Stati Uniti, sospese le richieste di visto per i migranti in tutto il mondo
di Natasha CaragnanoSospese le richieste di visto per gli Stati Uniti provenienti da tutto il mondo per consentire una “formazione approfondita” dei funzionari consolari che gli permetta di escludere le persone che potrebbero diventare dipendenti dall'assistenza pubblica statunitense. “Un’America più prospera significa garantire che i richiedenti visto non diventino un peso per la collettività e che non diventino dipendenti dei sussidi pubblici statunitensi riservati ai cittadini americani bisognosi e qualificati”, ha annunciato un portavoce del Dipartimento di Stato al Financial Times.
A farne le spese sono anche le persone che avevano già fissato un colloquio presso un’ambasciata o un consolato statunitense. Diversi richiedenti hanno ricevuto un’e-mail con cui venivano informati del rinvio dell’appuntamento. La comunicazione assicura che verrà fissata una nuova data, ma senza indicare quando. La nuova politica punta in particolare a verificare la capacità dei richiedenti di mantenersi economicamente s…
Sospese le richieste di visto per gli Stati Uniti provenienti da tutto il mondo per consentire una “formazione approfondita” dei funzionari consolari che gli permetta di escludere le persone che potrebbero diventare dipendenti dall'assistenza pubblica statunitense. “Un’America più prospera significa garantire che i richiedenti visto non diventino un peso per la collettività e che non diventino dipendenti dei sussidi pubblici statunitensi riservati ai cittadini americani bisognosi e qualificati”, ha annunciato un portavoce del Dipartimento di Stato al Financial Times.
A farne le spese sono anche le persone che avevano già fissato un colloquio presso un’ambasciata o un consolato statunitense. Diversi richiedenti hanno ricevuto un’e-mail con cui venivano informati del rinvio dell’appuntamento. La comunicazione assicura che verrà fissata una nuova data, ma senza indicare quando. La nuova politica punta in particolare a verificare la capacità dei richiedenti di mantenersi economicamente senza ricorrere ai programmi di assistenza pubblica. Il dipartimento di Stato ha avviato a inizio agosto una formazione per il personale di ambasciate e consolati, rendendo necessaria la riprogrammazione degli appuntamenti già fissati.
La stretta arriva mentre continua la stretta alle politiche migratorie, estendendo i controlli non solo a chi tenta di entrare illegalmente negli Stati Uniti, ma anche ai percorsi regolari attraverso i quali milioni di persone ogni anno chiedono di trasferirsi nel Paese.
Già nei giorni scorsi le autorità americane avevano annunciato la revoca dei visti a richiedenti asilo entrati negli Usa con visti turistici o d'affari. Secondo i media locali, si tratterebbe di almeno 200 mila visti, ma il dipartimento di Stato non ha confermato la cifra. L’unica certezza è che sta lavorando con il dipartimento per la Sicurezza interna per individuare chi, secondo Washington, avrebbe ottenuto un visto temporaneo per poi chiedere protezione internazionale.
Da quando Trump si è insediato per il suo secondo mandato lo scorso anno, la sua amministrazione ha progressivamente inasprito le restrizioni per i richiedenti visto, esigendo maggiori informazioni sulla loro attività sui social media, richiedendo il versamento di ingenti cauzioni per l'elaborazione dei visti e vietando addirittura il rilascio ai cittadini di alcuni Paesi.
Il provvedimento si inserisce in una più ampia stretta dell'amministrazione Trump sull'immigrazione, che negli ultimi mesi ha intensificato la revoca di visti e permessi di soggiorno. Ieri sempre il Dipartimento di Stato ha annunciato l'intenzione di revocare il visto a cittadini stranieri entrati negli Usa per viaggi brevi per turismo o affari e che poi hanno cercato di fermarsi nel Paese richiedendo asilo. La procedura potrebbe coinvolgere 200mila richiedenti asilo, diventando così, secondo i media americani, la più grande revoca di massa di visti della storia americana.