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Il capo della Cia a Mosca: primo viaggio a sorpresa tra i timori di escalation

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Ratcliffe è atterrato ieri nella capitale: quattro ore di colloqui segreti. L’ipotesi dell’avvertimento a non attaccare la Nato e trattare la tregua. Peskov: “Contatti tra i servizi di sicurezza. Non erano previsti contatti con Putin"
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NEW YORK – Se avesse preferito non farsi notare, il direttore della Cia John Ratcliffe avrebbe potuto usare altri mezzi per arrivare in segreto a Mosca, invece del voluminoso C-17A Globemaster III atterrato alle 10 e 4 minuti di ieri mattina all’aeroporto Vnukovo, peraltro con una rotta rintracciabile anche attraverso strumenti disponibili al pubblico tipo Flightradar24. Resta quindi da capire perché il capo dei servizi americani abbia scelto di rendere così visibile la sua prima visita in Russia e quale fosse lo scopo delle quattro ore trascorse nella capitale, con le ipotesi che svariano dagli avvertimenti affinché Putin non si azzardi ad allargare l’invasione dell’Ucraina prendendo di mira paesi membri della Nato, fino alle più innocue e relativamente abituali trattative per scambiarsi qualche detenuto.

Le immagini dell'aereo militare Usa che atterra a Mosca: "A bordo il capo della Cia John Ratcliffe”

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NEW YORK – Se avesse preferito non farsi notare, il direttore della Cia John Ratcliffe avrebbe potuto usare altri mezzi per arrivare in segreto a Mosca, invece del voluminoso C-17A Globemaster III atterrato alle 10 e 4 minuti di ieri mattina all’aeroporto Vnukovo, peraltro con una rotta rintracciabile anche attraverso strumenti disponibili al pubblico tipo Flightradar24. Resta quindi da capire perché il capo dei servizi americani abbia scelto di rendere così visibile la sua prima visita in Russia e quale fosse lo scopo delle quattro ore trascorse nella capitale, con le ipotesi che svariano dagli avvertimenti affinché Putin non si azzardi ad allargare l’invasione dell’Ucraina prendendo di mira paesi membri della Nato, fino alle più innocue e relativamente abituali trattative per scambiarsi qualche detenuto.

Le immagini dell'aereo militare Usa che atterra a Mosca: "A bordo il capo della Cia John Ratcliffe”

Il C-17 è decollato alle 4:38 minuti del pomeriggio di domenica dalla Joint Base Andrews, da dove parte anche l’Air Force One del presidente, per arrivare a Riga alle 8:18 del mattino di lunedì. Si è fermato per 24 ore nella capitale lettone e poi ha riacceso i motori alle 8:50 di ieri mattina, atterrando a Vnukovo alle 10:04. Il C-17 viene usato per simili missioni perché è molto grande e consente di trasportare anche altri mezzi necessari a svolgerle, tipo auto e apparecchiature elettroniche. Nelle stesse ore però dalla base Andrews era partito verso Riga anche un più comodo C-40B, forse usato da Ratcliffe per la traversata atlantica, prima di salire sul C-17 per la tratta finale.

L’ultimo direttore della Cia a visitare Mosca era stato William Burns nel novembre del 2021, quando per conto dell’allora presidente Biden era andato ad avvertire che gli Usa sapevano dei piani per l’imminente invasione dell’Ucraina e sconsigliavano di lanciarla, spiegando le conseguenze. Sappiamo poi come era andata.

Quello di ieri è stato il primo viaggio di Ratcliffe a Mosca e la Cia non ha dato chiarimenti. Lui è molto stimato da Trump e di recente ha condotto diverse missioni politiche, incluse le visite in Venezuela e a Cuba. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov l’ha definito semplicemente un viaggio “finalizzato a contatti tra i servizi di sicurezza”, parlando con il Washington Post. "Non erano previsti contatti con Putin", ha affermato il portavoce presidenziale russo.

È possibile che la spiegazione più innocua sia anche quella giusta. Il capo della Cia gestisce pure dossier pratici come gli scambi di prigionieri, incluso quello della cittadina russo-americana Ksenia Karelina avvenuto di recente. Un nome citato spesso è quello di Robert Gilman, insegnante di inglese che gestiva una scuola in Polonia e veniva chiamato “Captain America” dai suoi studenti. È detenuto dal novembre del 2021, dopo essersi ammalato mentre transitava da Mosca verso la Moldova, e Trump si è occupato del suo caso.

Le trattative americane per mettere fine alla guerra in Ucraina sono in fase di stallo, con i mediatori Witkoff e Kushner che hanno annullato un viaggio programmato in questi giorni, quindi sarebbe strano che Ratcliffe abbia preso il loro posto. Non si può escludere però una missione simile a quella di Burns, per intimare a Putin di non provare ad allargare il conflitto prendendo di mira qualche paese membro della Nato, o magari usare le temute atomiche tattiche contro Kiev per sbloccare una situazione strategica che per lui si fa più complicata di giorno in giorno. Trump aveva concesso di costruire i Patriot in Ucraina, ma poi ci ha ripensato. Gli Usa hanno chiesto a Kiev di sospendere gli attacchi contro il territorio russo mentre il capo della Cia era in missione, magari anche per rilanciare la discussione sul piano di pace proposto da Zelensky in coordinamento con Donald, ma subito rifiutato da Putin.

Sul tavolo c’è poi la guerra in Iran, dove il Cremlino è stato accusato di aiutare Teheran ad individuare i bersagli americani da colpire nella regione, ma anche rifornirla di armi e componenti per i suoi missili e droni, che gli ayatollah avevano prestato a Putin proprio per colpire Zelensky. Lunedì il segretario al Tesoro Bessent ha annunciato le nuove sanzioni secondarie per punire chi aiuta la Repubblica islamica ad aggirare i blocchi, vendere petrolio, incassare soldi e acquistare beni civili e per uso militare. La Russia, insieme alla Cina, è il primo alleato a sostenere l’Iran, quindi è possibile che Ratcliffe sia andato a discutere la fine di questa assistenza o minacciare conseguenze se non terminerà.

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