Cina, artista condannato per le statue satiriche su Mao: “Lesa reputazione e onore di eroi e martiri"
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO – Ci sono “La colpa di Mao”, una statua in bronzo dell’ex leader cinese inginocchiato in segno di pentimento. “L’esecuzione di Cristo”, che raffigura un plotone di esecuzione composto da tanti Mao che puntano i loro fucili contro Gesù. E ancora “Miss Mao”, dove il Grande Timoniere ha il naso da Pinocchio e grandi seni. Sono tra le opere più famose dei “Gao Brothers”. Uno dei due fratelli, Gao Zhen, è stato ora condannato a tre anni di carcere per “diffamazione degli eroi nazionali e dei martiri”.
L’artista settantenne era emigrato negli Stati Uniti nel 2022. Due anni più tardi, nel giugno del 2024, era tornato in Cina con moglie e figlio per visitare il resto della sua famiglia: nell’agosto di quell’anno era stato arrestato nel suo studio alla periferia di Pechino. A marzo 2026 il processo a porte chiuse durato appena un giorno. Ieri il Tribunale popolare della città di Sanhe ha emesso la sentenza: tre anni di carcere. Visto che due anni da detenuto se li è già fatti, Gao dovr…
PECHINO – Ci sono “La colpa di Mao”, una statua in bronzo dell’ex leader cinese inginocchiato in segno di pentimento. “L’esecuzione di Cristo”, che raffigura un plotone di esecuzione composto da tanti Mao che puntano i loro fucili contro Gesù. E ancora “Miss Mao”, dove il Grande Timoniere ha il naso da Pinocchio e grandi seni. Sono tra le opere più famose dei “Gao Brothers”. Uno dei due fratelli, Gao Zhen, è stato ora condannato a tre anni di carcere per “diffamazione degli eroi nazionali e dei martiri”.
L’artista settantenne era emigrato negli Stati Uniti nel 2022. Due anni più tardi, nel giugno del 2024, era tornato in Cina con moglie e figlio per visitare il resto della sua famiglia: nell’agosto di quell’anno era stato arrestato nel suo studio alla periferia di Pechino. A marzo 2026 il processo a porte chiuse durato appena un giorno. Ieri il Tribunale popolare della città di Sanhe ha emesso la sentenza: tre anni di carcere. Visto che due anni da detenuto se li è già fatti, Gao dovrà scontare un altro anno dietro le sbarre. Colpevole di aver infangato l’onore e la reputazione del padre della Cina comunista.
Gao è stato giudicato colpevole in base alla “Legge cinese sulla protezione degli eroi e dei martiri”, entrata in vigore nel 2018 e rafforzata nel 2021, per opere, però, realizzate molto prima - tra il 2005 e il 2009. Una legge dunque applicata retroattivamente.
Gao Zhen e Gao Qiang (quest’ultimo continua a vivere negli Usa) si fecero conoscere all’inizio degli anni Duemila con opere satiriche su argomenti politicamente sensibili quali la Rivoluzione Culturale (1966-1976), le manifestazioni di piazza Tiananmen (1989) e l’eredità di Mao. Il padre dei fratelli Gao venne arrestato e morì in carcere durante la Rivoluzione Culturale.
I “Gao Brothers” organizzavano mostre clandestine a cui si poteva accedere solo su invito. Alcune delle mostre dei fratelli furono chiuse, anche se nessuno dei due era mai stato arrestato. La situazione cambiò nel 2021 quando la Cina inasprì una legge del 2018, punendo la diffamazione di eroi e martiri con pene fino a tre anni di reclusione. La “visione corretta della storia” è diventata una delle ossessioni di Pechino e fin dalla sua ascesa al potere nel 2012 Xi Jinping considera il “nichilismo storico” - cioè qualsiasi interpretazione del passato contraria alla versione approvata dal Partito - come una minaccia che portò ad esempio, secondo il leader cinese, alla caduta dell’Unione sovietica.
“Un artista non dovrebbe mai rischiare una sanzione penale per aver creato un’opera che mette in discussione la versione ufficiale o incoraggia una riflessione critica sulla storia”, ha commentato Sarah Brooks, direttrice per la Cina di Amnesty International. “Questo processo dimostra come leggi formulate in modo generico e motivate da ragioni politiche vengano utilizzate – e, cosa ancora peggiore in questo caso, applicate con effetto retroattivo – per mettere a tacere artisti, attivisti e altre persone che osano esprimere opinioni diverse da quelle del governo cinese”.
Da quando Gao è stato arrestato nel 2024, sua moglie, Zhao Yaliang, è soggetta a un divieto di espatrio per presunti motivi di sicurezza nazionale, che impedisce sia a lei che al figlio di lasciare la Cina.