agenzie di trekking e di viaggio che operano nella zona parlano di 92 nepalesi fra i dispersi.

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